La stagione venatoria 2026/2027 in Lombardia prende il via domenica 20 settembre, data fissata per l’apertura generale. La Regione ha definito il calendario attraverso le disposizioni integrative approvate a maggio e i successivi provvedimenti relativi alle diverse specie e ai territori.
L’apertura generale arriva dopo alcuni periodi di caccia anticipata autorizzati dalla Regione in specifiche aree. Nel Bresciano, per esempio, alcune specie di corvidi sono state oggetto di un’apertura anticipata nelle giornate di settembre, mentre nei territori di Cremona e Mantova il provvedimento ha riguardato altre specie e periodi specifici.
L’appello di Beduschi alla prudenza
Alla vigilia dell’apertura generale, l’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, ha richiamato i cacciatori alla prudenza e alla responsabilità, sottolineando anche l’attenzione verso ambiente, paesaggio e risorse naturali.
«Domenica 20 settembre inaugura la stagione della caccia in Lombardia, una data attesa per migliaia di doppiette, alle quali raccomando innanzitutto prudenza, responsabilità ed equilibrio», ha dichiarato Beduschi.
L’assessore ha inoltre evidenziato il lavoro svolto dalla Regione nella predisposizione del calendario venatorio, con l’obiettivo dichiarato di garantire un quadro di regole chiaro e conforme alla normativa vigente. La Regione indica tra gli atti che disciplinano la stagione anche il decreto che introduce riduzioni del prelievo per alcune specie, attraverso sospensioni della caccia, riduzioni della durata della stagione o dei limiti di carniere.
Il confronto con il mondo venatorio
Beduschi ha ricordato anche le principali questioni affrontate dalla Regione negli ultimi anni nel rapporto con il settore venatorio, dal calendario alle deroghe, passando per i richiami vivi e i roccoli.
«L’attenzione di Regione Lombardia verso il mondo venatorio è costante», ha spiegato l’assessore, sottolineando come questi dossier richiedano un lavoro tecnico, amministrativo e giuridico e il confronto con le associazioni e i rappresentanti del settore.
Nella definizione del calendario, ha aggiunto Beduschi, la Regione ha puntato a fornire certezze ai cacciatori nel rispetto delle regole. L’assessore ha inoltre richiamato la richiesta di pareri all’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, e al Comitato tecnico faunistico venatorio nazionale.
Il futuro dei roccoli
Tra i temi richiamati dall’assessore c’è anche quello dei roccoli, strutture tradizionalmente utilizzate per la cattura degli uccelli destinati a essere impiegati come richiami vivi.
Beduschi ha definito i roccoli «un patrimonio storico, culturale e paesaggistico della Lombardia» e ha ribadito l’intenzione della Regione di cercare soluzioni per il loro futuro nel rispetto della normativa e delle indicazioni tecnico-scientifiche.
«La volontà della Regione è quella di continuare a perseguire ogni strada percorribile, nel rispetto delle leggi e delle indicazioni tecnico-scientifiche, per dare una prospettiva concreta al futuro dei roccoli e delle tradizioni che essi rappresentano», ha affermato l’assessore.
Il confronto con Ispra, secondo quanto dichiarato da Beduschi, dovrebbe proseguire anche per valutare eventuali soluzioni che possano consentire una riapertura della cattura dei richiami vivi in un quadro ritenuto giuridicamente sostenibile.
La stagione venatoria lombarda entra quindi nella fase dell’apertura generale con un calendario articolato per specie, territori e modalità di prelievo. La Regione ricorda che le disposizioni per il 2026/2027 comprendono anche specifiche limitazioni e provvedimenti adottati sulla base delle valutazioni faunistiche e ambientali.
Scopri di più da Gazzetta della Lombardia
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.












