In Lombardia migliorano i tempi di erogazione delle prestazioni sanitarie, con un aumento significativo delle visite e degli esami effettuati entro le soglie previste. È quanto emerge dai dati diffusi dalla Cabina di Regia regionale per il contenimento delle liste d’attesa, a due mesi dalla piena operatività del sistema.
Nel dettaglio, le prestazioni in classe B, cioè da erogare entro 10 giorni, passano dal 58% al 79% nel confronto tra aprile 2025 e aprile 2026. Per la classe D, con tempi previsti tra 30 e 60 giorni, il dato sale dal 64% al 75%. Un miglioramento che riguarda gran parte degli erogatori pubblici del territorio lombardo.
Un miglioramento diffuso nel sistema sanitario regionale
L’analisi su base trimestrale conferma il trend positivo. Tra gennaio e marzo 2026, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, 28 erogatori pubblici su 32 hanno incrementato le prestazioni nei tempi previsti per la classe B, mentre 26 su 32 hanno registrato progressi nella classe D.
«Abbiamo impresso una svolta concreta – sottolinea l’assessore al Welfare Guido Bertolaso – portando risultati misurabili già nelle prime settimane. Il dato più importante è che il miglioramento deriva da un metodo: controllo costante, interventi mirati e responsabilizzazione degli enti».
La Cabina di Regia e il nuovo modello organizzativo
Alla base dei risultati c’è il modello introdotto dalla Cabina di Regia regionale, istituita con delibera di Giunta il 12 gennaio 2026 e operativa dal 17 febbraio. Il sistema prevede una governance centralizzata, coordinata dalla Direzione Generale Welfare, con il supporto tecnico di ARIA S.p.A., società regionale che gestisce i sistemi informativi e di prenotazione.
«Non è solo un’azione di monitoraggio – spiega Bertolaso – ma un vero e proprio sistema operativo regionale che collega fabbisogni, offerta e risultati, intervenendo direttamente dove serve».
Il modello si articola su una struttura multilivello, con un team regionale suddiviso in tre macroaree territoriali – Milano, Ovest ed Est – che mantiene un contatto costante con gli erogatori pubblici e privati accreditati.
Interventi mirati e criticità affrontate
Le azioni operative si concentrano sull’aumento degli slot disponibili, sulla riorganizzazione delle agende e sul recupero della capacità produttiva delle strutture sanitarie. Gli interventi sono guidati da due parametri principali: la domanda ancora insoddisfatta e la capacità di risposta del sistema.
Particolare attenzione è stata riservata alle prestazioni più critiche, mentre per quelle programmabili sono stati attivati percorsi dedicati, soprattutto per i pazienti cronici, con sistemi di presa in carico diretta.
Il monitoraggio ha tuttavia evidenziato alcune criticità, tra cui la mobilità dei pazienti verso strutture più attrattive, inefficienze organizzative e margini di miglioramento nell’appropriatezza delle prescrizioni. «Stiamo lavorando per rendere il sistema più equilibrato ed efficiente – aggiunge Bertolaso – intervenendo sulle cause strutturali che generano allungamenti dei tempi».
CUP unico e maggiore trasparenza
Parallelamente, prosegue l’implementazione del CUP unico regionale, strumento che consente una gestione integrata delle prenotazioni. Attualmente il sistema copre il 53% delle prestazioni pubbliche, con 16 enti già attivi e 8 erogatori privati accreditati integrati.
Il CUP unico permette una visione complessiva dell’offerta sanitaria, facilitando l’individuazione delle criticità e rendendo più uniforme l’accesso ai servizi per i cittadini.
«Il CUP unico è uno strumento decisivo – conclude Bertolaso – perché permette di vedere tutto il sistema in modo chiaro e intervenire rapidamente. È così che possiamo continuare a migliorare i tempi e garantire risposte più rapide ai cittadini».
La posizione della Regione Lombardia
Sui risultati è intervenuto anche il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana: «Ringrazio l’assessore al Welfare Guido Bertolaso e tutta la struttura per il lavoro svolto. I risultati dimostrano che il percorso intrapreso è corretto: stiamo rafforzando il sistema sanitario regionale e migliorando concretamente l’accesso alle cure per i cittadini lombardi. Continueremo su questa strada con determinazione».
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