Il TAR della Lombardia ha disposto il ritiro della delibera della Giunta regionale che autorizzava la caccia in deroga a storni e fringuelli, annullando la deliberazione n. 4714 del 14 luglio 2025. Una decisione che, secondo il Movimento Cinque Stelle, segna un passaggio destinato a incidere anche su eventuali provvedimenti futuri in materia venatoria.
A commentare la sentenza è Paola Pollini, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle in Lombardia.
“Non esistono giustificazioni per derogare alla tutela”
«La sentenza attraverso la quale il TAR della Lombardia dispone il ritiro della delibera relativa alla caccia in deroga a storni e fringuelli segna un punto destinato a fare giurisprudenza. Secondo il Tribunale amministrativo, infatti, non esiste alcuna giustificazione tale da autorizzare la caccia in deroga a specie protette», dichiara Pollini.
Nel mirino della decisione del tribunale vi è il ricorso allo strumento della deroga per consentire l’abbattimento di specie tutelate, una pratica che negli ultimi anni ha spesso suscitato contestazioni da parte delle associazioni ambientaliste e ricorsi davanti alla giustizia amministrativa.
“La tradizione non può superare la legge”
«Cade l’ultima foglia di fico: l’alibi della tradizione, ormai ultimo appiglio di un centrodestra a corto di valide ragioni scientifiche, viene spazzato via. Non vi è niente di tradizionale nel voler sparare a una specie protetta; non solo, anche se tradizione vi fosse, non rappresenta motivo sufficiente per derogare alla legge», prosegue l’esponente pentastellata.
Secondo Pollini, la sentenza rappresenta “un segnale inequivocabile”, anche in vista di eventuali nuove deroghe su cui la maggioranza regionale starebbe lavorando. La consigliera fa riferimento ad annunci già arrivati da alcuni esponenti del centrodestra in Consiglio regionale.
Il ruolo delle associazioni ambientaliste
Nel suo intervento, Pollini rivolge inoltre un ringraziamento alle organizzazioni ambientaliste che hanno promosso i ricorsi contro la delibera regionale.
«Ringraziamo ancora una volta il lavoro delle associazioni ambientaliste, la cui tenacia è riuscita a riparare ai disastri combinati dal centrodestra lombardo in materia venatoria», conclude.
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