Sono 99.898 i pazienti residenti in altre regioni ricoverati negli ospedali lombardi per acuti in regime ordinario, a fronte di 46.120 lombardi curati fuori regione. I dati del ministero della Salute, presentati durante un incontro a Palazzo Lombardia, confermano il ruolo della Regione come principale polo di attrazione sanitaria del Paese. A questo fenomeno si accompagna il peso economico e organizzativo che gli spostamenti impongono ai pazienti e ai loro familiari.
Per rispondere a queste esigenze, CasAmica ODV sta realizzando a Segrate una nuova struttura di accoglienza da 75 posti letto, con un ambulatorio e uno spazio riabilitativo, nelle vicinanze dell’IRCCS Ospedale San Raffaele. La casa, pensata per chi deve affrontare cure lontano dalla propria residenza, dovrebbe aprire entro il 2027.
Il tema è stato al centro dell’incontro «Un nuovo modello di accoglienza socio-sanitaria – Progetto 3.000», promosso lunedì 26 ottobre da CasAmica in collaborazione con Regione Lombardia al Belvedere di Palazzo Lombardia. L’appuntamento, moderato dalla conduttrice televisiva e radiofonica Rosaria Renna, si è aperto con il saluto del vicepresidente regionale Marco Alparone. È intervenuto anche Mauro Piazza, sottosegretario regionale con delega all’Autonomia e ai Rapporti con il Consiglio regionale.
Lombardia prima per attrazione sanitaria
Secondo i dati presentati da Federica Morandi, professoressa associata della Facoltà di Economia e direttrice dei programmi accademici e della ricerca di ALTEMS – Università Cattolica del Sacro Cuore, nonché presidente della European Health Management Association, la Lombardia registra un saldo positivo di 53.778 ricoveri per acuti in regime ordinario rispetto ai pazienti lombardi curati fuori regione.
Nel 2023 il sistema sanitario regionale ha maturato 1,12 miliardi di euro di crediti per le cure prestate a pazienti provenienti da altre regioni, a fronte di 476 milioni di debiti. Il saldo attivo ha raggiunto così 645,8 milioni di euro, pari al 23,2% della mobilità sanitaria attiva italiana, che nello stesso anno ha toccato il record di 5,15 miliardi. Il 71,1% dell’attrazione sanitaria lombarda passa attraverso strutture private accreditate, contro una media nazionale del 54,5%.
A livello nazionale, i ricoveri fuori dalla regione di residenza sono stati 691.640 e la loro quota è passata dal 7,2% del 2004 all’8,6%. Numeri che descrivono un fenomeno con conseguenze non soltanto per i sistemi sanitari regionali, ma anche per la vita quotidiana delle persone che devono spostarsi per ricevere le cure.
Il costo dell’assistenza ricade anche sulle famiglie
Dietro la mobilità sanitaria si nasconde infatti una seconda forma di spostamento: quella dei familiari e dei caregiver che accompagnano i pazienti. Le elaborazioni di ALTEMS sulle persone con malattie rare indicano una distanza media di 185 chilometri tra l’abitazione e il centro di cura. Chi deve pernottare fuori casa trascorre in media circa nove giorni all’anno lontano dalla propria residenza, con una spesa di 134 euro a notte per l’alloggio.
A questi costi si aggiunge il tempo sottratto al lavoro. I caregiver perdono in media 43,7 giornate lavorative all’anno, con una mancata produttività stimata in circa 3.650 euro.
Le difficoltà emergono anche da un’indagine condotta da EMG Different per CasAmica tra i residenti del Sud e delle Isole che si sono curati fuori regione. Il 60% indica tra i principali problemi le spese di viaggio, mentre il 59% segnala quelle per l’alloggio. Il 58% avrebbe avuto bisogno di una sistemazione gratuita o a prezzo calmierato. Milano rappresenta la destinazione di un migrante sanitario su quattro.
Nel solo 2025, le sei case di CasAmica a Milano, Lecco e Roma hanno accolto quasi 6.000 persone tra pazienti e accompagnatori, per un totale di 40.500 notti di ospitalità. Un’attività che ha contribuito alla decisione di realizzare una settima struttura.
Progetto 3.000, a Segrate una casa da 75 posti letto
La nuova struttura sorgerà a Segrate, nei pressi dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, e sarà la più grande tra quelle gestite da CasAmica. Il progetto prevede 75 posti letto, due miniappartamenti, un piano dedicato ai bambini e alle loro famiglie, un auditorium e un giardino.
Il cantiere, avviato nel maggio 2025, è entrato nella fase degli impianti e dei rivestimenti. La conclusione dei lavori è prevista all’inizio del 2027, mentre l’apertura è programmata entro lo stesso anno.
«Secondo i dati disponibili, quasi 100mila pazienti di altre regioni sono stati ricoverati negli ospedali lombardi, oltre 53mila in più dei lombardi che si sono curati altrove: la Lombardia è il primo polo di attrazione sanitaria del Paese e dietro ognuno di questi ricoveri c’è spesso una famiglia che deve trovare un posto dove stare», ha dichiarato Stefano Gastaldi, direttore Relazioni istituzionali e Progetti strategici di CasAmica ODV.
«Per questo Segrate non sarà soltanto una casa più grande, ma un modo diverso di stare accanto a chi si cura lontano da casa. Chi arriva a Milano per una terapia oncologica o un trapianto non ha bisogno solo di un letto, ma di un ambulatorio dove ricevere una prestazione senza tornare ogni volta in reparto e di una comunità che non lo lasci solo. Il modello di Segrate poggia su tre alleanze: con gli ospedali, con il territorio e con le altre organizzazioni del Terzo Settore», ha aggiunto.
Ambulatorio, riabilitazione e collaborazione con il territorio
La nuova casa sarà dotata di un locale ambulatoriale e di uno spazio riabilitativo. CasAmica sta finalizzando protocolli d’intesa con le strutture sanitarie, a partire dal San Raffaele, per consentire agli ospiti di ricevere direttamente nella struttura cure domiciliari e prestazioni ambulatoriali. L’obiettivo è ridurre gli spostamenti verso l’ospedale e rendere più agevole la permanenza durante i percorsi terapeutici.
Il progetto prevede inoltre un legame con la comunità locale: alcuni servizi saranno aperti anche ai cittadini di Segrate. Sono in fase di definizione accordi con Fondazione Telethon, Prometeo e Fondazione Oxiamo per accogliere le persone seguite da queste organizzazioni. All’incontro erano presenti Paola Serafin, componente del consiglio direttivo e responsabile dell’accoglienza di Prometeo, e Stefano Tronconi, presidente di Fondazione Oxiamo.
Paola Martinoni, medico chirurgo e fondatrice di Fondazione Libellule Insieme ETS, ha inoltre illustrato i servizi di prevenzione rivolti alle madri dei bambini ospiti di CasAmica.
«In quarant’anni abbiamo accolto oltre 150 mila persone e abbiamo imparato che l’accoglienza fa parte del percorso di cura», ha dichiarato Marinella Vedani, vicepresidente di CasAmica ODV. «I dati emersi dall’incontro lo confermano: il ricovero è coperto dal sistema sanitario, ma viaggio, alloggio e giornate di lavoro perse restano sulle spalle delle famiglie. Il Terzo Settore può fare molto, ma la risposta deve essere un’alleanza tra istituzioni, ospedali e organizzazioni non profit».
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