La gestione dei fondi europei per le politiche di coesione e il rischio di un maggiore accentramento a livello nazionale sono stati al centro dell’incontro tra i presidenti delle Regioni italiane e Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo della Commissione europea con delega alla Coesione, nell’ambito degli appuntamenti del Festival delle Regioni a Firenze.
Per Regione Lombardia hanno partecipato il presidente Attilio Fontana, il vicepresidente Marco Alparone e il sottosegretario alle Relazioni internazionali ed europee Raffaele Cattaneo. Il confronto ha riguardato la proposta di riforma europea che potrebbe modificare l’attuale assetto della programmazione delle risorse destinate allo sviluppo dei territori.
La riforma dei fondi europei e il ruolo delle Regioni
La proposta prevede il passaggio dagli attuali 450 piani regionali a 27 piani nazionali. In questo scenario, la definizione delle priorità di investimento passerebbe direttamente agli Stati membri, riducendo il ruolo degli enti territoriali nella programmazione e nella gestione delle risorse destinate, tra gli altri ambiti, alla competitività delle imprese e alla formazione professionale.
La Lombardia sostiene invece la necessità di mantenere le politiche di coesione legate ai territori. «Le Regioni, a partire da un intervento molto forte del presidente Attilio Fontana, hanno ribadito la necessità di mantenere sul territorio le politiche di coesione, che rappresentano lo strumento più importante per gli investimenti e lo sviluppo locale», ha dichiarato Cattaneo.
Il sottosegretario ha spiegato che la Regione ha già avviato l’elaborazione delle proprie priorità strategiche in vista del confronto con il Governo e le istituzioni europee. La posizione lombarda, ha aggiunto, è condivisa con il sistema economico e sociale regionale, comprese imprese, sindacati, categorie economiche, enti di formazione e realtà sociali.
«Negli anni, la gestione diretta dei fondi europei da parte di Regione Lombardia ha garantito elevata efficacia e ha risposto pienamente ai bisogni reali», ha affermato Cattaneo. «Il rischio di una gestione centralizzata è la perdita di aderenza alle esigenze del tessuto produttivo e sociale lombardo».
Welfare culturale, il confronto nella Commissione Cultura
Nel pomeriggio l’assessore regionale alla Cultura Francesca Caruso ha preso parte alla riunione della Commissione Cultura, durante la quale i rappresentanti delle Regioni si sono confrontati sulle priorità del settore.
Tra i temi affrontati c’è stato il welfare culturale, ambito che mette in relazione cultura e salute. «Su questo fronte, la cultura fa pienamente la sua parte», ha dichiarato Caruso, ricordando il protocollo d’intesa firmato a livello nazionale dal ministro della Cultura Alessandro Giuli e dal ministro della Salute Orazio Schillaci.
L’assessore ha inoltre ribadito che Regione Lombardia sta proseguendo il proprio impegno in questa direzione. Nel corso della seduta sono state presentate anche alcune esperienze lombarde nel campo del welfare culturale.
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