Si è svolta dal 26 al 29 marzo, al Castello di Padernello nel comune di Borgo San Giacomo, in provincia di Brescia, la sesta edizione della Spring School dei Giovani Soci e Socie del Credito Cooperativo. Un appuntamento ormai consolidato, che quest’anno ha riunito quaranta ragazze e ragazzi provenienti da diverse regioni italiane.
Il maniero quattrocentesco, al centro di un progetto di riqualificazione territoriale sostenuto da cinque Bcc locali, ha ospitato una quattro giorni di incontri, laboratori e momenti di confronto dedicati alle nuove generazioni del movimento cooperativo.
Il tema dei “luoghi comuni” tra stereotipi e comunità
L’edizione 2026 ha posto al centro il tema dei “luoghi comuni”, intesi sia come stereotipi legati al mondo della cooperazione, sia come spazi fisici e sociali in cui le comunità si riconoscono e si sviluppano.
La riflessione ha attraversato l’intero programma, offrendo ai partecipanti l’opportunità di interrogarsi sul significato del fare comunità e sul ruolo della cooperazione in un contesto caratterizzato da cambiamenti economici e sociali.
Tra i relatori presenti anche Chiara Giaccardi, docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, che ha sottolineato la differenza tra spazio e luogo: «Lo spazio è funzionale, il luogo ha una storia».
Confronto tra giovani e vertici delle Bcc
Tra i momenti centrali dell’iniziativa il “Bcc Bridge”, occasione di dialogo tra i giovani partecipanti e alcuni presidenti e direttori delle Bcc lombarde. Il confronto ha toccato temi di attualità come l’intelligenza artificiale, l’innovazione e il rapporto tra le nuove generazioni e il credito cooperativo.
Sono stati affrontati anche aspetti più strettamente legati al funzionamento delle banche di credito cooperativo, come le assemblee di bilancio e il coinvolgimento dei soci.
Dai lavori è emersa la necessità di individuare strumenti e strategie per affrontare le trasformazioni in atto, mantenendo al centro i valori della cooperazione.
Il ruolo del Castello di Padernello
Il Castello di Padernello ha rappresentato non solo una sede simbolica, ma anche un esempio concreto di collaborazione tra attori locali. Il progetto di recupero e valorizzazione del complesso è infatti il risultato di un lavoro condiviso tra istituzioni, realtà economiche e comunità.
In questo senso, il luogo ha offerto ai partecipanti un modello tangibile di come il “fare insieme” possa generare valore sociale e territoriale, trasformando uno spazio in un punto di riferimento per la comunità.
Una formazione per il futuro del movimento cooperativo
Nel corso delle quattro giornate è emerso il ruolo attivo dei giovani partecipanti, coinvolti non solo come ascoltatori ma come protagonisti del confronto, attraverso domande, riflessioni e contributi ai lavori.
La Spring School si conferma così come un momento formativo di rilievo per il movimento del Credito Cooperativo, reso possibile grazie al contributo di Federcasse, delle federazioni locali e dei Giovani Soci.
L’iniziativa si inserisce in un percorso più ampio di formazione e crescita, con l’obiettivo di preparare le nuove generazioni ad affrontare le sfide future e a contribuire allo sviluppo delle comunità locali.
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