L’incontro “Proteggere il Garda oggi, per un futuro migliore” ha riunito a Torbole sul Garda amministratori, ricercatori ed enti scientifici per approfondire il tema dell’inquinamento da microplastiche e i suoi possibili effetti sugli ecosistemi e sulla salute umana. L’iniziativa si è svolta ieri a Torbole sul Garda, in provincia di Trento, nell’ambito del Festival della Sostenibilità del Garda e del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2026 di ASviS, con il coinvolgimento di realtà istituzionali e associative impegnate nella tutela ambientale del bacino gardesano, che interessa anche la sponda lombarda, in particolare l’area del Bresciano.
L’evento è stato promosso da Plastic Free Onlus e dall’Associazione L.A.CU.S., con il patrocinio della Provincia autonoma di Trento e del Comune di Nago-Torbole, configurandosi come un momento di confronto tra ricerca scientifica, amministrazioni locali e cittadinanza.
Un confronto tra istituzioni, ricerca e territorio del Garda
L’apertura dei lavori è stata affidata a Rosalba d’Aiello, referente regionale di Plastic Free per il Trentino-Alto Adige, e ad Angela Bartoli, referente per il Comune di Ledro. Successivamente è intervenuto il sindaco di Nago-Torbole, Gianni Morandi, che ha illustrato le azioni avviate sul territorio per la salvaguardia del lago, richiamando anche i progetti “Il Lago inizia qui” e le boe elettriche dedicate alla gestione sostenibile delle attività lacustri.
Nel corso del suo intervento, Rosalba d’Aiello ha sottolineato il valore del confronto tra comunità scientifica e cittadini, affermando che «quello di ieri è stato un importante momento di confronto tra ricerca scientifica, istituzioni e cittadinanza – Parlare di microplastiche significa affrontare un problema concreto che riguarda ambiente, biodiversità e salute umana. Come Plastic Free vogliamo continuare a promuovere iniziative capaci di trasformare la sensibilizzazione in azioni concrete».
Il dibattito si è inserito in un contesto territoriale ampio che coinvolge l’intero bacino del Garda, includendo anche la sponda lombarda, dove il tema della qualità delle acque e della tutela ambientale è da tempo al centro delle politiche locali.
La ricerca scientifica sulle microplastiche e gli ecosistemi
La parte scientifica del convegno ha visto il contributo della dottoressa Valentina Iannilli dell’ENEA di Frascati, che ha ripercorso dieci anni di studi sulle microplastiche negli ecosistemi acquatici, con riferimento anche alle rilevazioni effettuate nelle aree del Garda e in contesti estremi come l’Artico.
Secondo quanto emerso, le microplastiche rappresentano contaminanti persistenti in grado di entrare nelle reti trofiche e di produrre effetti misurabili sulla biodiversità, con dinamiche che interessano sia ecosistemi locali sia ambienti remoti.
A seguire, la dottoressa Valeria Lencioni e il dottor Riccardo Sbarberi del MUSE hanno illustrato le evidenze scientifiche relative alla presenza di microplastiche, pesticidi e fragranze sintetiche negli ambienti glaciali, evidenziando come l’inquinamento da particelle invisibili interessi anche ecosistemi considerati fino a pochi anni fa poco impattati dalle attività umane.
Monitoraggio e attività di controllo sul Lago di Garda
Un ulteriore approfondimento è stato dedicato alle attività di sorveglianza e tutela del bacino lacustre. Il 1° Luogotenente Antonio Veneroso, comandante della Guardia Costiera sul Lago di Garda, ha illustrato le azioni di monitoraggio e controllo svolte sul territorio, insieme ai progetti educativi rivolti alle scuole, realizzati anche in collaborazione con Plastic Free Onlus.
Il tema della prevenzione è stato richiamato come elemento centrale per la tutela del lago, anche in relazione alla sua rilevanza turistica ed economica, che coinvolge le province di Trento, Verona e Brescia, con una particolare attenzione alle aree lombarde del basso Garda.
Salute umana e impatto delle microplastiche
La chiusura dei lavori è stata affidata alla dottoressa Anna Baroni, ricercatrice per la Fondazione Plastic Free e collaboratrice del professor Ennio Tasciotti presso l’IRCCS San Raffaele di Roma. Nel suo intervento è stato approfondito il possibile legame tra inquinamento ambientale e salute umana, con particolare attenzione alla capacità delle micro e nanoplastiche di attraversare barriere biologiche fino a raggiungere il sistema nervoso.
Un tema che, secondo gli esperti intervenuti, apre ulteriori prospettive di ricerca sugli effetti a lungo termine dell’esposizione a contaminanti ambientali diffusi.
Partecipazione dei cittadini e attività di pulizia ambientale
Al termine del convegno si è svolta una passeggiata ecologica promossa da Plastic Free Onlus, durante la quale i partecipanti hanno raccolto circa dieci chilogrammi di plastica e rifiuti presenti nell’area lacustre, tra cui numerosi mozziconi di sigaretta.
Tra gli elementi rinvenuti durante l’attività di raccolta è stato segnalato anche un nido di uccelli costruito con filamenti plastici, considerato dagli organizzatori un segnale evidente dell’impatto dell’inquinamento sugli ecosistemi naturali del Garda.
L’iniziativa ha così unito momento scientifico e azione diretta sul territorio, rafforzando l’attenzione verso la tutela di un bacino idrico che rappresenta una risorsa strategica non solo per il Trentino, ma anche per la Lombardia e le altre regioni affacciate sul lago.
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