Federcofit, la federazione che rappresenta il comparto funerario italiano, ha inviato una lettera alla Direzione generale Welfare di Regione Lombardia chiedendo chiarimenti sull’emendamento alla normativa regionale in materia funeraria approvato all’unanimità dal Consiglio regionale.
La modifica legislativa, presentata dal consigliere regionale Christian Garavaglia, consente ai Comuni montani e ai Comuni con meno di 5.000 abitanti privi di case funerarie di individuare altri luoghi idonei per la permanenza dei defunti a cassa aperta, nel rispetto delle disposizioni igienico-sanitarie nazionali e regionali.
Secondo Federcofit, tuttavia, il nuovo testo normativo presenta alcuni elementi che necessitano di ulteriori precisazioni tecniche per garantire un’applicazione uniforme sul territorio lombardo.
La richiesta di un tavolo tecnico con la Regione
Nella comunicazione inviata agli uffici regionali, la federazione ha chiesto l’istituzione di un tavolo politico e tecnico che coinvolga le associazioni di categoria, con l’obiettivo di approfondire gli aspetti applicativi della norma e chiarire eventuali dubbi interpretativi.
La richiesta nasce dal timore che disposizioni considerate poco dettagliate possano determinare applicazioni differenti da parte delle amministrazioni comunali interessate, con conseguenze sul piano organizzativo e gestionale.
Federcofit sottolinea inoltre la necessità di mantenere elevati standard di sicurezza e tutela sanitaria, richiamando il ruolo svolto dalle case funerarie, strutture realizzate nel rispetto di specifici requisiti normativi e igienico-sanitari.
Le osservazioni del presidente Veronese
Il presidente nazionale di Federcofit, Davide Veronese, ha espresso perplessità sul contenuto dell’emendamento.
«Il comma, scritto in modo affrettato e generico, presenta una serie di ambiguità che necessitano con urgenza di chiarimenti tecnici da parte degli uffici della Regione, onde evitare che i Comuni interpretino soggettivamente».
Veronese ha inoltre evidenziato come, a suo giudizio, sia necessario evitare interpretazioni che possano generare equivoci sulle modalità di gestione delle salme e sui requisiti richiesti ai luoghi destinati all’accoglienza dei defunti.
Secondo il presidente della federazione, le strutture funerarie esistenti rappresentano un presidio importante per la tutela delle condizioni igienico-sanitarie e per la gestione delle fasi che precedono le esequie.
Il tema della sicurezza sanitaria
Nella lettera indirizzata alla Regione, Federcofit richiama anche l’attenzione sugli aspetti sanitari connessi alla materia funeraria, sottolineando la necessità che ogni eventuale nuova modalità organizzativa sia accompagnata da regole chiare e da adeguati controlli.
«Federcofit, con i suoi associati, dichiara il massimo impegno nel voler continuare a sostenere una legislazione trasparente ed efficiente come quella in vigore finora e non farà sconti nel segnalare agli organi competenti ogni violazione e leggerezza dei Comuni e dei suoi amministratori in soggettiva deroga, stante le ultime per niente chiare disposizioni».
La federazione ritiene che il confronto con le istituzioni regionali possa contribuire a definire criteri condivisi e ad evitare interpretazioni divergenti da parte degli enti locali coinvolti.
La modifica normativa e i piccoli Comuni lombardi
L’emendamento approvato dal Consiglio regionale nasce con l’obiettivo di offrire una soluzione ai Comuni montani e ai centri con meno di 5.000 abitanti che non dispongono di una casa funeraria sul proprio territorio.
La norma prevede la possibilità di individuare sedi alternative per la permanenza dei defunti, purché siano rispettati i requisiti previsti dalla normativa vigente in materia igienico-sanitaria.
Il provvedimento interessa in particolare numerose realtà della Lombardia caratterizzate da una bassa densità abitativa o da una collocazione geografica periferica, dove l’accesso alle strutture funerarie può risultare più complesso.
Attesa per le indicazioni della Regione
Dopo l’approvazione dell’emendamento, l’attenzione si concentra ora sulle eventuali indicazioni applicative che potranno essere fornite dagli uffici regionali e sull’ipotesi di un confronto con gli operatori del settore.
Federcofit auspica l’avvio di un percorso condiviso che coinvolga istituzioni, amministrazioni locali e associazioni di categoria, al fine di garantire un’applicazione omogenea delle nuove disposizioni e assicurare il rispetto delle esigenze organizzative, sanitarie e sociali connesse ai servizi funerari.
La questione resta quindi aperta e sarà oggetto di ulteriori approfondimenti nelle prossime settimane, mentre i Comuni interessati attendono indicazioni operative più dettagliate sull’attuazione della nuova norma regionale.
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