La sentenza che ha assolto tutti gli imputati nel primo processo legato all’urbanistica milanese non chiude il dibattito politico sul futuro della pianificazione urbana. È la posizione espressa dal Movimento 5 Stelle Milano, che in una nota diffusa dopo la decisione dei giudici chiede una profonda revisione delle regole che disciplinano le trasformazioni urbanistiche in città e in Lombardia.
Secondo il M5S, il pronunciamento della magistratura riguarda esclusivamente eventuali responsabilità penali e non risolve le criticità di un sistema normativo che, negli anni, avrebbe favorito consistenti incrementi di valore immobiliare senza garantire benefici proporzionati per la collettività.
La richiesta di modificare le norme regionali e comunali
Per il Movimento 5 Stelle il tema centrale riguarda la necessità di intervenire sia sulla legislazione regionale sia sui regolamenti comunali che disciplinano gli interventi edilizi e urbanistici.
«Il punto politico è semplice: va cambiata la legge regionale e vanno riviste le regole comunali per evitare speculazioni a danno della collettività», sostiene il M5S Milano, sottolineando come le assoluzioni non eliminino le questioni legate agli effetti delle trasformazioni urbane sul territorio.
Tra le proposte avanzate figura una revisione della disciplina che limita l’obbligo del piano attuativo agli interventi superiori ai 20.000 metri quadrati. Secondo il Movimento, il solo parametro dimensionale non sarebbe sufficiente a valutare l’impatto di un progetto sulla città.
L’obiettivo dichiarato è introdurre criteri che tengano conto anche delle ricadute sul traffico, sui servizi pubblici, sul verde urbano, sul carico insediativo e sulla qualità della vita nei quartieri interessati dagli interventi.
Partecipazione dei cittadini e trasparenza
Un altro punto evidenziato nella nota riguarda il coinvolgimento della cittadinanza nei processi decisionali.
Il Movimento 5 Stelle ritiene necessario ampliare gli strumenti di partecipazione pubblica, consentendo ai residenti di conoscere i progetti, esaminare le trasformazioni previste e presentare osservazioni durante l’iter autorizzativo.
Secondo il M5S, negli anni le procedure semplificate avrebbero ridotto gli spazi di confronto pubblico su interventi di particolare rilevanza urbanistica, limitando il dibattito tra amministrazione, operatori e cittadini.
«Serve piena trasparenza, coinvolgimento dei cittadini e una valutazione più rigorosa degli effetti urbanistici generati dagli interventi», si legge nella nota.
Monetizzazioni e oneri urbanistici al centro del confronto
Tra gli aspetti ritenuti prioritari dal Movimento vi è anche la revisione del sistema delle monetizzazioni e degli oneri di urbanizzazione.
Il M5S sostiene che le aree e i servizi non ceduti dai privati dovrebbero essere monetizzati sulla base del loro effettivo valore di mercato, evitando sottostime che potrebbero ridurre i benefici destinati alla collettività.
Le risorse derivanti dalle trasformazioni urbanistiche, secondo la proposta avanzata, dovrebbero essere reinvestite in servizi pubblici, aree verdi, impianti sportivi, edilizia accessibile e infrastrutture di quartiere.
La richiesta si inserisce nel più ampio dibattito sul modello di sviluppo di Milano, una città che negli ultimi anni ha registrato una forte crescita immobiliare accompagnata da un aumento dei prezzi delle abitazioni e dei costi della vita.
Il tema degli studentati e dei servizi di interesse generale
Nel documento trova spazio anche una riflessione sui servizi privati qualificati come “di interesse generale”, categoria che in alcuni casi consente di accedere a specifici benefici urbanistici o contributivi.
Il Movimento ritiene necessario verificare che tali servizi rispondano concretamente a esigenze collettive e non soltanto a requisiti formali.
«Se un posto letto in uno studentato costa più dell’affitto di un’abitazione privata, è legittimo chiedersi dove sia l’interesse generale che giustifica trattamenti di favore e incentivi pubblici», afferma il M5S Milano.
La questione si inserisce nel confronto più ampio sull’emergenza abitativa che interessa il capoluogo lombardo, dove studenti, giovani lavoratori e famiglie incontrano crescenti difficoltà nell’accesso alla casa.
Rigenerazione urbana e sostenibilità sociale
Per il Movimento 5 Stelle la rigenerazione urbana non può limitarsi all’incremento delle volumetrie o alla realizzazione di nuovi edifici, ma deve tradursi in un miglioramento complessivo della qualità della vita urbana.
Secondo il partito, adeguare oneri e monetizzazioni ai valori effettivi del mercato immobiliare consentirebbe di finanziare maggiormente servizi pubblici e infrastrutture, contribuendo a rendere Milano più accessibile e inclusiva.
«La rigenerazione urbana non può significare soltanto costruire di più. Deve significare migliorare la città per tutti, evitando che Milano diventi una città sempre più costosa che allontana giovani, famiglie e lavoratori», sostiene il Movimento.
Il confronto politico dopo la sentenza
La nota si conclude con una distinzione tra il ruolo della magistratura e quello della politica. Per il M5S, la sentenza rappresenta la conclusione di un percorso giudiziario, ma apre una riflessione sulle scelte normative che hanno accompagnato lo sviluppo urbanistico degli ultimi anni.
«La magistratura fa il proprio lavoro. La politica deve fare il suo. È questa la vera sfida politica che abbiamo di fronte», conclude il Movimento 5 Stelle Milano.
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