Il settore dei data center guarda sempre più alla sostenibilità energetica, all’integrazione urbana e al rapporto con i territori. Un tema al centro della quinta edizione del Data Center Nation di Milano, appuntamento dedicato all’evoluzione delle infrastrutture digitali nell’era dell’intelligenza artificiale e della transizione energetica.
Il dibattito si è sviluppato mentre la Lombardia approva il primo progetto di legge regionale dedicato alla regolamentazione dei nuovi data center, introducendo criteri orientati al recupero delle aree dismesse, all’utilizzo di energie rinnovabili, al riuso del calore prodotto dalle infrastrutture e all’integrazione con il contesto urbano e territoriale.
Il nuovo ruolo dei data center nella transizione energetica
Nel corso dell’evento milanese, operatori ed esperti del settore hanno affrontato il tema dell’evoluzione dei data center, sempre meno considerati esclusivamente infrastrutture energivore e sempre più identificati come elementi strategici per l’economia digitale e per la gestione sostenibile dell’energia.
Tra i protagonisti del confronto anche Deerns Italia, società di ingegneria specializzata nei building services e attiva nella progettazione sostenibile di infrastrutture digitali, con oltre 400 progetti di data center sviluppati in Italia e all’estero.
Durante il panel “Prosumer Data Center: energy, territory and sustainability in the AI era”, Mattia Mariani, Unit Director BPG di Deerns Italia, ha sottolineato come il futuro dei data center debba essere valutato non soltanto in termini di capacità computazionale, ma anche per il contributo generato verso ambiente, reti energetiche e comunità locali.
«Ci troviamo in una fase di transizione» ha spiegato Mariani. «Da un lato il data center sta già diventando un prosumer con una crescente attenzione verso l’approvvigionamento di energia rinnovabile, anche attraverso strumenti come i Power Purchase Agreement; dall’altro, il recupero del calore e l’integrazione con le reti energetiche stanno aprendo nuove possibilità per trasformare queste infrastrutture in attori attivi dell’ecosistema energetico».
Intelligenza artificiale e consumi energetici
Uno dei temi centrali emersi dal confronto riguarda il rapporto tra sviluppo dell’intelligenza artificiale e crescita della domanda energetica. L’espansione delle applicazioni AI richiede infatti una maggiore capacità computazionale e determina un aumento dei consumi dei data center.
Secondo Deerns Italia, tuttavia, l’intelligenza artificiale può diventare anche uno strumento per migliorare l’efficienza energetica delle infrastrutture digitali, attraverso sistemi di gestione intelligente dei carichi e ottimizzazione dei consumi.
«La variabilità dei carichi generati dall’intelligenza artificiale rappresenta una sfida importante per il settore» ha osservato Mariani. «Proprio per questo l’AI può diventare parte della soluzione, aiutandoci a gestire meglio l’energia e a rendere più efficienti i sistemi».
Nel dibattito è stata richiamata anche l’importanza delle strategie di “shift peak”, orientate a ridurre i picchi di domanda energetica attraverso sistemi avanzati di controllo e distribuzione dei carichi.
Recupero del calore e integrazione urbana
Ampio spazio è stato dedicato alle nuove tecnologie di raffreddamento e alle opportunità offerte dal recupero del calore prodotto dai data center.
L’adozione di sistemi di liquid cooling, sempre più utilizzati per supportare le elevate densità di potenza richieste dall’intelligenza artificiale, consentirebbe infatti di recuperare energia termica a temperature più elevate e quindi più facilmente riutilizzabili.
Secondo gli esperti intervenuti al Data Center Nation, il calore generato potrebbe essere destinato a reti di teleriscaldamento oppure utilizzato per alimentare edifici pubblici, strutture sanitarie, scuole, piscine o comparti industriali, compreso il settore alimentare.
Il tema si lega anche alla crescita degli edge data center, infrastrutture distribuite più vicine ai centri urbani che, oltre a garantire minore latenza nei servizi digitali, possono favorire nuove forme di integrazione con le comunità locali.
Rigenerazione urbana e sviluppo territoriale
Nel confronto è emersa inoltre la necessità di superare la tradizionale percezione dei data center come infrastrutture ad alto impatto, valorizzandone invece il ruolo nella rigenerazione urbana e nello sviluppo economico dei territori.
Secondo Deerns Italia, queste infrastrutture possono contribuire alla riqualificazione di aree industriali dismesse, alla creazione di occupazione qualificata e allo sviluppo di ecosistemi locali basati sull’innovazione e sull’energia sostenibile.
«I data center dovranno essere sempre più in grado di restituire valore alle comunità che li ospitano» ha evidenziato Mariani, richiamando l’importanza dell’integrazione urbanistica e della riduzione dell’impatto visivo delle infrastrutture.
Tra gli aspetti affrontati anche il rapporto tra data center e smart grid, con particolare riferimento alla capacità delle infrastrutture digitali di favorire una gestione più efficiente dell’energia prodotta da fonti rinnovabili attraverso sistemi di accumulo e modulazione dei consumi.
La Lombardia e la regolamentazione del settore
L’approvazione del progetto di legge regionale lombardo rappresenta uno dei primi tentativi in Italia di definire criteri specifici per l’insediamento dei nuovi data center.
La normativa punta a favorire modelli di sviluppo orientati al recupero urbanistico, all’efficienza energetica e all’integrazione territoriale, in un contesto in cui la domanda di infrastrutture digitali è destinata a crescere rapidamente nei prossimi anni.
«Il futuro dei data center non riguarda soltanto la capacità di elaborazione o la disponibilità di energia» ha concluso Mariani. «Riguarda la capacità di creare connessioni tra infrastrutture, sistemi energetici e comunità. Solo attraverso questa integrazione sarà possibile costruire data center sempre più sostenibili, efficienti e capaci di generare valore condiviso».
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