Regione Lombardia ha chiesto al governo il riconoscimento dello stato di emergenza per i danni provocati dall’ondata di maltempo che ha colpito diverse aree del territorio regionale. La richiesta è stata formalizzata dal presidente Attilio Fontana al ministro della Protezione civile, Nello Musumeci, mentre proseguono gli interventi per assistere la popolazione e mettere in sicurezza le zone maggiormente colpite.
«Ho chiesto al ministro della Protezione civile, Nello Musumeci, il riconoscimento dello stato di emergenza per i danni provocati dall’ondata di maltempo che si è abbattuta in varie parti del territorio lombardo», ha dichiarato Fontana. Il presidente regionale ha incaricato gli assessori Romano La Russa, con delega alla Protezione civile e Sicurezza, e Gianluca Comazzi, assessore al Territorio e Sistemi verdi, di predisporre la documentazione necessaria per formalizzare l’istanza.
Fontana ha inoltre riferito che Musumeci si è impegnato a sottoporre la richiesta della Lombardia al Consiglio dei ministri non appena possibile.
Piogge eccezionali e centinaia di interventi
L’ondata di maltempo ha provocato precipitazioni particolarmente intense in diverse zone montane della Lombardia. Gli accumuli hanno raggiunto i 270 millimetri sulle Alpi Orobie e i 260 millimetri nell’area dell’Alto Lago di Como.
Sono stati oltre 450 gli interventi effettuati dai Vigili del fuoco sul territorio regionale. Le situazioni più critiche hanno riguardato soprattutto il Bresciano e la Bergamasca, ma anche le province di Sondrio, Como e Lecco sono state interessate da frane, smottamenti, esondazioni e problemi alla viabilità.
Tra gli episodi più rilevanti figura il crollo del ponte che collega la frazione di Rino a Sonico, nel Bresciano. A Isola di Fondra, in provincia di Bergamo, circa 250 persone sono state evacuate da un campeggio. Alcuni Comuni della Val Brembana sono rimasti isolati a causa delle conseguenze delle precipitazioni.
La situazione nel Bresciano
A Sonico sono state evacuate 57 persone, accolte nella Sala polifunzionale del Comune e nell’ex scuola elementare della frazione Garda. A Vione, invece, 70 persone, tra 15 residenti e 55 turisti, sono state evacuate durante la notte a causa dell’esondazione del torrente Vallaro.
Le persone hanno trovato ospitalità presso la sede degli Alpini, da amici e parenti e in una struttura ricettiva nel vicino Comune di Temù. Nella mattinata è stato avviato un intervento con escavatori nell’alveo del torrente.
In entrambi i Comuni, l’Ufficio Territoriale Regionale di Brescia ha avviato i primi interventi in somma urgenza per ripristinare l’officiosità idraulica del fiume Oglio alla confluenza con i torrenti Vallaro e Rabbia.
A Ponte di Legno tutte le persone presenti nella cabinovia colpita da un fulmine sono rimaste incolumi. I tecnici ANAS sono inoltre al lavoro dalla notte per consentire la riapertura al transito della SS42.
Evacuato un campeggio in Val Brembana
A Isola di Fondra, in provincia di Bergamo, le 250 persone evacuate dal campeggio San Simone sono state distribuite tra diverse strutture di accoglienza. Sessanta persone sono state ospitate nella palestra comunale di Lenna e altre dieci in quella di Piazza Brembana.
Le restanti 180 persone hanno trovato sistemazione presso amici e parenti oppure all’interno di un condominio situato nelle vicinanze del campeggio.
In provincia di Bergamo la situazione della viabilità è in parte migliorata. A Branzi è stata riaperta la SP2, mentre a Gandellino il sindaco ha disposto la chiusura della ciclabile comunale a causa del cedimento di un muro sovrastante. Non si registrano persone coinvolte nell’episodio.
Sondrio tra frane, smottamenti e corsi d’acqua sotto osservazione
Numerose segnalazioni sono arrivate dalla provincia di Sondrio. Le criticità hanno interessato in particolare la Valle del Bitto, con episodi segnalati nei territori di Morbegno, Albaredo per San Marco e Ponte in Valtellina.
A Teglio le 30 persone evacuate in via precauzionale dalla frazione Bondone, per il rischio di esondazione dell’omonimo torrente, hanno potuto fare rientro nelle proprie abitazioni.
Ad Albaredo per San Marco una colata di detriti ha riempito una vasca di contenimento situata a monte dell’abitato. Per il rischio di ulteriori distacchi sono state evacuate sei persone, tra due turisti e una famiglia residente composta da quattro persone. Tutti hanno trovato ospitalità in un albergo.
A Valfurva resta sotto osservazione il torrente Frodolfo, nella zona di Santa Caterina. A Sondalo sono state segnalate criticità sul versante orobico e sul reticolo idrografico maggiore, mentre a Ponte in Valtellina si sono verificati smottamenti diffusi che hanno interessato alcune strade comunali e la viabilità agro-silvo-pastorale.
Anche nei territori di Bormio e Valdisotto il fiume Adda resta sotto osservazione.
Problemi anche nel Comasco e nel Lecchese
In provincia di Como alcune frane e colate di detriti hanno interessato la sede stradale della Statale Regina. La SS340 è stata successivamente riaperta a doppio senso di marcia nella tarda serata.
Nel Lecchese le segnalazioni hanno riguardato soprattutto la Valsassina e la zona di Colico. Resta invece chiusa la SP67 nel tratto tra Premana e Pagnona, dove durante la notte sono caduti alberi e materiale sulla carreggiata.
Protezione civile al lavoro senza interruzioni
La macchina regionale dell’emergenza continua a operare in coordinamento con Comuni, prefetture, Vigili del fuoco, enti proprietari delle strade e volontari della Protezione civile.
«La situazione che si è determinata a partire da ieri pomeriggio richiede una risposta adeguata alla portata degli eventi», ha spiegato l’assessore Gianluca Comazzi. L’obiettivo, ha aggiunto, è completare rapidamente la ricognizione dei danni e garantire la messa in sicurezza delle aree colpite, oltre al ripristino della viabilità e delle infrastrutture.
L’assessore Romano La Russa ha sottolineato che la sala operativa della Protezione civile regionale è attiva 24 ore su 24 e mantiene un costante raccordo con i sindaci e gli Uffici territoriali regionali. Particolare attenzione è rivolta alle aree del Bresciano, della Bergamasca e della provincia di Sondrio, dove si sono registrati i danni maggiori e le principali interruzioni viabilistiche.
«Il compito in queste ore è soprattutto quello di assistere la popolazione, in particolare nei casi in cui si sono rese necessarie evacuazioni o allontanamenti dalle abitazioni, essenzialmente a scopo precauzionale, garantendo assistenza anche nei luoghi di accoglienza», ha dichiarato La Russa.
Il sistema sanitario e dell’emergenza è stato inoltre potenziato da AREU e dalle direzioni sanitarie competenti. Il coordinamento con le prefetture resta fondamentale per garantire il soccorso sanitario e mantenere la viabilità necessaria agli interventi nelle zone ancora interessate dalle criticità.
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