Bending Spoons conquista il secondo posto nella classifica Best Workplaces for Gen Z 2026, il ranking realizzato da Great Place to Work Italia per individuare le migliori aziende italiane in cui lavorare secondo i giovani della Generazione Z.
La realtà milanese specializzata nell’acquisizione e nello sviluppo di aziende digitali si distingue per la capacità di attrarre giovani talenti e per la qualità del clima aziendale. Il riconoscimento arriva dopo la recente quotazione al Nasdaq di New York, che ha segnato una nuova fase di crescita per l’azienda.
La ricerca ha raccolto le opinioni di 5.048 collaboratori appartenenti alla Generazione Z, all’interno di un campione complessivo di quasi 40 mila lavoratori coinvolti in 92 organizzazioni.
Fiducia e leadership tra i punti di forza delle aziende premiate
Il ranking evidenzia come le aziende migliori per i giovani riescano a costruire ambienti di lavoro fondati sulla fiducia, sulla crescita professionale e sulla capacità di ascolto.
Nelle imprese premiate il Trust Index, l’indicatore che misura il livello di fiducia interna attraverso elementi come credibilità, rispetto, equità, orgoglio e coesione, raggiunge una media dell’88%.
Il dato supera di 46 punti percentuali il valore medio delle aziende italiane, fermo al 42%.
Anche il Leadership Index registra risultati significativi: nelle realtà presenti nella classifica raggiunge il 90%, mentre la media nazionale si ferma al 39%.
Secondo Great Place to Work Italia, questi elementi rappresentano fattori sempre più importanti per coinvolgere le nuove generazioni e costruire organizzazioni capaci di affrontare la trasformazione digitale.
La Generazione Z cerca innovazione e opportunità di crescita
La ricerca mostra un aumento progressivo della presenza dei giovani nati dal 1998 all’interno delle aziende analizzate. Nel triennio considerato, il loro peso è passato dal 5% al 13% della popolazione aziendale.
Per Alessandro Zollo, CEO di Great Place to Work Italia, le imprese devono adattarsi alle nuove aspettative professionali.
«I giovani nati dal 1998 in poi non si accontentano più dei vecchi paradigmi professionali, ma cercano trasparenza, equità e soprattutto una leadership capace di ascoltare e guidare con coerenza».
Zollo evidenzia inoltre il ruolo strategico dei profili junior in un contesto caratterizzato dall’invecchiamento demografico.
«La capacità delle aziende di attrarre e trattenere i profili junior è il vero vantaggio competitivo concreto, perché saranno proprio questi profili ad aiutare la transizione tecnologica della popolazione più esperta in aziende con un’anzianità media sempre più alta».
Bending Spoons sul podio del ranking nazionale
La classifica Best Workplaces for Gen Z 2026 vede al primo posto Edera Nordest, società veneta attiva nei servizi finanziari, mentre Bending Spoons occupa la seconda posizione.
Sul terzo gradino del podio si trova Quantyca, azienda di Monza specializzata in consulenza IT, data management, advanced analytics e data streaming.
Tra le altre realtà premiate figurano aziende appartenenti ai settori dell’information technology, dei servizi professionali, del retail, della finanza, dell’ospitalità, della manifattura e dell’advertising.
La classifica comprende imprese di diverse dimensioni: dalle piccole realtà con meno di 50 collaboratori fino alle organizzazioni con oltre 1.000 dipendenti.
Il divario tra aziende eccellenti e media italiana
I dati raccolti da Great Place to Work Italia evidenziano differenze significative tra le aziende premiate e il panorama medio nazionale.
Nelle realtà migliori, il 90% dei giovani considera positivo l’ascolto e la valorizzazione del contributo dei collaboratori, contro il 28% registrato dalla media italiana.
Anche la capacità di favorire innovazione e sperimentazione mostra un forte divario: nelle aziende Best Workplaces il valore raggiunge l’83%, mentre nella media nazionale si ferma al 26%.
Le opportunità di crescita professionale vengono valutate positivamente dall’84% dei giovani nelle aziende premiate, contro il 29% della media italiana.
Sul fronte della leadership, la competenza della direzione arriva al 93% nelle realtà d’eccellenza, rispetto al 36% della media nazionale. La coerenza dei responsabili raggiunge invece il 91%, contro il 33%.
Scopri di più da Gazzetta della Lombardia
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.












