Regione Lombardia ha attivato nelle ultime ore due trasferimenti sanitari dall’estero per consentire a due cittadine lombarde di rientrare in Italia e proseguire le cure nelle strutture sanitarie regionali. Gli interventi sono stati coordinati da AREU e hanno riguardato una paziente proveniente dall’Albania e una donna rientrata dalla Grecia.
Il rientro dall’Albania
Dall’Albania è rientrata una cittadina lombarda di 83 anni, residente a Vigevano, che si trovava ricoverata a Tirana in terapia intensiva a causa di un’insufficienza respiratoria.
Dopo la presa in carico del caso e la valutazione delle condizioni cliniche, è stato organizzato il trasferimento sanitario in Italia. La paziente è rientrata nella serata del 21 agosto ed è stata ricoverata presso l’ASST Pavia, direttamente nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Voghera, dove sta proseguendo il percorso di cura.
Il trasferimento dalla Grecia
Dalla Grecia è invece rientrata una donna di 52 anni, residente in provincia di Lecco, rimasta vittima di una caduta accidentale sull’isola di Skiathos. La paziente aveva riportato un grave trauma cranico ed era stata ricoverata all’ospedale di Larissa.
Il trasferimento non è stato effettuato nell’immediato a causa delle condizioni cliniche della paziente. È stato necessario attendere la stabilizzazione del quadro sanitario prima di poter affrontare il viaggio.
Giovedì è arrivato il «fit to fly» da parte dei sanitari. AREU ha quindi organizzato il volo sanitario per il 22 agosto. La donna è rientrata all’aeroporto di Montichiari ed è stata successivamente trasferita all’ospedale San Gerardo di Monza, dove proseguirà le cure.
Bertolaso: «Non lasciare soli i cittadini lombardi»
«Questi due casi dimostrano concretamente che Regione Lombardia non si limita a intervenire quando i nostri cittadini sono sul territorio regionale, ma è in grado di attivarsi anche quando si trovano all’estero e hanno bisogno di un trasferimento sanitario per poter proseguire le cure vicino a casa», dichiara l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso.
«In entrambi i casi abbiamo preso in carico le richieste, seguito l’evoluzione delle condizioni cliniche e, non appena ci sono state le condizioni sanitarie per affrontare il viaggio, organizzato il rientro», aggiunge l’assessore, sottolineando il lavoro di coordinamento necessario per gestire trasferimenti sanitari complessi.
«È un lavoro che richiede il coordinamento di molti professionisti e che spesso avviene lontano dai riflettori, ma che rappresenta un impegno importante del nostro sistema sanitario. L’obiettivo è semplice: non lasciare soli i cittadini lombardi, anche quando si trovano in difficoltà a migliaia di chilometri da casa».
Il coordinamento di AREU e della rete sanitaria
I due interventi confermano il ruolo di AREU e della rete delle strutture sanitarie lombarde nella gestione dei rientri sanitari dall’estero. Il sistema regionale valuta le condizioni cliniche dei pazienti, individua la destinazione ospedaliera più appropriata e organizza, quando le condizioni lo consentono, trasferimenti che possono richiedere un articolato coordinamento con le strutture sanitarie straniere.
L’attività si inserisce nel modello già attivato nei giorni scorsi per il rientro in Lombardia di Francesco, il 17enne di Sarezzo rimasto ferito in un incidente in Moldavia e successivamente ricoverato all’ospedale Niguarda.
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