Leonardo Bove è stato dimesso dall’ospedale Niguarda di Milano, dove era stato ricoverato dopo il grave incidente avvenuto nella notte di Crans-Montana. Il sedicenne, studente del liceo Virgilio di Milano, era tra i ragazzi rimasti più gravemente feriti nell’accaduto.
La dimissione rappresenta una nuova fase nel percorso di recupero del giovane, che dopo mesi di cure potrà proseguire il cammino di riabilitazione nel proprio ambiente familiare, con il sostegno dei suoi cari.
Fontana e Bertolaso: «Il ritorno a casa segna una tappa importante»
Il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, e l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, hanno commentato la notizia della dimissione esprimendo soddisfazione e vicinanza alla famiglia.
«La dimissione dall’ospedale di Leonardo Bove rappresenta una bellissima notizia che ci riempie di gioia. Dopo mesi di cure, il ritorno a casa segna una tappa importante del suo percorso di recupero e testimonia la forza con cui ha affrontato questa difficile prova», hanno dichiarato Fontana e Bertolaso.
I rappresentanti regionali hanno inoltre rivolto un augurio per il prosieguo della riabilitazione. «A Leonardo rivolgiamo i nostri migliori auguri affinché possa continuare il suo percorso di riabilitazione con serenità e fiducia. Un pensiero di profonda vicinanza va anche alla sua famiglia e ai suoi amici, che gli sono rimasti accanto con affetto e dedizione in questi lunghi mesi e che ora potranno sostenerlo ancora più da vicino nel ritorno alla vita quotidiana».
Il ringraziamento al personale sanitario del Niguarda
Fontana e Bertolaso hanno infine sottolineato il lavoro svolto dai professionisti dell’ospedale Niguarda e da tutto il personale sanitario coinvolto nell’assistenza del giovane.
«Desideriamo inoltre rinnovare il nostro ringraziamento ai professionisti dell’ospedale Niguarda e a tutto il personale sanitario che, con competenza, umanità e straordinaria dedizione, ha accompagnato Leonardo in questo lungo e delicato percorso di cura», hanno concluso il presidente della Regione Lombardia e l’assessore al Welfare.
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