La tutela della risicoltura italiana, il rafforzamento dei controlli sulle importazioni e la gestione della risorsa idrica sono stati i temi al centro della giornata dedicata al riso organizzata da Coldiretti a Mortara, in provincia di Pavia. All’incontro ha preso parte l’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste della Lombardia, Alessandro Beduschi, che ha ribadito l’importanza di difendere il lavoro dei produttori italiani in un contesto internazionale sempre più competitivo.
La Lomellina, e più in generale la pianura pavese, rappresentano uno dei principali poli della produzione risicola europea. In questo contesto il confronto promosso dall’organizzazione agricola ha offerto l’occasione per fare il punto sulle principali criticità che interessano il comparto e sulle prospettive per il settore.
Il nodo della concorrenza internazionale
Uno dei temi centrali emersi durante l’incontro riguarda la concorrenza dei prodotti provenienti dall’estero. Secondo l’assessore regionale, la crescente presenza sul mercato europeo di riso importato da alcuni Paesi asiatici rischia di penalizzare i produttori italiani, che operano nel rispetto di standard ambientali e sociali più stringenti.
«È stata una giornata dedicata al riso nella patria della risicoltura italiana, ma soprattutto alla tutela della dignità e del lavoro dei tanti agricoltori che oggi si trovano a fare i conti con una concorrenza sempre meno equilibrata», ha dichiarato Alessandro Beduschi.
«Il problema principale è rappresentato dalla mancanza di reciprocità negli scambi internazionali: arrivano sul nostro mercato importazioni eccessive e spesso poco etiche provenienti dal Far East, da Paesi che non rispettano gli stessi standard che valgono per i nostri produttori».
Secondo l’assessore, in molti di questi Paesi non esistono le stesse garanzie in materia di tutela del lavoro e di utilizzo dei fitofarmaci. «Parliamo di realtà dove vengono utilizzate sostanze bandite nei Paesi più avanzati da anni – ha aggiunto – e questo genera prezzi che finiscono per inquinare non solo la tavola, ma anche l’economia delle nostre aziende agricole, penalizzando risicoltori che invece fanno del rispetto delle regole e dell’etica professionale il loro principio guida».
Controlli più stringenti sulle importazioni
Durante l’incontro è stato affrontato anche il tema dei controlli sui prodotti importati. Per Beduschi è necessario rafforzare i sistemi di verifica per garantire che le merci in ingresso rispettino gli stessi requisiti di qualità e sicurezza imposti alle aziende agricole italiane.
«È necessario rafforzare i controlli, renderli più efficaci e soprattutto aumentarne il numero – ha sottolineato l’assessore – affinché i nostri confini diventino meno permeabili a prodotti che non rispettano gli stessi criteri di qualità, sicurezza e sostenibilità richiesti alle imprese italiane».
La gestione dell’acqua e il ruolo del Consorzio Est Sesia
Accanto alle questioni commerciali, la giornata ha dedicato ampio spazio anche al tema della gestione della risorsa idrica, elemento fondamentale per un territorio fortemente legato alla coltivazione del riso.
In particolare è stato affrontato il ruolo del Consorzio Est Sesia, uno dei principali enti irrigui dell’area. «Abbiamo ribadito il nostro apprezzamento per il lavoro che il commissario Ettore Fanfani sta portando avanti per riportare equilibrio nella gestione del sistema», ha spiegato Beduschi, annunciando la proroga del suo incarico in accordo con la Regione Piemonte.
Secondo l’assessore, il lavoro svolto negli ultimi mesi ha consentito di avviare un percorso di riordino del consorzio dopo alcune difficoltà organizzative e gestionali registrate negli anni precedenti. L’obiettivo è rafforzare il coordinamento tra Lombardia e Piemonte e riportare progressivamente l’ente a una gestione pienamente affidata al mondo agricolo.
«Grazie all’opera del commissario – ha sottolineato Beduschi – l’obiettivo è riportare Est Sesia a una gestione pienamente nelle mani del mondo agricolo, come è stato fin dall’inizio della sua storia, ma in modo più funzionale ed equilibrato».
Difendere una coltura identitaria del territorio
Il percorso di riorganizzazione del consorzio proseguirà con il rinnovo dell’incarico commissariale e con il progressivo recupero dell’autonomia gestionale, anche attraverso eventuali interventi di revisione statutaria o di riorganizzazione interna.
«La fiducia nel lavoro del commissario è piena – ha concluso l’assessore – così come è forte la volontà di difendere l’acqua come bene fondamentale per un territorio che vive di acqua e che ha costruito la propria identità agricola attorno a una coltura straordinaria come il riso».
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