La domanda pubblica di servizi di ingegneria e architettura mantiene un andamento positivo nel 2026. Secondo l’aggiornamento dell’Osservatorio OICE/Informatel, nei primi otto mesi dell’anno il valore complessivo delle gare raggiunge 2.218 milioni di euro, considerando i 2.038,5 milioni relativi ai servizi di ingegneria e architettura e i 179,4 milioni della progettazione esecutiva affidata attraverso gli appalti integrati. Il dato rappresenta una crescita del 34% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Il risultato arriva nonostante la flessione registrata nei mesi di luglio e agosto, quando il valore delle gare ha segnato un calo del 16% rispetto allo stesso bimestre dell’anno precedente. L’andamento complessivo dei primi otto mesi conferma tuttavia un quadro di crescita rispetto agli ultimi due anni e colloca il 2026 al terzo posto, per valore dei bandi pubblicati nello stesso periodo, dopo i picchi registrati nel 2022 e nel 2023.
Gli accordi quadro incidono sulla domanda complessiva
Tra le gare di maggiore importo pubblicate a luglio spicca quella dell’Agenzia del Demanio per un accordo quadro articolato in quattro lotti, del valore di 62,4 milioni di euro. Nello stesso mese la Regione Campania ha pubblicato una gara per un accordo quadro, anch’esso suddiviso in quattro lotti, per 37,8 milioni.
Ad agosto il valore più elevato è stato invece raggiunto dalla gara di Consip per un accordo quadro in sei lotti relativo ai servizi di verifica della progettazione per la pubblica amministrazione, con un importo di 73,4 milioni di euro. Nello stesso mese la Regione Emilia-Romagna, attraverso l’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile, ha pubblicato un accordo quadro in due lotti per servizi architettonici, di costruzione, ingegneria e ispezione, per 24 milioni di euro.
Nel complesso, le gare per accordo quadro pubblicate nei mesi di luglio e agosto hanno raggiunto un valore di 332 milioni di euro. Nei primi otto mesi del 2026 il comparto registra una crescita del 17,2% rispetto allo stesso periodo del 2025, nonostante la flessione del 13,5% rilevata nel solo bimestre.
Il peso degli accordi quadro rappresenta anche uno degli elementi evidenziati dall’OICE nell’analisi del mercato. Come sottolineato dall’associazione, infatti, una parte della domanda viene successivamente tradotta in contratti attuativi, rendendo necessario verificare nel tempo l’effettiva consistenza degli affidamenti.
Crescono anche progettazione e appalti integrati
Considerando esclusivamente le gare per servizi di ingegneria e architettura, quindi senza gli appalti integrati, nei primi otto mesi del 2026 il valore raggiunge 2.038,5 milioni di euro, con una crescita del 33% rispetto allo stesso periodo del 2025. Nel bimestre luglio-agosto si registra invece una diminuzione del 12,4%.
Più contenuta la crescita delle gare relative alla sola progettazione, che nei primi otto mesi raggiungono 619,8 milioni di euro, l’1,3% in più rispetto al 2025. In questo caso, tuttavia, il bimestre luglio-agosto registra una flessione del 48,6%.
Resta positivo anche il dato relativo alla progettazione esecutiva affidata attraverso le gare per appalto integrato. Nei primi otto mesi il valore stimato raggiunge 179,4 milioni di euro, con una crescita del 46,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Anche in questo comparto il bimestre luglio-agosto mostra però un calo significativo, pari al 58,8%.
Cinque stazioni appaltanti concentrano oltre il 40% del mercato
L’analisi dell’OICE evidenzia inoltre una forte concentrazione della domanda. Nei primi otto mesi del 2026 le cinque stazioni appaltanti più attive sono state EAV-Ente Autonomo Volturno, ASPI, Consip, RFI e Agenzia del Demanio. Nel loro insieme, queste cinque committenze rappresentano oltre il 40% del valore complessivo del mercato rilevato.
Il dato conferma il peso delle grandi stazioni appaltanti e delle principali società e amministrazioni pubbliche nella formazione della domanda di servizi tecnici. Proprio gli accordi quadro di Consip e Agenzia del Demanio pubblicati durante il bimestre rappresentano due degli affidamenti di maggiore importo rilevati dall’Osservatorio.
In forte crescita i partenariati pubblico-privati
Un altro elemento significativo riguarda le procedure di partenariato pubblico-privato. Nei primi otto mesi del 2026 sono state rilevate 523 procedure, comprendendo sia gli avvisi finalizzati a sollecitare proposte da parte di promotori sia gli avvisi di gara su PFTE relativi a concessioni.
Nello stesso periodo del 2025 le procedure erano state 238. L’incremento è quindi del 119,7%, mentre nel solo bimestre luglio-agosto il numero delle procedure in PPP è aumentato del 9,1%.
Anche il confronto con il contesto europeo mostra un andamento positivo per l’Italia. Nei primi otto mesi del 2026 il mercato europeo registra una crescita dell’1,8% rispetto allo stesso periodo del 2025. L’Italia, con 92 bandi rilevati ad agosto, segna invece un aumento del 7,5% sul periodo gennaio-agosto dell’anno precedente, pur registrando una diminuzione del 48,3% nel confronto con il solo agosto 2025.
Lupoi: «Da aggiornare corrispettivi e condizioni contrattuali»
Il presidente OICE Giorgio Lupoi interpreta i dati dei primi otto mesi come una conferma della crescita della domanda pubblica di servizi di ingegneria e architettura. «Il 2026 si appresta a raggiungere il più alto livello di domanda di servizi di ingegneria e architettura degli ultimi 8 anni, dopo il 2022 e il 2023, invertendo nettamente la rotta al ribasso degli ultimi due anni», afferma.
Secondo Lupoi, resta tuttavia da verificare l’effettiva trasformazione in contratti attuativi della quota di domanda riconducibile agli accordi quadro. «L’utilizzo dell’accordo quadro, per circa il 15% del volume della domanda, rimanda alle successive attivazioni la verifica sulla reale entità dei successivi contratti attuativi», osserva il presidente OICE, sottolineando comunque che, anche escludendo questo valore, il 2026 avrebbe già superato i livelli del 2025 e del 2024.
Tra le criticità indicate dall’associazione figurano anche l’aggiornamento dei corrispettivi professionali e le modalità di definizione dei compensi. «Permangono le difficoltà legate al mancato aggiornamento dei corrispettivi, fermi al 2016», spiega Lupoi, richiamando anche le prestazioni non tabellate, il rapporto tra PFTE e progettazione esecutiva per le opere lineari e alcune sproporzioni nella valorizzazione delle prestazioni professionali.
L’OICE segnala inoltre la necessità di considerare il tempo impiegato nelle attività di direzione dei lavori nella determinazione dei compensi, attraverso il principio dell’«equo-tempo». Sul fronte contrattuale, Lupoi contesta infine l’utilizzo di formule a forfait che, secondo l’associazione, possono determinare condizioni squilibrate per i professionisti. «Su questo la nostra attenzione è massima e, in attesa di una sacrosanta modifica del codice appalti, agiremo ogni volta che ci verranno segnalate anomalie», conclude il presidente OICE.
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