Una Expo europea itinerante dedicata alle DOP e alle IGP per promuovere il valore delle produzioni agroalimentari certificate e rafforzare la tutela delle identità territoriali europee. È la proposta presentata a Milano, nell’ambito di TuttoFood, da Alessandro Beduschi, assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste di Regione Lombardia e presidente di Arepo, l’associazione che riunisce le regioni europee dei prodotti di origine.
L’annuncio è arrivato durante il talk “DOP Economy: il valore europeo delle Indicazioni Geografiche tra competitività e territori”, ospitato nell’area Arepo della manifestazione fieristica milanese, organizzata in collaborazione con Ascovilo e Consorzio Tutela Grana Padano.
Milano al centro del confronto europeo sulle Indicazioni Geografiche
L’incontro ha riunito rappresentanti istituzionali e protagonisti del comparto agroalimentare europeo. Tra i partecipanti il ministro dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste Francesco Lollobrigida, il presidente di Origin Riccardo Deserti, il presidente di Origin Italia Cesare Baldrighi, il direttore generale di Origin Italia Mauro Rosati, l’europarlamentare Carlo Fidanza e il presidente di Nomisma Paolo De Castro.
Al centro del dibattito il ruolo delle Indicazioni Geografiche come strumenti di tutela delle produzioni di qualità, valorizzazione delle aree rurali e promozione di modelli produttivi sostenibili. Un tema che coinvolge direttamente anche la Lombardia, regione leader nel settore agroalimentare italiano e protagonista di numerose produzioni certificate.
La proposta di una Expo itinerante delle DOP e IGP
Nel suo intervento, Beduschi ha annunciato l’avvio della prima edizione di una Expo itinerante dedicata alle DOP e alle IGP europee, con l’obiettivo di attraversare le principali capitali dell’Unione Europea.
«Come presidente di Arepo annuncio oggi la prima edizione di un’Expo itinerante delle DOP e delle IGP in tutte le capitali europee», ha dichiarato Alessandro Beduschi. «Attraverso questa iniziativa vogliamo presentare il sistema delle Indicazioni Geografiche di qualità che non si traduce soltanto in disciplinari, ma anche in territori magnifici, biodiversità, sostenibilità, ma soprattutto nel fatto di non essere replicabili, poiché i nostri prodotti si possono fare solo nelle nostre aree e secondo regole precise».
L’assessore lombardo ha spiegato che la proposta è stata presentata alla Commissione Europea con l’obiettivo di rafforzare la conoscenza del sistema delle Indicazioni Geografiche presso i cittadini europei e promuovere un consumo più consapevole.
«Promuovere la conoscenza della qualità, della storia e dei valori che stanno dietro alle DOP e alle IGP significa difendere un patrimonio etico, culturale ed economico essenziale per la tutela dei territori», ha aggiunto Beduschi. «Le nostre 35 regioni europee, che rappresentano oltre 8.000 associazioni di produttori, vogliono lanciare un messaggio forte insieme alla Commissione Europea: educare i consumatori a scegliere consapevolmente, riconoscendo il valore dell’autenticità, della tradizione e della sostenibilità».
Il peso economico della DOP Economy italiana
Nel corso dell’incontro è stato evidenziato anche il valore economico del comparto delle Indicazioni Geografiche, considerato uno dei pilastri del Made in Italy agroalimentare.
L’Italia si conferma il primo Paese europeo per numero di prodotti DOP e IGP certificati e per valore economico della cosiddetta DOP Economy, che supera i 20 miliardi di euro. Un sistema che rappresenta una componente strategica dell’economia agroalimentare nazionale e che contribuisce alla valorizzazione delle produzioni territoriali, alla creazione di occupazione e al rafforzamento della competitività internazionale delle imprese italiane.
Lollobrigida: le Indicazioni Geografiche simbolo di identità e sostenibilità
A chiudere il confronto è stato il ministro Francesco Lollobrigida, che ha sottolineato il ruolo delle Indicazioni Geografiche nella tutela del patrimonio agroalimentare europeo e italiano.
«Difendere la ricchezza dell’Europa e dell’Italia significa tutelare un patrimonio agroalimentare che rappresenta non solo la nostra identità, ma anche uno dei principali motori economici del sistema produttivo», ha affermato il ministro. «Le IG sono un simbolo concreto di sostenibilità ambientale, tutela della biodiversità e difesa di un modello produttivo autentico, che senza adeguate garanzie e riconoscibilità rischierebbe di non resistere alle logiche di un mercato globale sempre più competitivo».
Il progetto annunciato a Milano punta ora a trasformare la promozione delle Indicazioni Geografiche in un percorso europeo condiviso, capace di valorizzare le produzioni locali e rafforzare il legame tra qualità agroalimentare e identità dei territori.
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