L’entrata in vigore degli obblighi di trasparenza previsti dall’AI Act europeo apre una nuova fase per le imprese che sviluppano o utilizzano sistemi di intelligenza artificiale. Dal 2 agosto 2026 sono infatti pienamente applicabili le disposizioni dell’articolo 50 del regolamento europeo, che riguardano, tra gli altri, chatbot, sistemi di IA generativa, deepfake e contenuti creati o modificati artificialmente.
Il nuovo quadro normativo impone alle aziende una maggiore attenzione agli aspetti di conformità, trasparenza e formazione del personale, in un contesto in cui l’adozione dell’intelligenza artificiale continua a crescere anche in Italia.
Il divario tra diffusione dell’IA e competenze aziendali
Secondo un recente studio di The Adecco Group, permane un significativo divario tra le ambizioni delle imprese e la preparazione dei manager chiamati a guidare la trasformazione digitale.
Il 45% dei dirigenti prevede di integrare agenti di intelligenza artificiale nei processi aziendali entro un anno, ma solo il 22% ritiene che la propria organizzazione stia sviluppando le competenze necessarie per affrontare questo cambiamento. Ancora più contenuta è la quota di chi considera adeguata la preparazione della leadership sui rischi e sulle opportunità dell’IA, pari al 31%.
Anche i dati diffusi da Assolombarda su rilevazioni Istat confermano una diffusione crescente dell’intelligenza artificiale nelle imprese italiane. La quota di aziende con almeno dieci addetti che utilizza sistemi di IA è passata dall’8,2% del 2024 al 16,4% nel 2025. Tra le piccole imprese, tuttavia, oltre il 27% dichiara di utilizzare queste tecnologie senza un preciso ambito applicativo, mentre il 58,6% individua nella mancanza di competenze il principale ostacolo alla loro adozione.
Le possibili sanzioni previste dal regolamento europeo
L’AI Act introduce un sistema di sanzioni particolarmente severo per le violazioni delle nuove disposizioni.
«L’AI Act è stato approvato nel 2024 e le prime regole sono diventate applicabili nel 2025: tra queste vi sono i divieti per una serie di pratiche di IA e un nuovo obbligo di formazione in materia di intelligenza artificiale del personale. Dal 2 agosto si entra in una nuova decisiva fase: al centro ci sono le regole di trasparenza per sistemi interattivi, come chatbot e agenti, IA generativa, deep fake e testi generati o manipolati artificialmente», spiega l’avvocato Gabriele Franco, esperto di intelligenza artificiale di PANETTA Consulting Group.
Il regolamento europeo prevede sanzioni che possono arrivare fino a 35 milioni di euro, oppure al 7% del fatturato globale annuo, per l’impiego di sistemi vietati. Per le violazioni degli obblighi di trasparenza sono invece previste multe fino a 15 milioni di euro o al 3% del fatturato.
Nasce il percorso formativo “Zero to AI”
Per accompagnare imprese e professionisti nell’adeguamento alla normativa europea nasce “Zero to AI”, un percorso pratico sviluppato dalla community “IA Spiegata Semplice”, fondata da Pasquale Viscanti e Giacinto Fiore, ideatori anche dell’evento AI Week.
L’iniziativa è affiancata dalla piattaforma digitale “AI Play”, dedicata alla formazione continua sull’intelligenza artificiale attraverso contenuti on demand rivolti a imprenditori, manager e professionisti.
L’obiettivo è fornire strumenti operativi per comprendere le novità normative, sviluppare competenze interne e accompagnare le aziende nell’implementazione di soluzioni di intelligenza artificiale conformi alle regole europee.
La formazione come leva strategica
Secondo Gabriele Franco, autore del volume AI Act spiegato semplice, il regolamento rappresenta un cambiamento destinato ad andare oltre il semplice rispetto delle norme.
«L’AI Act non è solo una normativa, ma un vero cambio di paradigma nel modo in cui le imprese sviluppano, utilizzano e governano l’intelligenza artificiale. Oggi non si tratta soltanto di adeguarsi, ma di comprendere come questa normativa possa diventare una leva strategica, un elemento di fiducia e un motore di competitività per qualunque organizzazione».
L’esperto ricorda inoltre che l’obbligo di formazione del personale sull’intelligenza artificiale, introdotto dall’AI Act attraverso il principio dell’AI literacy, è già in vigore dal febbraio 2025 e riguarda tutte le organizzazioni che sviluppano o utilizzano sistemi di IA.
Secondo i promotori del progetto, investire oggi nella formazione significa consentire alle imprese di affrontare con maggiore consapevolezza la trasformazione digitale, cogliendo le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale nel rispetto del quadro normativo europeo.
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