Dal 3 all’8 marzo 2026 Triennale Milano propone un fitto programma di appuntamenti che attraversano teatro, danza, musica e riflessione editoriale. Il calendario si sviluppa negli spazi dell’istituzione milanese, punto di riferimento per la scena culturale lombarda, e coinvolge artisti italiani e internazionali, con un’attenzione particolare ai linguaggi contemporanei e ai temi dell’identità, della memoria e della trasformazione sociale.
Un confronto sulla scena letteraria post-pandemica
La settimana si apre lunedì 3 marzo alle 19 con l’incontro “Hyperlocal Talk”, a ingresso libero su registrazione. Protagoniste della conversazione sono le autrici Honor Levy e Nell Whitaker, chiamate a riflettere sul cosiddetto “vibe shift” che ha attraversato la scena culturale newyorkese dopo la pandemia, in particolare nell’area di Dimes Square.
Il dialogo prende spunto dall’affermarsi dell’autofiction come strategia reputazionale e dall’esplosione delle newsletter su Substack, che hanno contribuito a ridefinire il rapporto tra teoria e narrazione. L’incontro si propone come occasione di analisi di una fase intensa e breve, in cui scrittrici, editor e artisti hanno inciso sul canone dell’editoria e della critica contemporanea.
FOG, il teatro tra identità e linguaggi ibridi
Ampio spazio è dedicato al festival FOG, rassegna dedicata alle arti performative contemporanee. Il 3 marzo alle 19.30 va in scena “Analphabet” del regista e performer andaluso Alberto Cortés, ispirato al libro “La decadencia del analfabetismo” di José Bergamín. Lo spettacolo, che riflette su una società orientata all’ordine razionale e alla perdita della dimensione poetica, affronta il tema della violenza intra-genere nelle relazioni queer. Al termine della replica è previsto un incontro con l’artista, moderato da Elena Di Gioia, direttrice artistica di Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale.
Il 4 e 5 marzo torna anche “Brinjë më Brinjë” di Genny Petrotta, lavoro che combina performance dal vivo e installazione video multicanale. Al centro vi è la storia delle Burrnesha, donne che in alcune comunità balcaniche assumono identità maschili secondo le regole del Kanun, antico codice albanese. La riflessione si concentra sugli stereotipi occidentali e sul rapporto tra potere, genere e identità, intrecciando riferimenti letterari e coreografici.
Il 5 marzo è inoltre in programma “Op.22 No.2” di Alessandro Sciarroni, Leone d’Oro alla Biennale di Venezia e artista associato di Triennale Milano Teatro nel triennio 2022-2024. L’assolo, creato per la danzatrice Marta Ciappina e ispirato al poema sinfonico “Il cigno di Tuonela” di Jean Sibelius, sviluppa un dialogo tra autobiografia e composizione coreografica, ponendo al centro il tema dell’amicizia nel processo creativo.
La settimana si chiude, domenica 8 marzo alle 19.30, con la performance audiovisiva “A Forbidden Distance”, firmata dal duo Saint Abdullah insieme a Eomac, Rebecca Salvadori e Charlie Hope. Il progetto esplora il legame tra identità e migrazione attraverso musica elettronica e arti visive, costruendo una narrazione condivisa a partire da traiettorie culturali differenti.
Libri, architettura e riflessioni sul progetto
Il 4 marzo alle 18.30 è prevista la presentazione del volume “Danza ballo performance” di Valeria Magli, pubblicato da Mimesis nel 2026. L’incontro approfondisce la distinzione tra ballo e danza e il rapporto tra teatro fisico e teatro danza, con il contributo di studiosi e operatori culturali.
Il 5 marzo alle 18 si tiene invece l’appuntamento dedicato al volume “Donne e progetto. Figure dell’architettura e del design nell’Italia contemporanea”, edito da Quodlibet nel 2025. Il libro, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, analizza il contributo delle professioniste nei campi dell’architettura, del design e dell’urbanistica, offrendo uno spaccato aggiornato del panorama italiano. L’incontro coinvolge rappresentanti istituzionali e figure attive nel settore, in un confronto che interessa direttamente anche il contesto milanese e lombardo.
Danza inclusiva e sperimentazione sonora
Tra gli appuntamenti ricorrenti torna il laboratorio “Dance Well. Ricerca e movimento per il Parkinson”, in programma il 5 marzo alle 10. L’iniziativa promuove la pratica della danza contemporanea in spazi museali e si rivolge principalmente a persone che convivono con il Parkinson, pur restando aperta a tutti.
La programmazione di Voce Triennale, dedicata alla ricerca musicale e sonora, propone il 6 marzo lo showcase “When traditions meet synthesizers” con Rokeya e Anissa, un percorso tra canti femminili antichi e rielaborazioni elettroniche. Il 7 marzo alle 21 è in calendario la listening session di Stefano Pilia, che presenta una rilettura solista dei suoi lavori più recenti, mentre l’8 marzo alle 11 Stefano Arienti guida una mattina di ascolto dedicata alla sua collezione di CD rari.
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