Si è svolta a Pavia, nella sede di Assolombarda, la seconda tappa del roadshow “Impresa e Diplomazia nei territori lombardi”, promosso da Confindustria Lombardia e dal Corpo Consolare di Milano e della Lombardia in collaborazione con Assolombarda.
L’iniziativa è nata con l’obiettivo di favorire il dialogo tra il sistema produttivo lombardo e i rappresentanti dei Paesi esteri, creando nuove occasioni di collaborazione internazionale e accompagnando le imprese nei percorsi di sviluppo sui mercati globali. L’appuntamento ha posto l’attenzione su due filiere considerate strategiche per il territorio pavese: life sciences e agribusiness, presentate attraverso il contributo di imprese, istituzioni e realtà di eccellenza.
Confindustria Lombardia: servono investimenti e sostegno alla competitività
Nel corso dell’incontro il presidente di Confindustria Lombardia, Giuseppe Pasini, ha richiamato l’importanza di rafforzare la competitività internazionale del sistema economico regionale in un contesto caratterizzato da instabilità geopolitica e rallentamento degli scambi commerciali.
«La vocazione globale della Lombardia, testimoniata da un flusso di investimenti che nel 2024 in entrata è stato pari a 24,3 miliardi di euro mentre verso l’estero ha raggiunto il valore di 13,1 miliardi, va alimentata costantemente. Nel 2025 infatti, nonostante il record nel valore delle esportazioni regionali, la crescita delle esportazioni è stata inferiore alla crescita della domanda potenziale causando una erosione delle quote di mercato sui principali mercati. Il rallentamento in corso, causato da instabilità e guerra dei dazi, va contrastato valorizzando le specificità produttive di territori come il Pavese, creando condizioni che spingano la domanda interna e supportando la transizione green e digitale. In quest’ottica, per la Lombardia è strategico poter continuare a fare affidamento sulla gestione regionale dei fondi di coesione che per la nostra regione rappresentano una leva virtuosa per gli investimenti».
Assolombarda e Corpo Consolare puntano sul valore dei territori
Per Assolombarda, il rafforzamento della presenza internazionale delle imprese passa dalla valorizzazione dei sistemi produttivi locali e delle filiere di eccellenza.
«La competitività internazionale nasce sempre dalla forza dei territori», ha dichiarato il presidente di Assolombarda, Alvise Biffi. «È qui che si sviluppano competenze, filiere industriali ed ecosistemi dell’innovazione capaci di attrarre investimenti e generare valore. Pavia ne è un esempio concreto: qui le Life Sciences hanno generato nel 2024 circa 1,9 miliardi di euro di valore della produzione, mentre l’agribusiness 3,2 miliardi di euro. Numeri che evidenziano la qualità di un sistema produttivo che sa coniugare ricerca, innovazione e industria. In uno scenario internazionale sempre più complesso, il dialogo tra imprese, istituzioni e Corpo Consolare rappresenta uno strumento fondamentale per creare nuove collaborazioni, attrarre investimenti e accompagnare le imprese sui mercati globali».
Anche la decana del Corpo Consolare di Milano e della Lombardia, Veronica Crego Porley, ha evidenziato il ruolo della diplomazia economica a supporto dello sviluppo territoriale.
«Oggi le Rappresentanze Consolari sono chiamate a essere attori proattivi della diplomazia economica del territorio, veri e propri facilitatori di alleanze strategiche internazionali. Il nostro compito è connettere i rispettivi Paesi non con una Lombardia astratta, ma con la sostanza reale dei suoi distretti industriali, toccando con mano dove batte il cuore dell’innovazione manifatturiera. La scelta di Pavia come seconda tappa risponde a una logica geopolitica ed economica ben precisa: questo territorio non è solo un’area ad alta produttività ma un vero e proprio ecosistema integrato dove la ricerca scientifica si sposa con una cultura industriale d’avanguardia».
Regione Lombardia: la diplomazia economica sostiene la crescita delle imprese
Nel corso dell’incontro è intervenuto anche il sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia con delega alle Relazioni internazionali ed europee, Raffaele Cattaneo, che ha sottolineato il valore della cooperazione internazionale per il sistema produttivo regionale.
«La proiezione internazionale della Lombardia si costruisce a partire dai territori. Pavia lo conferma in modo emblematico: la provincia sa tradurre l’innovazione produttiva in presenza sui mercati globali, come dimostra, a titolo di esempio, il settore farmaceutico, le cui esportazioni nel periodo 2022-2025 sono più che raddoppiate, passando da 785 milioni a 1,85 miliardi di euro. In questo quadro, il dialogo costante con il Corpo Consolare rappresenta uno snodo strategico: attraverso questa rete di relazioni la Regione sviluppa rapporti bilaterali, apre nuove opportunità e fa della diplomazia economica uno strumento concreto di politica estera regionale al servizio dello sviluppo delle imprese lombarde».
Life sciences e agribusiness, le filiere strategiche del Pavese
La seconda parte dell’iniziativa è stata dedicata all’approfondimento delle principali filiere produttive della provincia di Pavia.
La filiera delle life sciences rappresenta uno dei comparti di maggiore rilevanza del territorio grazie all’integrazione tra industria farmaceutica, ricerca scientifica, sanità e sistema universitario. Nel 2024 il comparto ha generato circa 1,9 miliardi di euro di valore della produzione e oltre 800 milioni di euro di valore aggiunto, con un impatto diretto pari al 4,8% del prodotto interno lordo provinciale. La filiera comprende 26 società di capitali con fatturato superiore a un milione di euro, mentre il solo comparto farmaceutico conta 17 aziende che hanno sviluppato oltre 920 milioni di euro di fatturato e quasi 450 milioni di euro di valore aggiunto.
L’agribusiness si conferma invece uno dei principali motori economici della provincia, comprendendo l’intera catena del valore, dalla produzione agricola alla trasformazione industriale, fino all’economia circolare, al commercio e ai servizi specializzati. La filiera riunisce 304 società di capitali con fatturato superiore a un milione di euro e nel 2024 ha prodotto circa 3,2 miliardi di euro di valore della produzione e 530 milioni di euro di valore aggiunto, pari a circa il 3,1% del PIL provinciale. Tra il 2019 e il 2024 il comparto ha registrato una crescita del 39,4% del valore della produzione e del 43,8% del valore aggiunto, con la trasformazione industriale che rappresenta la componente economicamente più rilevante dell’intera filiera.
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