Il mercato italiano dei prestiti personali chiude con una crescita del 6,7% rispetto al 2024, raggiungendo un volume complessivo pari a circa 61 miliardi di euro. Il settore beneficia di un contesto macroeconomico più stabile rispetto agli anni precedenti, caratterizzato da un rallentamento dell’inflazione e da condizioni di finanziamento progressivamente più favorevoli.
In questo scenario, i prestiti personali si confermano tra i segmenti più dinamici, con un incremento del 9,3% del valore delle erogazioni e del 12% del numero delle operazioni finanziate. Un andamento che riflette una domanda ancora vivace da parte delle famiglie italiane, orientate a utilizzare questo strumento per esigenze di liquidità, progetti di consumo e spese straordinarie.
Kìron: oltre 50 milioni di euro intermediati e ticket medio superiore al mercato
Nel 2025 Kìron Partner, società di mediazione creditizia del Gruppo Tecnocasa, ha intermediato oltre 50 milioni di euro di prestiti personali attraverso più di 3.300 operazioni.
Il ticket medio si è attestato a 15.226 euro, un valore significativamente superiore alla media nazionale pari a 8.450 euro. Il dato evidenzia una clientela mediamente più solida sotto il profilo reddituale e orientata a richieste di finanziamento di importo più elevato.
La durata media dei piani di ammortamento è risultata pari a 82,5 mesi, confermando la tendenza delle famiglie a preferire soluzioni di rimborso diluite nel tempo per garantire una maggiore sostenibilità della rata mensile.
La geografia dei finanziamenti: prevale il Nord Italia
L’analisi dei volumi intermediati evidenzia una netta concentrazione territoriale delle operazioni. Oltre il 50% dei prestiti personali è stato erogato nel Nord Italia, mentre il 18% si colloca nel Centro e il 29% tra Sud e Isole.
La distribuzione geografica conferma il ruolo trainante delle regioni settentrionali nel mercato del credito al consumo, dove si concentra la maggiore parte della domanda e una più ampia capacità di accesso ai servizi finanziari.
Clientela giovane e redditi stabili
Dal punto di vista demografico, il profilo dei richiedenti evidenzia una prevalenza della fascia di età compresa tra i 18 e i 44 anni, che rappresenta oltre il 60% delle richieste complessive.
La clientela è composta per il 71% da uomini, mentre sul fronte professionale emerge una forte stabilità occupazionale: l’84% dei clienti è costituito da dipendenti a tempo indeterminato, seguiti da una quota minoritaria di lavoratori a tempo determinato pari al 3% circa.
Liberi professionisti e imprenditori rappresentano circa l’8% del totale, mentre i pensionati incidono per poco più del 4%. Il quadro complessivo conferma una netta prevalenza di soggetti con redditi continuativi e condizioni lavorative stabili.
La presenza di clientela straniera e le differenze territoriali
La composizione della clientela evidenzia inoltre una quota significativa di richiedenti di origine non italiana. Il 63% dei clienti è italiano, mentre il 14% proviene da Paesi europei e il 22% da Paesi extra-europei.
La presenza di clienti stranieri risulta più marcata nel Nord Italia, dove raggiunge il 38% del totale, e nel Centro, dove supera il 30%. Nel Sud e nelle Isole l’incidenza scende invece sotto il 10%, evidenziando un ulteriore divario territoriale nella distribuzione del credito.
Un mercato in consolidamento dopo la fase espansiva
Secondo Oscar Cosentini, Presidente di Kìron Partner, il settore sta attraversando una fase di transizione verso una crescita più stabile dopo il forte sviluppo degli anni precedenti.
Cosentini ha sottolineato come «il miglioramento del clima di fiducia delle famiglie e la progressiva normalizzazione del contesto economico hanno continuato a sostenere la domanda di finanziamenti», evidenziando tuttavia un quadro caratterizzato da maggiore prudenza da parte degli istituti di credito e da possibili incertezze legate all’evoluzione dei tassi e dell’inflazione.
Il presidente ha inoltre osservato che «i dati più recenti evidenziano un progressivo passaggio da una fase di forte espansione a una di consolidamento», pur confermando il ruolo centrale dei prestiti personali come strumento di accesso alla liquidità per le famiglie.
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