Nel corso della seduta del Consiglio regionale della Lombardia dedicata al tema della carenza di personale infermieristico, il capogruppo del Movimento 5 Stelle Nicola Di Marco ha sollecitato l’adozione di interventi strutturali per rafforzare il ruolo degli infermieri nel Servizio sanitario nazionale. Al centro del dibattito le difficoltà di reclutamento e permanenza del personale, che continuano a interessare il sistema sanitario lombardo.
Secondo Di Marco, la Regione deve intervenire per invertire una tendenza che negli ultimi anni ha visto diminuire l’attrattività della professione, aggravando una situazione già critica per ospedali e servizi territoriali.
La situazione del personale infermieristico in Lombardia
Nel suo intervento in aula, il capogruppo del Movimento 5 Stelle ha evidenziato come in Lombardia la carenza di personale infermieristico superi le 10 mila unità. A questo dato si aggiunge l’uscita dal Servizio sanitario nazionale di oltre 3 mila professionisti all’anno nell’ultimo triennio.
Una dinamica che, secondo l’esponente pentastellato, ha conseguenze dirette sulle condizioni di lavoro degli operatori sanitari. L’aumento dei carichi di lavoro e delle responsabilità, infatti, si accompagna a una progressiva perdita del potere d’acquisto delle retribuzioni, rendendo meno attrattiva una professione considerata fondamentale per il funzionamento del sistema sanitario pubblico.
Il richiamo al ruolo pubblico degli infermieri
Nel corso del dibattito, Di Marco ha sottolineato la necessità di mantenere le competenze infermieristiche all’interno del perimetro del Servizio sanitario nazionale, esprimendo contrarietà a processi di privatizzazione ed esternalizzazione delle attività.
«È necessario che Regione Lombardia torni a rilanciare concretamente il ruolo dell’infermiere, rendendola una professione nuovamente attrattiva per i nostri giovani. Una professione che richiede mansioni e competenze che devono rimanere all’interno del perimetro del Sistema sanitario nazionale. Non privatizzate né tantomeno esternalizzate come purtroppo già avviene all’interno dei reparti», ha dichiarato Di Marco.
L’esponente del M5S ha inoltre richiamato quanto accaduto all’ospedale San Raffaele di Milano nel dicembre scorso, indicando quell’episodio come un segnale dei rischi legati a determinate scelte organizzative nel settore sanitario.
Le proposte avanzate dalle opposizioni
Nel suo intervento, Di Marco ha ricordato le iniziative presentate negli anni dal Movimento 5 Stelle e oggi confluite nell’ordine del giorno proposto dalle opposizioni in Consiglio regionale.
Tra le misure indicate figura il potenziamento dei corsi di laurea in Infermieristica, accompagnato dall’introduzione di borse di studio e voucher fino a 1.500 euro per sostenere gli studenti durante il percorso formativo. Accanto agli interventi sulla formazione, sono state richiamate anche misure di welfare finalizzate a migliorare la qualità della vita lavorativa del personale sanitario.
Le proposte comprendono un piano regionale per l’abitare con alloggi a canone calmierato e agevolazioni per il trasporto pubblico, oltre a controlli più rigorosi sul personale reclutato tramite cooperative e a un monitoraggio degli operatori in possesso di titoli conseguiti all’estero.
La richiesta di valorizzazione professionale ed economica
Secondo il capogruppo del Movimento 5 Stelle, alle responsabilità e alla complessità del lavoro infermieristico non corrisponde oggi un adeguato riconoscimento economico.
«Se abbiamo davvero imparato la lezione della pandemia e se valgono ancora le promesse fatte in quegli anni, oggi il Consiglio regionale deve introdurre misure concrete, affinché la professione infermieristica torni ad essere attrattiva per i nostri giovani a cominciare dalla valorizzazione professionale ed economica», ha concluso Di Marco.
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