La manifattura lombarda apre il 2026 con indicatori ancora positivi, ma con un clima di crescente preoccupazione tra gli imprenditori. È quanto emerge dai dati diffusi da Unioncamere Lombardia sull’andamento economico del primo trimestre dell’anno.
Tra gennaio e marzo la produzione industriale in Lombardia cresce dello 0,5% rispetto al trimestre precedente, mentre il fatturato segna un aumento dello 0,6%. Positiva anche la dinamica degli ordini interni, in crescita dell’1,3%, mentre quelli esteri restano sostanzialmente stabili con un incremento dello 0,3%.
Anche il comparto artigiano mantiene un andamento favorevole, seppur più contenuto. La produzione cresce dello 0,3%, il fatturato dello 0,2% e gli ordini esteri dello 0,7%, mentre la domanda interna resta quasi invariata con una lieve flessione dello 0,1%.
Export ancora strategico per l’industria lombarda
Su base annua i dati confermano una fase di crescita. La produzione industriale registra un aumento del 2,4%, mentre per l’artigianato la crescita si attesta al 2%. Positivo anche il fatturato, che sale del 2,8% nell’industria e dell’1,9% nell’artigianato.
Resta centrale il contributo del mercato internazionale. La quota di fatturato industriale realizzata all’estero raggiunge il 38,9%, confermandosi su livelli elevati per il sistema produttivo lombardo.
Nel trimestre si osserva inoltre una ripresa della domanda interna, con ordini industriali in aumento del 3,2% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Tornano a salire i costi energetici e delle materie prime
Tra gli elementi di maggiore attenzione figura la ripresa dei costi produttivi. I prezzi delle materie prime aumentano del 3,7% nell’industria e del 6,1% nell’artigianato rispetto al trimestre precedente, con incrementi che non si registravano dall’inizio del 2023.
Le imprese segnalano in particolare il peso delle tensioni geopolitiche internazionali, che alimentano incertezza sulle forniture, sui costi energetici e sugli equilibri commerciali globali.
Mercato del lavoro ancora positivo
Il mercato occupazionale mostra segnali favorevoli sia nell’industria sia nell’artigianato. Nel comparto industriale il saldo tra ingressi e uscite torna positivo con un +0,4%, mentre nell’artigianato raggiunge il +0,8%.
Resta contenuto anche il ricorso alla cassa integrazione. Nel trimestre il 10,5% delle imprese industriali dichiara di aver utilizzato ore di CIG, con un’incidenza pari all’1,8% del monte ore complessivo. Nell’artigianato la quota si ferma allo 0,5%.
Le performance dei settori produttivi
A livello settoriale la crescita appare diffusa. Nell’industria solo tre comparti registrano una flessione della produzione su base annua: gomma-plastica, minerali non metalliferi e abbigliamento.
I risultati migliori riguardano invece industrie varie, mezzi di trasporto, legno-arredo, siderurgia, pelli-calzature e meccanica. Nell’artigianato emergono performance positive soprattutto nei comparti alimentare, tessile, carta-stampa e gomma-plastica.
Peggiorano però le aspettative delle imprese
Accanto ai dati consuntivi positivi, peggiora in modo sensibile il clima di fiducia per i prossimi mesi. Le aspettative degli imprenditori risentono dell’instabilità internazionale e delle preoccupazioni legate ai costi energetici, alle materie prime e alle tensioni commerciali.
Nell’industria i saldi previsionali diventano negativi per produzione, fatturato e domanda, mentre resta positivo soltanto l’indicatore relativo all’occupazione. Nell’artigianato il peggioramento appare ancora più marcato.
«I numeri di questo primo trimestre si mantengono positivi, confermando la tenuta del nostro sistema produttivo, ma non possiamo ignorare le aspettative negative degli imprenditori», ha dichiarato Gian Domenico Auricchio, sottolineando la necessità di sostenere competitività ed export delle micro, piccole e medie imprese lombarde.
Le preoccupazioni di Regione e imprese
Anche Guido Guidesi ha evidenziato le difficoltà legate alla competizione internazionale e ai costi di produzione, richiamando la necessità di un cambio di impostazione a livello europeo per sostenere la competitività delle imprese manifatturiere.
Sul fronte industriale, Giuseppe Pasini ha richiamato l’attenzione sull’aumento dei prezzi energetici e sulla dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento di materie prime ed energia.
Per l’artigianato, Stefano Fugazza ha sottolineato le criticità legate ai costi energetici, all’accesso al credito e alla difficoltà di reperire nuova manodopera, indicando come prioritaria la necessità di favorire il ricambio generazionale nelle imprese artigiane lombarde.
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