Un flacone, una confezione o una coppa gelato utilizzati decenni fa possono sopravvivere nell’ambiente più a lungo di una vita umana. È il messaggio al centro del Museo della Plastica inaugurato il 6 giugno nel mercato di quartiere di via Rombon 34, nel quartiere Lambrate di Milano.
Il progetto è stato promosso da Plastic Free Onlus, organizzazione impegnata dal 2019 nella lotta all’inquinamento da plastica, in collaborazione con il Municipio 3 del Comune di Milano e con Sogemi, la società partecipata dal Comune che gestisce il Mercato Alimentare di Milano e i mercati comunali di quartiere.
L’obiettivo dell’iniziativa è sensibilizzare cittadini, studenti e istituzioni sugli effetti dell’abbandono dei rifiuti plastici e sulla straordinaria capacità di questi materiali di permanere nell’ambiente per decenni.
Reperti recuperati dal Delta del Po
L’esposizione raccoglie numerosi oggetti recuperati dai volontari di Plastic Free lungo il Delta del Po, un’area particolarmente esposta all’accumulo di rifiuti trasportati dai corsi d’acqua.
Si tratta principalmente di flaconi, contenitori e prodotti monouso rimasti intrappolati per anni nella vegetazione fluviale e riemersi in seguito a eventi atmosferici come piene e mareggiate.
Grazie all’utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale, molti reperti sono stati identificati e datati. Tra gli oggetti esposti figurano manufatti risalenti agli anni Cinquanta del Novecento, tra cui una coppa gelato in plastica, mentre numerosi altri reperti appartengono al periodo compreso tra gli anni Settanta e Novanta.
La particolarità della mostra risiede nello stato di conservazione degli oggetti. Nonostante siano rimasti nell’ambiente per decenni, molti risultano ancora quasi integri, evidenziando in modo concreto la lentezza del processo di degradazione della plastica.
Un progetto per educare alla sostenibilità
Il Museo della Plastica nasce come strumento di divulgazione ambientale rivolto soprattutto alle nuove generazioni. Attraverso reperti reali, il percorso espositivo intende rendere tangibile un fenomeno spesso percepito solo attraverso dati e statistiche.
Secondo gli organizzatori, osservare dal vivo oggetti prodotti e utilizzati decenni fa consente di comprendere con maggiore immediatezza le conseguenze dell’abbandono dei rifiuti e l’impatto che questi possono avere sugli ecosistemi terrestri e acquatici.
Il progetto prevede inoltre attività dedicate alle scuole, con visite e percorsi educativi che saranno organizzati a partire dal prossimo anno scolastico.
Il sostegno delle istituzioni milanesi
All’inaugurazione hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni cittadine e delle realtà coinvolte nella realizzazione del progetto.
L’assessora all’Ambiente e Verde del Comune di Milano, Elena Grandi, ha sottolineato il valore educativo dell’iniziativa.
«Questo progetto è particolarmente importante perché racconta come la plastica sia qualcosa che non si distrugge mai, che non deve essere dispersa e che non deve stare nei nostri mari, nei nostri fiumi e nei nostri suoli. Questa mostra raccoglie oggetti del passato e dimostra come la plastica, proprio perché indistruttibile, diventi rapidamente un reperto archeologico. Vedere nelle bacheche oggetti di 20, 30, 40 o 50 anni fa ancora intatti, recuperati in luoghi dove non avrebbero mai dovuto trovarsi, è un insegnamento per tutti».
Un luogo di educazione ambientale per le nuove generazioni
Per Plastic Free il museo rappresenta un’opportunità per rafforzare il lavoro di sensibilizzazione svolto sul territorio lombardo.
«L’inaugurazione del Museo della Plastica è stata un momento molto bello, partecipato dalla cittadinanza, dalle autorità locali, da Sogemi e da tanti partner e amici dell’associazione», ha dichiarato Matteo Bignardi, referente regionale Lombardia di Plastic Free Onlus. «La speranza è che questo spazio possa essere vissuto dai cittadini e, con la ripresa dell’anno scolastico, da tanti studenti che accompagneremo qui attraverso eventi dedicati. Vogliamo offrire ai giovani la possibilità di vedere dal vivo ciò di cui parliamo ogni giorno nelle scuole, trasformando questi reperti in uno strumento concreto di educazione ambientale».
Il mercato di via Rombon come spazio di comunità
L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso di rilancio del mercato di quartiere di via Rombon, riaperto nell’ottobre scorso dopo anni di inutilizzo.
Secondo Sogemi, la struttura è destinata a diventare non solo un luogo dedicato alla vendita di prodotti alimentari, ma anche uno spazio di aggregazione sociale e culturale aperto al quartiere.
«Il mercato di Rombon rappresenta ciò che come Sogemi vogliamo fare coi mercati di quartiere che il Comune ci ha conferito lo scorso anno: creare luoghi dove le persone possano soddisfare le proprie esigenze di spesa ma anche dare vita a nuovi spazi di aggregazione e intrattenimento», ha spiegato Federico Zunino, direttore dei Mercati di quartiere. «Con il Museo della Plastica andiamo in questa direzione e siamo felici di contribuire alla sensibilizzazione su un problema significativo come l’inquinamento da plastica monouso».
Il Museo della Plastica resterà visitabile nei prossimi mesi negli orari di apertura del mercato di via Rombon e punta a diventare un punto di riferimento permanente per la divulgazione ambientale a Milano, coinvolgendo cittadini, scuole e associazioni in un percorso di maggiore consapevolezza sul tema dell’inquinamento da plastica.
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