Come garantire qualità e affidabilità del servizio idrico in una fase segnata dai cambiamenti climatici, dalla necessità di nuovi investimenti e dall’evoluzione delle tecnologie? La questione è stata al centro dell’incontro promosso da leAcque il 27 ottobre alla Sala Libretti del Giornale di Brescia, con la partecipazione di rappresentanti del mondo accademico, manager e operatori del Servizio Idrico Integrato.
La rete leAcque riunisce Acque Bresciane, Padania Acque e AqA con l’obiettivo di sviluppare forme avanzate di collaborazione tra gestori pubblici. Il modello si basa sulla condivisione di competenze, progetti, innovazione e capacità operative, mantenendo l’autonomia delle singole aziende e il loro legame con i territori.
Investimenti e collaborazione tra gestori pubblici
La rete punta a rafforzare la capacità delle aziende di affrontare le sfide ambientali, energetiche e regolatorie attraverso la valorizzazione delle competenze interne, la diffusione delle migliori pratiche gestionali e tecnologiche e lo sviluppo di sinergie industriali.
Tra le priorità figurano il sostegno agli investimenti infrastrutturali, l’accelerazione dei processi di innovazione e digitalizzazione e la costruzione di una massa critica adeguata a garantire lo sviluppo del servizio nel lungo periodo.
Ad aprire i lavori è stato Massimiliano Ghizzi, presidente di AqA e portavoce delle aziende aderenti alla rete, che ha illustrato il percorso di leAcque e il valore di un modello fondato sulla condivisione di conoscenze ed esperienze.
«leAcque nasce dalla convinzione che il futuro del servizio idrico passi attraverso la capacità di collaborare. Mettere in comune competenze, esperienze e capacità progettuali significa rafforzare ogni singola azienda e creare maggiore valore per i territori e per i cittadini che serviamo», ha sottolineato Ghizzi.
Nuove direttive europee e transizione energetica
Stefano Ottolini, direttore generale di Padania Acque e consigliere di leAcque, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di garantire continuità agli investimenti in una fase complessa per il settore. Tra i fattori che richiedono una programmazione di lungo periodo figurano la conclusione della stagione straordinaria del PNRR, l’attuazione delle nuove direttive europee e l’avvicinarsi dei rinnovi delle concessioni.
«Servono solidità industriale, capacità di innovazione e una visione di lungo periodo in grado di sostenere i programmi di sviluppo infrastrutturale richiesti ai gestori», ha evidenziato Ottolini, sottolineando l’importanza di individuare strumenti adeguati ad accompagnare la crescita del comparto.
Il confronto ha affrontato anche il tema del Water-Energy Nexus, ovvero il rapporto tra gestione della risorsa idrica e consumi energetici. La riduzione dei consumi degli impianti, con particolare attenzione alla depurazione, si affianca alla diffusione di sistemi di monitoraggio intelligente, contatori smart e applicazioni di intelligenza artificiale. Soluzioni che possono contribuire a migliorare l’efficienza operativa e la resilienza delle infrastrutture.
Competenze condivise per migliorare il servizio
Paolo Saurgnani, direttore generale di Acque Bresciane e consigliere delegato di leAcque, ha posto l’accento sul valore delle competenze maturate dai singoli gestori e sui benefici che possono derivare dalla loro condivisione.
La collaborazione tra aziende, ha osservato, non è soltanto uno strumento organizzativo, ma «una leva concreta per accelerare l’innovazione e migliorare la qualità del servizio».
Mettere in comune conoscenze, metodologie ed esperienze operative consente infatti di affrontare con maggiore efficacia le esigenze dei territori, sostenere lo sviluppo organizzativo e tecnologico delle aziende e programmare gli investimenti in una prospettiva più ampia.
Dal dibattito è emersa la necessità di rafforzare la cooperazione tra soggetti pubblici e valorizzare le competenze specialistiche per rispondere alle trasformazioni del settore. In questa prospettiva, leAcque si propone come un laboratorio permanente di innovazione e collaborazione, con l’obiettivo di consolidare il ruolo del servizio idrico pubblico e generare benefici per i territori serviti.
«Nessuna delle grandi sfide che attendono il servizio idrico può essere affrontata da sola»: una sintesi del principio alla base della rete, che individua nella condivisione di esperienze e capacità progettuali uno strumento per sostenere innovazione, resilienza e qualità del servizio.
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