Il caso Diageo arriva all’attenzione del Consiglio regionale della Lombardia. Nicola Di Marco, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Regione, e la consigliera regionale Paola Pizzighini hanno chiesto al presidente della IV Commissione Attività produttive un’audizione urgente sulla procedura di licenziamento collettivo avviata dalla multinazionale.
La procedura riguarda 96 dei 127 dipendenti della sede milanese di Diageo, gruppo internazionale attivo nel settore delle bevande alcoliche. La richiesta del M5S punta ad aprire un confronto tra istituzioni, azienda, organizzazioni sindacali e parti sociali sul futuro occupazionale dei lavoratori e sulla presenza del gruppo in Lombardia.
La richiesta di confronto in Regione
Secondo quanto riportato nella richiesta di audizione, la decisione aziendale è stata comunicata alle organizzazioni sindacali l’8 luglio e formalizzata il 13 luglio con l’apertura della procedura di licenziamento collettivo.
Di Marco definisce la situazione «un fatto gravissimo» e ribadisce il sostegno del Movimento 5 Stelle ai dipendenti e alle rappresentanze sindacali. «Novantasei famiglie messe alla porta mentre i manager incassano bonus milionari e la politica lombarda resta in silenzio», afferma il capogruppo M5S Lombardia.
Il consigliere regionale contesta in particolare la scelta di intervenire sull’occupazione in presenza, secondo quanto sostenuto dal Movimento, di risultati positivi del mercato italiano di Diageo in termini di volumi e valore. «Non si può parlare di crisi produttiva, ma di una scelta puramente strategica e finanziaria, scaricata sulle persone», sostiene Di Marco.
Il futuro della sede milanese
Nella richiesta di audizione viene inoltre ricostruita la recente evoluzione della presenza di Diageo in Italia. La chiusura della sede milanese, secondo il M5S Lombardia, si inserirebbe in una sequenza di operazioni che ha già interessato lo storico sito produttivo di Santa Vittoria d’Alba, in provincia di Cuneo, e il trasferimento della sede direzionale, prima a Torino e successivamente a Milano.
Per Di Marco, questi passaggi sollevano interrogativi sulla prospettiva industriale e occupazionale del gruppo nel Paese. «La chiusura della sede milanese segue la cessione dello storico sito produttivo di Santa Vittoria d’Alba e il repentino trasferimento della sede direzionale prima a Torino e solo di recente a Milano», afferma il capogruppo.
Secondo il rappresentante del M5S, la successione delle operazioni «fa pensare a una dismissione programmata», senza, a suo giudizio, un adeguato piano di responsabilità sociale e senza sufficienti garanzie per i lavoratori.
Le richieste a Regione Lombardia
Il Movimento 5 Stelle chiede a Regione Lombardia di intervenire sulla vertenza attraverso un confronto istituzionale. Tra gli obiettivi indicati nella richiesta di audizione figura la tutela dei 96 posti di lavoro interessati dalla procedura e l’apertura di un tavolo con l’azienda, le organizzazioni sindacali e le parti sociali.
Il M5S chiede inoltre di lavorare per garantire la permanenza delle funzioni strategiche di Diageo in Lombardia e in Italia, collegando la questione occupazionale alla responsabilità sociale d’impresa.
«Nella richiesta di audizione, chiediamo che Regione intervenga per congelare la procedura di licenziamento collettivo, tutelare i 96 posti di lavoro, attivare un tavolo istituzionale con azienda, sindacati e parti sociali per garantire la permanenza delle funzioni strategiche di Diageo in Lombardia e in Italia, nel rispetto della responsabilità sociale d’impresa», dichiara Di Marco.
Il sostegno allo sciopero del 27 agosto
La vertenza proseguirà anche sul piano sindacale. Il M5S Lombardia ha annunciato il proprio sostegno allo sciopero promosso da UILA Lombardia per il 27 agosto e al presidio davanti ad Assolombarda.
«Mentre Diageo distribuisce compensi milionari ai vertici internazionali per un presunto rilancio trasformato nei fatti in smantellamento, Regione Lombardia non può restare a guardare», conclude Di Marco. «Sosteniamo lo sciopero UILA Lombardia del 27 agosto e il presidio ad Assolombarda: è una battaglia di civiltà che riguarda il modello di sviluppo che vogliamo per la nostra regione».
La richiesta di audizione trasferisce così la vertenza Diageo anche sul piano istituzionale lombardo. Al centro del confronto ci sono il destino dei 96 lavoratori coinvolti nella procedura, il futuro della sede milanese e il ruolo che Regione Lombardia potrà assumere nel dialogo tra azienda e rappresentanze dei lavoratori.
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