Regione Lombardia ha annunciato un nuovo piano da 96 milioni di euro destinato alla ristrutturazione di circa 2.500 alloggi da immettere sul mercato dell’housing sociale. Le abitazioni saranno destinate a famiglie e lavoratori che non rientrano nei parametri dell’edilizia residenziale pubblica ma che faticano a sostenere i costi del mercato privato.
L’iniziativa è stata presentata a Milano durante l’evento “Affordable Housing – Il Piano europeo per l’Abitare e le politiche regionali per rispondere alla crisi abitativa”, che ha rappresentato anche la tappa conclusiva del tour istituzionale “Abita in Lombardia. Qui Puoi”, promosso nel mese di giugno sul territorio regionale.
Un piano per la cosiddetta “fascia grigia”
Il nuovo intervento si rivolge in particolare ai nuclei familiari con un Isee compreso tra 14.000 e 40.000 euro, una fascia definita dagli operatori del settore come “fascia grigia”, ovvero quella porzione di popolazione che non ha accesso alle case popolari ma che non riesce a sostenere i canoni di locazione di mercato.
Secondo l’assessore regionale alla Casa e Housing sociale Paolo Franco, si tratta di una componente centrale del tessuto socioeconomico lombardo. «Quella che viene definita fascia grigia è in realtà la spina dorsale della Lombardia», ha dichiarato nel corso del convegno, sottolineando la necessità di politiche abitative strutturate per sostenere lavoratori e famiglie.
Il convegno a Palazzo Lombardia e il confronto europeo
L’incontro si è svolto a Palazzo Lombardia con la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni europee, del mondo accademico, degli enti locali, delle Aler, delle organizzazioni sindacali e del sistema cooperativo. Il confronto ha riguardato le strategie per affrontare l’emergenza abitativa che interessa le principali aree urbane europee e, in modo particolare, i territori lombardi.
Il progetto si inserisce nel quadro delle politiche regionali di lungo periodo e rappresenta la fase conclusiva del percorso istituzionale avviato dalla Regione per illustrare le nuove misure di housing sociale nei diversi territori provinciali.
Tre linee di intervento e risorse europee
Il piano da 96 milioni di euro è finanziato attraverso fondi europei Fesr e risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione. Le misure sono articolate in tre linee di intervento destinate a soggetti diversi, tra cui imprese, cooperative, amministrazioni pubbliche, Aler ed enti del Terzo settore.
La prima linea, da 48 milioni di euro, è rivolta a imprese, cooperative e pubbliche amministrazioni. La seconda, da 35 milioni, è destinata alle Aler. La terza, da 13 milioni di euro, è indirizzata agli enti attivi nel settore sociale, compresi gli enti religiosi, con particolare attenzione alle situazioni di fragilità e alle esigenze abitative temporanee legate a studio, lavoro o percorsi di cura.
Le risorse saranno impiegate per interventi di riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, con l’obiettivo di incrementare l’offerta di alloggi a canone calmierato senza consumo di nuovo suolo.
Tempi di attuazione e obiettivi del programma
La pubblicazione dei bandi è prevista entro la fine di giugno 2026, mentre le domande potranno essere presentate fino a metà ottobre dello stesso anno. Le graduatorie saranno approvate entro la fine del 2026, con l’obiettivo di completare i lavori entro il 2029.
Il vincolo di destinazione degli immobili a servizi abitativi sociali avrà una durata minima di 20 anni. I contributi regionali potranno arrivare fino a 2 milioni di euro per le linee 1 e 3 e fino a 15 milioni per la linea destinata alle Aler.
Rigenerazione urbana e nuove politiche abitative
Oltre alla creazione di nuovi alloggi a canone sostenibile, il programma punta alla rigenerazione del patrimonio immobiliare esistente e al miglioramento del mix abitativo nei quartieri residenziali pubblici.
Secondo l’assessore Paolo Franco, il modello lombardo si fonda su una collaborazione strutturata tra istituzioni e soggetti privati. «Stiamo costruendo un modello innovativo e pragmatico basato su un’Alleanza per la casa», ha affermato, evidenziando il ruolo della cooperazione tra enti pubblici, operatori economici e Terzo settore.
Un investimento complessivo sulle politiche abitative
Il nuovo stanziamento si aggiunge a un precedente bando da 18,5 milioni di euro attivato nel 2024, che ha consentito di rendere disponibili circa 450 abitazioni a canone calmierato.
Nel più ampio quadro della “Missione Lombardia”, la Regione ha già destinato complessivamente 1,8 miliardi di euro alle politiche per la casa, comprendendo interventi di manutenzione del patrimonio pubblico, rigenerazione urbana e sostegno al welfare abitativo.
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