La desertificazione bancaria continua ad avanzare anche in Lombardia, con effetti sempre più evidenti sulla vita dei cittadini, sull’economia locale e sulla tenuta sociale dei territori. È quanto emerge dal terzo Rapporto Uilca sulla desertificazione bancaria, intitolato “L’impatto della desertificazione bancaria sugli italiani 2025”, che analizza il fenomeno della progressiva riduzione degli sportelli e dei servizi bancari sul territorio.
Secondo l’indagine, il 91,9% dei lombardi si dichiara insoddisfatto della chiusura o della riduzione delle filiali nel comune in cui vive, mentre per quasi otto persone su dieci la presenza di un semplice sportello bancomat non è sufficiente a sostituire il rapporto diretto con il personale bancario.
Il rapporto introduce inoltre tre approfondimenti dedicati agli effetti della desertificazione bancaria sullo spopolamento dei territori, sull’aumento delle truffe informatiche e sul rischio di usura.
Oltre mille sportelli chiusi in cinque anni
I dati raccolti da Uilca evidenziano un progressivo ridimensionamento della rete bancaria lombarda.
Tra il 2020 e il 2025 il numero dei comuni serviti da almeno una banca è passato da 1.065 a 941, con una diminuzione dell’11,6%. Nello stesso periodo gli sportelli bancari sono scesi da 4.699 a 3.684, registrando un calo del 21,6%.
In termini assoluti significa che, in media, ogni mese sono stati chiusi 17 sportelli bancari sul territorio regionale.
Oggi sono 785.481 i cittadini lombardi che risiedono in comuni completamente privi di una filiale bancaria, una condizione che, secondo il sindacato, rischia di aumentare le difficoltà di accesso ai servizi finanziari soprattutto per anziani, famiglie e piccole imprese.
Furlan: «Dietro ogni sportello chiuso c’è una comunità che perde un punto di riferimento»
Il segretario generale della Uilca, Fulvio Furlan, sottolinea come la desertificazione bancaria non rappresenti più un fenomeno marginale, ma una questione che coinvolge direttamente il tessuto economico e sociale del Paese.
«La desertificazione bancaria non è un luogo comune, ma un tema concreto e noto all’opinione pubblica, i cui molteplici effetti negativi si riversano sul tessuto sociale ed economico del Paese: dall’aumento delle truffe online allo spopolamento dei territori, fino al rischio di usura e riciclaggio. Dietro ogni sportello chiuso c’è un anziano che non sa più come prelevare la pensione, un piccolo imprenditore costretto a percorrere chilometri per gestire le proprie finanze, una famiglia che perde un presidio di fiducia».
Furlan evidenzia inoltre come negli ultimi anni sia cresciuta la consapevolezza pubblica sul fenomeno, ma ritiene necessario rafforzare gli strumenti di monitoraggio.
«È un bene che oggi ci sia una più ampia consapevolezza sull’entità del problema, ma c’è ancora molto da fare. In primo luogo è indispensabile che in ogni Regione sia avviato un Osservatorio con la partecipazione delle istituzioni, dei sindacati, dell’Abi e delle banche per monitorare il fenomeno e intervenire in anticipo laddove si voglia procedere a una nuova chiusura che lascerebbe senza filiali il territorio interessato».
Secondo il segretario generale della Uilca, anche il processo di consolidamento del settore bancario dovrà essere accompagnato da una strategia di lungo periodo.
«La banca deve recuperare e rafforzare il proprio ruolo sociale, mettendo al centro le persone. In questo scenario il risiko bancario deve rispondere a obiettivi industriali di lungo periodo, così da tutelare l’occupazione ed evitare l’aggravarsi del problema».
La presenza delle filiali resta determinante per cittadini e imprese
L’indagine evidenzia come la presenza fisica delle banche continui a essere considerata un elemento essenziale dai cittadini lombardi.
Per il 76% degli intervistati la vicinanza di una filiale influenza la propensione a investire i propri risparmi, mentre il 78,4% ritiene che la banca rappresenti ancora un luogo fondamentale per ricevere assistenza su investimenti e gestione del patrimonio.
Anche la qualità della vita nei territori risulta strettamente collegata ai servizi bancari: il 77,4% degli intervistati afferma infatti che la presenza di una filiale incide sulla scelta di vivere o meno in un determinato comune.
Spopolamento, truffe online e usura tra le principali conseguenze
Per la prima volta il Rapporto dedica tre focus specifici agli effetti indiretti della desertificazione bancaria.
Il 75,9% dei cittadini lombardi ritiene che la chiusura delle filiali rappresenti un fattore di marginalizzazione e contribuisca allo spopolamento dei territori, soprattutto nelle aree periferiche e nei piccoli comuni.
Ancora più elevata è la preoccupazione sul fronte della sicurezza digitale. L’82,9% degli intervistati ritiene infatti che l’assenza di personale bancario renda più difficile difendersi da phishing, truffe informatiche e frodi online.
Secondo il 74,2% dei lombardi, inoltre, la progressiva scomparsa delle filiali favorisce anche il rischio di usura, riducendo la presenza di interlocutori qualificati ai quali cittadini e imprese possono rivolgersi nei momenti di difficoltà economica.
Uilca Lombardia: «Innovazione e presenza sul territorio devono convivere»
Sulla situazione lombarda è intervenuta anche la segretaria generale di Uilca Lombardia, Claudia Dabbene, che invita a non considerare la chiusura degli sportelli come una semplice scelta organizzativa.
«La Lombardia rappresenta un pilastro per l’equilibrio economico nazionale e per lo sviluppo del Paese. Proprio per questo una rete di servizi essenziali, come quella bancaria, deve essere preservata e non ridotta attraverso processi di mera razionalizzazione. La chiusura degli sportelli non può rappresentare solo una leva organizzativa e una strategia industriale: cittadini e imprese ne subiscono le conseguenze dirette, con il rischio che i territori finiscano per rivolgersi a soggetti non qualificati».
Dabbene sottolinea come il rapporto confermi il forte valore attribuito dai cittadini al contatto diretto con gli operatori bancari.
«I dati del nostro Rapporto confermano che i lombardi attribuiscono grande valore al rapporto diretto con il personale bancario e chiedono una presenza capillare sul territorio. La transizione digitale deve essere un’opportunità, non un alibi per abbandonare comunità, aree interne e fasce più fragili della popolazione. Serve un modello che integri innovazione e prossimità: la presenza di presìdi bancari nei territori è indispensabile per garantire inclusione sociale ed economica».
Cresce la conoscenza del fenomeno
L’indagine evidenzia infine una maggiore consapevolezza da parte dei cittadini rispetto agli anni precedenti.
Il 56,3% degli intervistati dichiara di aver conosciuto il fenomeno attraverso i mezzi di informazione, mentre il 32,7% ne ha sentito parlare tramite il passaparola con amici e familiari. Il 28,4% afferma invece di aver sperimentato direttamente le conseguenze della chiusura o della riduzione dei servizi della propria filiale bancaria.
Una quota pari all’8,9% degli intervistati attribuisce infine la propria conoscenza del tema alle campagne di sensibilizzazione e alle iniziative promosse dalla Uilca, segno di una crescente attenzione pubblica verso un fenomeno che continua a interessare ampie aree della Lombardia.
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