La Regione Lombardia introduce un nuovo percorso organizzato per le donne che hanno avuto un tumore al seno e hanno concluso da tempo le cure. La Giunta regionale, su proposta dell’assessore al Welfare Guido Bertolaso, ha approvato il protocollo per il rientro nello screening mammografico organizzato delle pazienti con pregresso tumore della mammella che hanno superato i dieci anni dalla diagnosi.
L’obiettivo del provvedimento è garantire continuità nei controlli sanitari, semplificando al tempo stesso l’accesso agli esami periodici per le pazienti che hanno terminato il follow-up specialistico intensivo. Il documento è stato elaborato in collaborazione con le associazioni di pazienti attive sul territorio lombardo.
Chi potrà accedere al nuovo percorso
Il protocollo interessa le donne residenti in Lombardia di età compresa tra i 45 e i 79 anni che hanno concluso il percorso terapeutico e i controlli specialistici previsti dopo la malattia. Sarà il medico che ha seguito la paziente a stabilire il passaggio dal follow-up clinico allo screening annuale organizzato, valutando le condizioni individuali e il livello di rischio.
La novità principale riguarda il sistema di convocazione automatica. Una volta conclusa la sorveglianza presso le Breast Unit, le donne riceveranno direttamente a domicilio l’invito con l’appuntamento per la mammografia annuale, senza necessità di prenotazioni autonome o ulteriori procedure burocratiche.
Esami gratuiti e referti in tempi rapidi
Il percorso sarà interamente coperto dal sistema sanitario regionale e non comporterà costi per le assistite. Gli esami verranno effettuati in fasce orarie dedicate alle pazienti con pregresso tumore mammario, con la consegna del referto entro sette giorni dall’esecuzione della mammografia.
Nel caso in cui durante lo screening emergano elementi sospetti o dubbi clinici, la paziente verrà immediatamente ricontattata e presa in carico dalla rete regionale dei centri di senologia, così da garantire tempestività negli eventuali approfondimenti diagnostici.
Secondo le stime della Regione, saranno circa 6.000 ogni anno le donne coinvolte nel nuovo programma di sorveglianza.
Bertolaso: «Percorso sicuro e senza stress»
Commentando il provvedimento, l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso ha sottolineato il valore organizzativo e sanitario dell’iniziativa.
«Vogliamo che le donne che hanno superato un tumore tornino alla loro vita quotidiana con la certezza che il sistema sanitario continuerà a vigilare sulla loro salute in modo automatico. Dopo la positiva fase di verifica tecnica degli scorsi mesi, estendiamo oggi questo modello a tutto il territorio lombardo. È un dovere istituzionale facilitare l’accesso alla prevenzione per oltre 6.000 donne ogni anno, garantendo loro un percorso sicuro, gratuito e senza lo stress della ricerca di una prenotazione».
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