Il futuro del settore vitivinicolo italiano, tra sfide globali e nuove opportunità di crescita, è stato al centro di Envisioning 2035 – Wine [R]evolution, il summit ospitato il 4 giugno al Belvedere Silvio Berlusconi di Palazzo Lombardia a Milano. L’iniziativa ha riunito rappresentanti delle istituzioni, esperti e professionisti del comparto per analizzare l’evoluzione del mercato del vino e individuare strategie in grado di rafforzare la competitività delle imprese nei prossimi anni.
L’incontro ha posto l’attenzione sui cambiamenti che stanno interessando il settore, dall’andamento dell’export alle nuove modalità di consumo, fino alle opportunità offerte dalla trasformazione digitale e dall’enoturismo.
La Lombardia guarda al futuro del comparto vitivinicolo
Ad aprire il confronto è stato l’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste della Regione Lombardia, Alessandro Beduschi, che ha sottolineato il ruolo strategico della Lombardia all’interno del panorama vitivinicolo nazionale.
«La Lombardia è una delle regioni protagoniste del vino italiano e il confronto di oggi conferma quanto sia necessario guardare al futuro con coraggio e visione. La qualità delle nostre produzioni resta un punto di forza imprescindibile. Oggi, tuttavia, servono anche capacità manageriali, innovazione, presenza sui mercati internazionali, oltre a strumenti efficaci per intercettare i nuovi consumatori. È su questi fronti che dobbiamo continuare a investire per garantire competitività alle nostre imprese».
Secondo l’assessore, la crescita del settore non può più basarsi esclusivamente sull’eccellenza produttiva, ma richiede una capacità sempre maggiore di interpretare le dinamiche dei mercati e di valorizzare le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie e dai cambiamenti nelle abitudini dei consumatori.
Export in calo, ma crescono enoturismo e mercati emergenti
Nel corso del summit sono stati presentati i dati elaborati da Denis Pantini, responsabile Agrifood e Wine Monitor di Nomisma, che delineano uno scenario caratterizzato da elementi contrastanti.
Nel 2025 l’export mondiale di vino ha raggiunto un valore di 33,8 miliardi di euro, mentre quello italiano ha registrato una flessione del 3,6% in valore. Parallelamente emergono però indicatori positivi che evidenziano nuove prospettive di sviluppo per il comparto.
Tra questi spicca il ruolo sempre più rilevante dell’enoturismo, che oggi genera circa 3,1 miliardi di euro per le aziende vitivinicole italiane. Un fenomeno che non viene considerato un’alternativa alle attività tradizionali, ma una leva strategica per diversificare i ricavi e rafforzare il legame tra produzione, territorio e accoglienza.
Anche i mercati emergenti stanno assumendo un peso crescente nell’export nazionale. La loro incidenza sul totale delle esportazioni italiane è infatti passata dal 15,1% del 2019 al 19,5% del 2025, confermando l’importanza di ampliare la presenza commerciale verso nuove destinazioni internazionali.
Digitalizzazione e nuove abitudini di consumo
Ampio spazio è stato dedicato alle trasformazioni che stanno interessando il rapporto tra produttori e consumatori. Tra le priorità individuate dagli operatori figurano il rafforzamento della struttura aziendale, l’investimento nelle competenze professionali e lo sviluppo di strategie commerciali innovative.
Particolare attenzione è stata rivolta agli strumenti digitali, sempre più centrali nella promozione e nella vendita del vino. E-commerce, community online, podcast e applicazioni basate sull’intelligenza artificiale stanno modificando le modalità attraverso cui i consumatori si informano, scelgono e acquistano i prodotti vitivinicoli.
Per le imprese del settore, la capacità di integrare questi strumenti rappresenta una delle principali sfide competitive dei prossimi anni.
Il valore culturale del vino per i territori lombardi
Nel suo intervento conclusivo, Beduschi ha richiamato il ruolo del vino come elemento identitario e culturale, oltre che economico, per la Lombardia e per l’intero Paese.
«Il vino rappresenta certamente un’eccellenza produttiva lombarda, ma è anche un patrimonio culturale e identitario che contribuisce in modo determinante all’attrattività dei nostri territori. La sfida dei prossimi anni sarà continuare a coniugare con attenzione tradizione e innovazione, mantenendo forte il legame con le nostre radici e rendendo sempre più competitivo il sistema vitivinicolo lombardo e italiano sui mercati di tutto il mondo».
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