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Economia Lombardia 2026, crescita moderata ma investimenti in ripresa: PIL +0,7% e occupazione record

La Lombardia affronta la seconda parte del 2026 con un’economia ancora in crescita, ma a velocità contenuta. Le proiezioni indicano un PIL a +0,7% e consumi allo stesso livello, mentre gli investimenti accelerano del 2,7%. Segnali positivi arrivano dall’occupazione, con 4,63 milioni di lavoratori nel primo trimestre, e dall’artigianato, che recupera 836 imprese tra primo e secondo trimestre. Resta però aperto il nodo del credito: dal 2021 i finanziamenti alle imprese lombarde sono diminuiti del 2,4%, con le piccole aziende particolarmente penalizzate. È il quadro delineato dal Terzo Focus 2026 di CNA Lombardia.

Economia lombarda, il 2026 prosegue nel segno della crescita moderata

La Lombardia continua a crescere, ma senza accelerare. La seconda parte del 2026 sarà determinante per comprendere se i segnali positivi che arrivano da investimenti, occupazione e artigianato riusciranno a trasformarsi in una ripresa più robusta.

Il quadro tracciato dal Terzo Focus 2026 di CNA Lombardia, realizzato dal Centro Studi Sintesi, restituisce infatti l’immagine di un sistema economico resiliente, ma ancora condizionato dall’incertezza internazionale e da alcune criticità strutturali.

Le previsioni indicano per il 2026 una crescita del PIL lombardo dello 0,7%, sostanzialmente in linea con quella nazionale. Anche i consumi dovrebbero aumentare dello 0,7%.

Il segnale più interessante arriva invece dagli investimenti, attesi in crescita del 2,7%, leggermente sopra il +2,5% previsto per l’Italia.

Investimenti Lombardia 2026: prevista una crescita del 2,7%

La ripresa degli investimenti rappresenta probabilmente uno dei dati più importanti per valutare le prospettive dell’economia regionale.

Dopo il forte recupero successivo alla pandemia, sostenuto anche dagli incentivi edilizi e dalle risorse europee, il 2024 aveva registrato una contrazione del 4,4%.

Il ritorno a una previsione positiva del 2,7% nel 2026 potrebbe quindi indicare una maggiore propensione delle imprese a programmare nuovi interventi.

Nel periodo compreso tra il 2021 e il 2026 la crescita cumulata degli investimenti lombardi viene stimata al 21,7%, sostanzialmente in linea con il +21,5% nazionale.

Il presidente di CNA Lombardia Giovanni Bozzini parla di prospettive di “prudente riapertura verso un sentiero di crescita”, sottolineando però la necessità di maggiore stabilità internazionale e di costi energetici sostenibili.

Occupazione record in Lombardia: 4,63 milioni di lavoratori

Tra gli indicatori più positivi emerge il mercato del lavoro.

Nel primo trimestre 2026 gli occupati in Lombardia sono aumentati di 38.608 unità rispetto allo stesso periodo del 2025, segnando una crescita dello 0,8%, superiore al +0,2% nazionale.

Il numero medio degli occupati raggiunge così 4,63 milioni, quasi 396 mila in più rispetto al primo trimestre del 2021.

Particolarmente significativa la crescita nelle costruzioni, +23,9% rispetto al 2021, e nel comparto commercio, alberghi e ristorazione, +19,2%. In controtendenza l’agricoltura, che registra una flessione del 15,6%.

Milano guida le previsioni sull’occupazione

Il quadro cambia sensibilmente analizzando le singole province.

Secondo le previsioni riportate nel Focus, Milano registra la migliore dinamica occupazionale prevista per il 2026, con un +1,8%.

Seguono Como con +1,1%, Pavia e Lodi con +0,7%, Bergamo con +0,3% e Cremona con +0,1%.

Le previsioni risultano invece negative per Varese (-1%), Brescia e Lecco (-0,6%), Monza e Brianza e Mantova (-0,2%) e Sondrio (-0,2%).

Export lombardo a 40,9 miliardi di euro

L’altra grande variabile per un’economia fortemente manifatturiera e internazionale come quella lombarda resta l’export.

Nel primo trimestre 2026 le esportazioni della Lombardia hanno raggiunto 40,9 miliardi di euro, sostanzialmente allo stesso livello dello stesso periodo del 2025.

Allargando però il confronto al 2021 emerge una crescita del 31,1%.

Le performance cambiano notevolmente tra i diversi comparti. Rispetto al primo trimestre 2021 spiccano gioielli-occhiali-medicale (+106,7%), produzioni e merci varie (+61,9%) e agroalimentare (+51%).

Nel confronto annuale con il 2025 emergono invece difficoltà per moda (-7,9%), agroalimentare (-4,6%) e sistema casa (-1,9%).

Export, Varese cresce del 23,2%. Milano arretra dello 0,5%

Anche sul fronte territoriale emergono forti differenze.

Nel primo trimestre 2026, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, l’export cresce soprattutto a Varese (+23,2%), seguita da Lecco (+6,3%) e Monza e Brianza (+5,7%).

Segno positivo anche per Brescia (+0,7%), Mantova (+0,5%) e Cremona (+0,1%).

