Nuove tensioni in Consiglio regionale della Lombardia sul progetto di legge dedicato alla filiera bosco-legna-energia. A sollevare le critiche è Paola Pollini, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, che contesta alla maggioranza la decisione di presentare per la terza volta un testo profondamente modificato rispetto alle versioni precedenti.
Secondo Pollini, la nuova impostazione del provvedimento avrebbe reso inutilizzabile il lavoro emendativo già svolto dalle opposizioni. La consigliera sostiene inoltre che la scelta avrebbe penalizzato anche il contributo emerso durante le audizioni, nel corso delle quali erano state raccolte osservazioni poi tradotte in numerose proposte di modifica.
Pollini: «Un problema di metodo e di rispetto delle minoranze»
«Ho dovuto rinunciare alla presentazione di decine di emendamenti, su un tema che mi sta particolarmente a cuore: la tutela e la valorizzazione degli ecosistemi boschivi e forestali lombardi», ha dichiarato Pollini.
La consigliera individua nel metodo seguito dalla maggioranza il principale elemento di contestazione. «Costringere i consiglieri d’opposizione a cestinare il lavoro già svolto, sia per la prima che per la seconda versione del testo, è uno sgarbo non solo alla minoranza, ma anche a tutti coloro i quali sono intervenuti nel corso delle audizioni», ha affermato.
Pollini critica inoltre il ruolo della presidenza della Commissione, sostenendo che non sarebbero state adeguatamente tutelate le prerogative dei consiglieri di opposizione. «Una presa in giro portata avanti, senza che il Presidente di Commissione abbia mosso un dito per garantire i diritti di tutti i consiglieri, compresi quelli delle minoranze», ha sostenuto.
Nel suo intervento, la consigliera collega la vicenda anche alle tensioni interne alla maggioranza. A suo giudizio, il confronto sul progetto di legge evidenzierebbe infatti difficoltà nel raggiungere una posizione condivisa all’interno della coalizione.
Il confronto tra Consiglio regionale e Giunta
Una delle questioni sollevate da Pollini riguarda il rapporto tra i promotori del progetto di legge e la Giunta regionale. Secondo la consigliera, l’esecutivo avrebbe invitato i primi firmatari, espressione di Lega e Fratelli d’Italia, a rinunciare all’iniziativa in considerazione della prossima presentazione di un testo organico di riforma della materia da parte di Palazzo Lombardia.
«La stessa Giunta aveva invitato i primi firmatari, espressione di Lega e Fratelli d’Italia, a rinunciare all’iniziativa, dal momento che da Palazzo Lombardia sarebbe dovuto arrivare a breve un testo organico di riforma della materia», ha ricordato Pollini.
I consiglieri promotori hanno tuttavia scelto di proseguire l’iter. Pollini definisce la decisione legittima, ma la considera anche un segnale delle divisioni presenti all’interno della maggioranza.
«Una scelta legittima, sia chiaro, ma che evidenzia ancora una volta quanto siano profonde le fratture all’interno della maggioranza», ha dichiarato.
La tutela dei boschi al centro del confronto
Per il Movimento 5 Stelle, il tema non riguarda soltanto il contenuto del progetto di legge. Al centro della contestazione c’è soprattutto il percorso istituzionale seguito per arrivare alla nuova versione del testo.
Pollini sostiene che la tutela del patrimonio forestale lombardo richieda un confronto approfondito, anche alla luce delle ricadute che le politiche sulla filiera bosco-legna-energia possono avere sugli ecosistemi regionali.
«Il problema, dunque, non è soltanto il merito del provvedimento, ma il metodo con cui si sta affrontando una materia delicata e importante per il futuro dei nostri boschi e dei nostri ecosistemi», ha sottolineato.
La consigliera chiede quindi maggiore attenzione alle procedure e alle prerogative del Consiglio regionale. «La tutela del patrimonio forestale lombardo meriterebbe un confronto serio, approfondito e rispettoso delle prerogative di tutti i consiglieri», ha aggiunto.
Nel mirino finiscono infine i tempi dell’esame del provvedimento e le continue modifiche al testo. «Ci troviamo davanti a testi che cambiano ripetutamente, tempi sempre più compressi e una maggioranza che, anziché garantire un confronto istituzionale serio, sembra incapace persino di trovare una posizione condivisa al proprio interno», ha concluso Pollini.
«Credo che il rispetto delle istituzioni, delle procedure e dei diritti delle minoranze dovrebbe venire prima delle esigenze politiche della maggioranza», ha affermato la consigliera regionale.
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