La giustizia civile in Lombardia continua a ridurre il numero delle cause arretrate, ma mostra segnali di rallentamento nella capacità di gestione dei nuovi flussi. È quanto emerge dall’analisi realizzata dall’Associazione Italiana Avvocati d’Impresa attraverso la rielaborazione dei dati del Ministero della Giustizia.
Il quadro regionale conferma la Lombardia tra i territori più efficienti in Italia nella riduzione dello stock di procedimenti pendenti, ma evidenzia anche una crescente differenziazione tra i diversi tribunali. Alcuni uffici mantengono infatti una buona capacità di smaltimento, mentre altri mostrano difficoltà nel garantire un equilibrio stabile tra nuove cause e procedimenti conclusi.
Milano riduce del 70% i procedimenti pendenti
Il risultato più significativo riguarda il Tribunale di Milano, dove i procedimenti civili pendenti sono passati da 15.579 nel 2014 a 4.668 nel 2024, con una riduzione del 70%.
Il miglioramento dello stock non è però accompagnato da un analogo rafforzamento della capacità di smaltimento. Il clearance rate, l’indicatore che misura il rapporto tra procedimenti definiti e nuovi procedimenti iscritti, è passato da 1,31 a circa 1,07, mantenendosi sopra la soglia di equilibrio ma con una tendenza in diminuzione.
«La Lombardia conferma una capacità di risposta superiore alla media nazionale, ma il dato regionale non deve far dimenticare le differenze ancora molto marcate tra i singoli uffici giudiziari. La giustizia civile continua a procedere a velocità diverse anche all’interno dei territori più efficienti», ha spiegato l’avvocato Antonello Martinez, presidente dell’Associazione Italiana Avvocati d’Impresa.
Riduzione dell’arretrato in tutti i principali tribunali
La diminuzione delle cause pendenti riguarda anche gli altri tribunali lombardi, seppure con intensità differenti.
A Brescia i procedimenti arretrati sono scesi da circa 4.979 a 2.977 fascicoli, con una riduzione superiore al 40%. Bergamo ha registrato un calo da quasi 30 mila a poco più di 17 mila procedimenti, pari a circa il 42%.
Più contenuta la riduzione a Monza, dove il carico pendente è passato da oltre 27 mila a poco più di 21 mila procedimenti, con una diminuzione di circa il 23%. A Como il calo è stato invece del 14%, con i fascicoli passati da circa 13.300 a 11.445.
Riduzioni significative si registrano anche negli altri territori lombardi. Pavia ha diminuito i procedimenti pendenti da oltre 22 mila a circa 14.548, Varese da circa 10.900 a 8.090, Cremona da circa 9.900 a 7.040 e Lodi da circa 8.700 a 5.556. Mantova è passata da circa 9.461 a 7.162 fascicoli, mentre anche Lecco e Sondrio hanno registrato una diminuzione del carico arretrato.
Il nodo dell’efficienza e del clearance rate
Se la riduzione dello stock di procedimenti rappresenta un dato positivo, più complessa è la valutazione della capacità dei tribunali di mantenere nel tempo un equilibrio tra cause in entrata e cause definite.
Nei principali uffici giudiziari lombardi il clearance rate tende infatti ad avvicinarsi alla soglia dell’unità. Milano resta sopra il livello di equilibrio, ma con un progressivo ridimensionamento dell’indicatore. Bergamo mantiene una situazione sostanzialmente stabile, con valori poco superiori a 1, mentre Brescia evidenzia un peggioramento negli ultimi anni, arrivando sotto la soglia di equilibrio.
Il dato segnala un sistema che riesce ancora a ridurre l’arretrato accumulato negli anni precedenti, ma che incontra maggiori difficoltà nel gestire il flusso dei nuovi procedimenti.
Le criticità delle Corti d’Appello
La stessa dinamica emerge dall’analisi delle Corti d’Appello lombarde. Nel distretto di Milano il clearance rate è passato nel corso del decennio da valori superiori a 1,31 a livelli vicini a 1,07.
Anche considerando complessivamente le Corti d’Appello, l’indicatore medio è sceso da circa 1,39 a poco più di 1,13, evidenziando una riduzione della capacità di smaltimento nel lungo periodo. La Corte d’Appello di Brescia presenta invece un andamento meno stabile, maggiormente influenzato dalle variazioni dei flussi processuali.
La complessità dei procedimenti incide sui tempi
Secondo l’Associazione Italiana Avvocati d’Impresa, uno dei principali fattori che incidono sulle performance degli uffici giudiziari riguarda la tipologia delle cause trattate.
«Un fattore determinante è rappresentato dalle materie trattate, che in Lombardia incidono in modo significativo sulle performance degli uffici. Il dataset evidenzia come la crescente complessità dei procedimenti, in particolare quelli legati alla famiglia e alla crisi d’impresa, abbia modificato la struttura dei flussi negli ultimi anni», ha dichiarato Martinez.
Le modifiche introdotte dalle riforme normative, tra cui la riforma Cartabia, hanno inoltre cambiato la classificazione di alcune procedure familiari e concorsuali, rendendo più complesso il confronto dei dati nel tempo e influenzando gli indicatori di efficienza.
Le materie caratterizzate da tempi istruttori più lunghi e da una maggiore complessità procedurale incidono soprattutto sui tribunali più grandi e specializzati, come Milano e Bergamo, dove il peso del contenzioso economico e societario è particolarmente rilevante.
La Lombardia resta tra le regioni più efficienti
Nel complesso, la Lombardia conferma una posizione di rilievo nella gestione della giustizia civile italiana grazie alla forte riduzione dell’arretrato accumulato negli anni.
Resta però aperta la sfida legata alla capacità di mantenere stabile il ritmo di smaltimento dei nuovi procedimenti. Il sistema regionale mostra infatti un miglioramento sul fronte dello stock, ma anche una crescente differenza tra tribunali più efficienti e uffici che faticano a garantire un equilibrio costante tra nuove cause e procedimenti conclusi.
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