In diminuzione invece Lodi (-21,6%), Sondrio (-16,2%), Pavia (-14%), Bergamo (-6,4%), Como (-2,2%) e Milano (-0,5%).

Imprese lombarde, il sistema produttivo tiene

Il numero complessivo delle imprese evidenzia una sostanziale capacità di tenuta.

Tra giugno 2021 e giugno 2026 le imprese attive in Lombardia sono diminuite di 4.606 unità, pari a una contrazione dello 0,6%.

Un dato negativo, ma decisamente migliore rispetto al -3,1% registrato complessivamente in Italia nello stesso periodo.

Nell’ultimo anno il numero delle attività è rimasto sostanzialmente stabile, con dinamiche molto diverse tra i settori.

Diminuiscono commercio (-3,3%), industria (-2,1%) e agricoltura (-2,3%), mentre aumentano comunicazione e cultura (+2%), servizi alle imprese (+3,5%) e servizi alla persona (+1,5%).

Artigianato, nel secondo trimestre tornano a crescere le imprese

Un segnale interessante arriva dall’artigianato lombardo.

A giugno 2026 risultano attive 226.450 imprese artigiane, pari al 27,8% del totale delle imprese regionali.

Nel confronto di lungo periodo permane una criticità: dal 2021 il numero delle attività artigiane è diminuito del 6,1%, contro una flessione nazionale del 5,1%.

Tra il primo e il secondo trimestre 2026, tuttavia, il saldo torna positivo: 836 imprese artigiane in più.

Un’inversione di tendenza ancora da consolidare, ma significativa per un settore che continua ad avere in Lombardia un peso superiore rispetto alla media italiana.

Credito alle imprese lombarde, il vero nodo per le PMI

Il capitolo più delicato riguarda il credito alle imprese.

Tra marzo 2021 e marzo 2026 i finanziamenti alle aziende lombarde si sono ridotti del 2,4%, corrispondente a 4,7 miliardi di euro di minori erogazioni nette.

Lo stock dei finanziamenti si attesta a 195,2 miliardi di euro.

Ma è soprattutto il dato relativo alle piccole imprese a destare attenzione: dal 2021 i finanziamenti destinati a questa categoria sono diminuiti del 25,4% e rappresentano appena il 9% dei prestiti netti complessivi.

Le costruzioni risultano il settore maggiormente penalizzato, con una contrazione del credito del 36,9% in cinque anni e del 16,8% nell’ultimo anno. Nei servizi, al contrario, i finanziamenti crescono dell’8,5% rispetto al 2021 e del 5,6% nell’ultimo anno.

A Milano il credito alle imprese cresce del 4,2%

L’analisi provinciale evidenzia però un’importante eccezione.

Nel confronto tra marzo 2025 e marzo 2026, Milano registra una crescita dei finanziamenti alle imprese del 4,2%, la migliore performance regionale.

Il credito aumenta anche a Cremona (+1%) e Bergamo (+0,8%).

In tutte le altre province lombarde prevale invece il segno negativo: Lodi -9,4%, Como -6%, Lecco -5,4%, Pavia -4,8%, Brescia -3,6%, Varese -2,9%, Mantova -2,4%, Sondrio -2,2% e Monza e Brianza -0,5%.

Inflazione Lombardia al 2,1% nel primo semestre

A condizionare famiglie e imprese rimane anche l’andamento dei prezzi.

Nel primo semestre 2026 l’inflazione in Lombardia è aumentata del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2025, accelerando rispetto al +1,5% dell’anno precedente.

Dal 2021 l’aumento cumulato dei prezzi raggiunge il 19,4%.

Particolarmente significativo l’impatto di alcune voci di spesa: abitazione, acqua ed energia registrano un incremento cumulato del 45,4%, servizi ricettivi e ristorazione del 28,9% e alimentari e bevande del 24,1%.

CNA Lombardia: attenzione al rischio di credit crunch per le piccole imprese

Secondo il segretario di CNA Lombardia Stefano Binda, la riduzione delle erogazioni bancarie alle imprese deriva dalla combinazione tra minore domanda, legata alle incertezze geopolitiche che frenano gli investimenti, e maggiore rigidità nei processi di valutazione del credito.

CNA richiama inoltre l’attenzione sul possibile impatto delle regole ESG e della finanza sostenibile sulle realtà di minori dimensioni, indicando il rischio di una stretta creditizia soprattutto per micro e piccole imprese.

Lombardia, crescita sì ma la sfida è trasformarla in sviluppo

Il quadro complessivo restituisce quindi una Lombardia economicamente solida ma ancora alla ricerca di un’accelerazione.

Il PIL cresce lentamente, ma gli investimenti tornano a muoversi. L’occupazione raggiunge livelli elevati e l’artigianato mostra un primo segnale di recupero. L’export mantiene dimensioni considerevoli, pur evidenziando differenze marcate tra territori e settori.

La principale incognita riguarda la capacità di trasformare questi segnali in una crescita strutturale.

Per farlo saranno determinanti accesso al credito, investimenti delle imprese, competitività manifatturiera, stabilità dei costi energetici e capacità di affrontare un quadro internazionale sempre più complesso.

La seconda parte del 2026 dirà quindi se la crescita moderata della Lombardia potrà diventare qualcosa di più: un nuovo ciclo di investimenti e sviluppo per imprese, occupazione e territori.


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