Il fenomeno delle dipendenze tra giovani e giovanissimi presenta una crescente complessità. Accanto al consumo di sostanze illegali, alcol e tabacco, assumono infatti rilevanza anche alcuni comportamenti problematici legati all’utilizzo dei social media, al gaming e al gioco d’azzardo.
Secondo la Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia del 2026, nel 2025 quasi 350mila studenti minorenni hanno riferito di aver utilizzato almeno una sostanza illegale nel corso dell’anno. Il dato rappresenta il 23% della popolazione scolastica under 18 e registra un aumento del 20% rispetto al 2024. La stessa Relazione evidenzia inoltre la diffusione tra i giovani dei consumi di alcol e tabacco.
Dipendenze comportamentali, i dati sugli adolescenti
La dimensione del fenomeno riguarda anche comportamenti che non prevedono necessariamente l’assunzione di sostanze. Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, più di uno studente italiano su sei tra gli 11 e i 17 anni presenta almeno un comportamento a rischio associato all’uso problematico dei social media, al gaming o al gioco d’azzardo.
L’indagine indica una percentuale del 17,3% tra gli 11 e i 13 anni, pari a circa 280mila ragazzi, e del 17,9% tra i 14 e i 17 anni, corrispondenti a oltre 400mila studenti.
Per quanto riguarda in particolare l’uso problematico dei social media, il fenomeno interessa l’1% degli studenti tra gli 11 e i 13 anni, circa 15.900 ragazzi, e il 2,1% dei 14-17enni, pari a circa 48.600 studenti. Il dato risulta in diminuzione rispetto alla rilevazione del 2022, ma conferma comunque la presenza di una fascia di adolescenti esposta a forme di utilizzo problematico.
Un approccio multidisciplinare alla cura
La varietà delle forme attraverso cui si manifestano le dipendenze rende centrale la capacità del sistema sanitario di individuare precocemente le situazioni di disagio e costruire percorsi di cura personalizzati.
In questo contesto si inserisce la collaborazione tra Kormed, brand dedicato al settore sanitario di Clariane Italia, e Brain&Care, realtà specializzata in percorsi di valutazione e trattamento nell’ambito delle neuroscienze. L’approccio proposto integra équipe multidisciplinari e trattamenti sanitari complementari con gli interventi farmacologici e psicoterapeutici tradizionali.
Tra gli strumenti introdotti in alcune strutture Kormed sul territorio nazionale attraverso la collaborazione con Brain&Care figura la Stimolazione Magnetica Transcranica, o TMS. Il trattamento è disponibile anche al Poliambulatorio Kormed Saccardo di Milano Lambrate, inserendo il capoluogo lombardo nella rete delle strutture che propongono questo approccio integrato.
La Stimolazione Magnetica Transcranica
La TMS è una tecnica non invasiva che utilizza campi magnetici per modulare l’attività di specifiche aree cerebrali. Il trattamento viene impiegato in diversi ambiti clinici e può essere inserito, secondo l’impostazione proposta da Kormed e Brain&Care, all’interno di percorsi terapeutici più ampi.
«Le dipendenze, siano esse legate alle sostanze o ai comportamenti, non possono più essere affrontate con un approccio esclusivamente sintomatico. Oggi sappiamo che coinvolgono specifici circuiti cerebrali che regolano il controllo degli impulsi, la motivazione e il sistema della ricompensa», spiega Gabriele Zanardi, psicoterapeuta e neuropsicologo di Brain&Care.
Secondo Zanardi, la TMS può rappresentare uno strumento da affiancare agli interventi già utilizzati nella presa in carico delle persone con problemi di dipendenza. «La Stimolazione Magnetica Transcranica rappresenta uno strumento innovativo che, integrato con psicoterapia, intervento medico e presa in carico multidisciplinare, ci consente di intervenire in modo più mirato sui meccanismi neurobiologici della dipendenza», afferma il professionista.
TMS come supporto ai percorsi tradizionali
La Stimolazione Magnetica Transcranica viene descritta come una terapia non invasiva e indolore, basata sull’utilizzo di campi magnetici per stimolare l’attività cerebrale. Nell’ambito dei percorsi clinici, può essere utilizzata per intervenire sulla funzionalità di specifici circuiti neuronali.
L’obiettivo indicato da Brain&Care non è quello di sostituire le terapie farmacologiche o psicoterapeutiche, ma di inserirsi all’interno di un percorso integrato. «Il nostro obiettivo non è sostituire le terapie tradizionali, ma renderle più efficaci, offrendo ai pazienti un percorso di cura personalizzato e fondato sulle evidenze scientifiche», conclude Zanardi.
L’integrazione di strumenti differenti punta quindi a una presa in carico più articolata delle persone con disturbi legati alle dipendenze. A Milano, attraverso il Poliambulatorio Kormed Saccardo di Lambrate, questo modello trova una delle sue applicazioni anche in Lombardia, in un contesto nel quale la prevenzione, l’intercettazione precoce e la personalizzazione dei percorsi di cura assumono un ruolo sempre più rilevante.
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