Chi terrà i bambini ad agosto? Come dividere le vacanze? È giusto che trascorrano più tempo con un genitore rispetto all’altro? E soprattutto: come proteggere i figli dal rischio di diventare, loro malgrado, il terreno su cui si giocano tensioni e questioni ancora aperte?
Frequentemente la discussione sul calendario estivo diventa terreno fertile per le proprie paure e fragilità. Il pretesto per esprimere questioni molto più profonde che generano sofferenza, rabbia o competizione. Dietro una richiesta di modificare una settimana o di prolungare una vacanza possono celarsi dinamiche emotive complesse: il risentimento verso l’ex partner, la difficoltà ad accettare una nuova organizzazione familiare, il desiderio di sentirsi speciali e importanti per i propri figli, la paura di perdere spazio nella loro vita, il timore del confronto.
Talvolta si sviluppa una sorta di contabilità affettiva: chi ha avuto più giorni, chi ha organizzato la vacanza migliore, chi è stato più presente. Una dinamica comprensibile sul piano emotivo per quanto riguarda i vissuti degli adulti coinvolti, ma che non è orientata ai bisogni dei protagonisti: i figli.
Quando le tensioni tra gli adulti aumentano, i bambini ne percepiscono gli effetti anche se nessuno ne parla apertamente, un peso invisibile viene caricato sulle loro spalle.
Talvolta si sentono investiti della responsabilità di mantenere l’equilibrio familiare, come se il loro compito fosse proteggere gli adulti dalle emozioni difficili. Alcuni cercano di compiacere entrambi i genitori, altri evitano di raccontare quanto si sono divertiti durante una vacanza per paura di ferire l’altro. I figli non dovrebbero trovarsi in situazioni dove i loro bisogni e le loro esperienze abbiano un impatto sui vissuti emotivi dei genitori.
Hanno, invece, bisogno di sentirsi liberi di voler bene a entrambi i genitori senza sentirsi in colpa, senza dover compensare la tristezza di uno o la delusione dell’altro. “Con chi vuoi stare quest’estate?” “Preferisci andare al mare con me o in montagna con papà?”, domande di questo tipo collocano i figli in una posizione scomoda, e diventano un’attribuzione di responsabilità nei loro confronti, chiedendo loro di scegliere tra due figure ugualmente importanti. Sono loro che hanno il diritto di sentirsi contenuti da scelte prese da adulti emotivamente maturi e risolti.
Le famiglie separate che riescono a vivere l’estate con maggiore serenità non sono necessariamente quelle prive di conflitti. Sono spesso quelle che riescono a mantenere uno sguardo condiviso sul benessere dei figli. Quelle nelle quali i figli non vengono strumentalizzati secondo i bisogni degli adulti.
La cogenitorialità non richiede di essere amici o di andare sempre d’accordo. Richiede piuttosto la capacità di riconoscere che, nonostante la fine della relazione di coppia, il progetto genitoriale continua. Per cui le decisioni dovrebbero essere guidate principalmente dal loro benessere e non dalle ferite emotive degli adulti.
I figli possono essere ascoltati, ma non dovrebbero sentirsi responsabili di scegliere tra mamma e papà o di decidere l’organizzazione familiare.
Quando i bambini percepiscono che i loro genitori collaborano, anche solo sul piano organizzativo, si sentono più sicuri. Poter parlare serenamente del calendario estivo e della sua suddivisione offre ai bambini maggiore prevedibilità e sicurezza, riducendo lo stress.
Così possono investire energie nelle esperienze estive, nelle amicizie, nelle scoperte e nel divertimento, senza essere costantemente preoccupati di ciò che accade tra gli adulti. Permettere ai figli di vivere serenamente il tempo trascorso con ciascun genitore rafforza il loro senso di sicurezza, appartenenza e libertà. Imparano che nel loro mondo affettivo c’è spazio per contenere entrambe le relazioni, che verranno accolti sempre.
In questo senso, le vacanze possono rappresentare non solo una sfida, ma anche un’opportunità per costruire nuove modalità di collaborazione e fiducia reciproca.
Scopri di più da Gazzetta della Lombardia
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.















