La transizione ecologica sta cambiando profondamente il settore delle costruzioni, chiamato nei prossimi anni a raggiungere obiettivi sempre più stringenti in materia di sostenibilità ambientale ed efficienza energetica. Un percorso che coinvolge direttamente anche la Lombardia, una delle regioni italiane con il più elevato numero di edifici, cantieri e investimenti immobiliari, e che sta generando una crescente domanda di nuove competenze professionali.
A imprimere un’accelerazione al cambiamento è stata la recente direttiva europea sulle cosiddette “Case Green”, che prevede che entro il 2030 tutti i nuovi edifici siano a emissioni zero, mentre per il patrimonio immobiliare esistente l’obiettivo è fissato al 2050. Si tratta di una sfida rilevante per un comparto che, a livello globale, è responsabile del 36% delle emissioni di anidride carbonica e nel quale circa il 75% degli edifici è ancora considerato inefficiente dal punto di vista energetico.
Normative europee e innovazione nel settore delle costruzioni
L’Italia dovrà recepire le nuove disposizioni europee entro la fine del 2026, avviando un processo di adeguamento che interesserà imprese, progettisti, amministrazioni pubbliche e proprietari immobiliari.
Negli ultimi anni sono già stati introdotti strumenti destinati a orientare il settore verso modelli più sostenibili. Tra questi figurano i Criteri Ambientali Minimi, noti come CAM, che definiscono requisiti ambientali da integrare nella progettazione, realizzazione e gestione degli edifici pubblici. L’obiettivo è favorire pratiche costruttive a basso impatto ambientale, promuovere il riciclo dei materiali e ridurre consumi ed emissioni.
Un ruolo sempre più importante è svolto anche dalla digitalizzazione. L’integrazione tra i CAM e il Building Information Modeling, conosciuto con l’acronimo BIM, consente infatti di monitorare e documentare le prestazioni ambientali degli edifici fin dalle prime fasi della progettazione, aumentando trasparenza e tracciabilità degli interventi.
LCA e nuovi materiali per l’edilizia sostenibile
Accanto agli strumenti normativi e digitali, cresce l’utilizzo dell’analisi del ciclo di vita degli edifici, conosciuta come Life Cycle Assessment (LCA). Si tratta di una metodologia che consente di valutare scientificamente l’impatto ambientale di un immobile lungo tutte le sue fasi, dalla produzione dei materiali alla costruzione, dall’utilizzo fino allo smaltimento.
L’approccio permette di confrontare differenti soluzioni progettuali e individuare quelle più efficienti sotto il profilo energetico e ambientale, contribuendo alla riduzione delle emissioni di CO₂ e del consumo di risorse.
Anche il mercato dei materiali sta attraversando una fase di profonda trasformazione. Sempre più spesso i prodotti derivati dall’industria petrolchimica vengono sostituiti da biomateriali come canapa, bambù e materiali ottenuti dagli scarti delle lavorazioni agricole, considerati più sostenibili e maggiormente compatibili con gli obiettivi della transizione ecologica.
Cresce la domanda di nuove competenze professionali
L’evoluzione del settore sta determinando un significativo aumento della richiesta di figure specializzate in grado di accompagnare imprese e organizzazioni nel percorso di innovazione.
«Il percorso del settore verso la transizione green si accompagna a un incremento della domanda di professionisti specializzati capaci di guidare le aziende nel ridisegnare processi, materiali e competenze. Investire nella sostenibilità significa oggi non solo rispondere alle normative europee, ma anche promuovere uno sviluppo sostenibile, equilibrato e duraturo. In questo scenario in continua evoluzione, saranno le aziende capaci di attrarre e valorizzare le professionalità giuste a guidare il cambiamento», afferma Federica Cavagliano, senior manager Technical Division di Hunters Group, società specializzata nella ricerca e selezione del personale.
Secondo gli operatori del settore, le competenze legate all’efficienza energetica, alla sostenibilità e alla gestione digitale dei progetti rappresenteranno uno degli ambiti occupazionali più dinamici dei prossimi anni.
Le figure professionali più richieste
Tra i profili maggiormente ricercati figura il riqualificatore energetico degli edifici, professionista incaricato di valutare le prestazioni energetiche degli immobili, elaborare diagnosi tecniche e coordinare gli interventi necessari per migliorare la classe energetica degli edifici. Generalmente si tratta di ingegneri o architetti che hanno acquisito competenze specifiche nel campo della certificazione energetica e della sostenibilità ambientale. La retribuzione annua lorda media per questa figura si attesta intorno ai 35mila euro.
Sempre più richiesta è anche la figura del Green BIM Specialist, professionista che integra la modellazione digitale tridimensionale con la simulazione energetica e ambientale. Attraverso software specializzati, questi tecnici supportano progettisti e imprese nella valutazione preventiva dell’impatto energetico degli edifici, contribuendo a orientare le scelte progettuali verso soluzioni più efficienti. La retribuzione media si aggira intorno ai 40mila euro lordi annui.
Tra i ruoli emergenti vi è inoltre il consulente per la transizione energetica immobiliare, figura che assiste privati, condomìni, aziende e pubbliche amministrazioni nell’adeguamento alle normative, nell’accesso agli incentivi e nella pianificazione degli investimenti. Per questo profilo la retribuzione media è di circa 42mila euro lordi all’anno.
La sostenibilità incontra la finanza
La crescente attenzione ai criteri ambientali, sociali e di governance ha favorito lo sviluppo di una nuova specializzazione: quella del consulente ESG per il settore immobiliare.
Questi professionisti affiancano imprese e operatori del mercato nella definizione di strategie sostenibili, nella rendicontazione secondo gli standard europei e nell’accesso agli strumenti di finanza verde. Si tratta di una figura destinata ad assumere un ruolo sempre più centrale in un contesto in cui sostenibilità e competitività risultano sempre più strettamente collegate. La retribuzione media per questo profilo raggiunge circa 47mila euro lordi annui.
Una trasformazione che riguarda anche la Lombardia
In una regione come la Lombardia, caratterizzata da un vasto patrimonio immobiliare e da una forte presenza di imprese attive nel settore delle costruzioni, la transizione green rappresenta una delle principali sfide dei prossimi anni. L’adeguamento alle nuove normative europee, la riqualificazione energetica degli edifici e l’introduzione di tecnologie innovative potrebbero generare nuove opportunità occupazionali e favorire l’evoluzione di un comparto strategico per l’economia regionale.
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