La seduta pomeridiana del 3 marzo del Consiglio regionale della Lombardia si è concentrata su una serie di mozioni che toccano ambiti strategici per la regione: mobilità e infrastrutture nel Bresciano, sostenibilità del sistema sociosanitario, prevenzione delle patologie croniche e futuro del comparto zootecnico. Il confronto in Aula ha messo in evidenza orientamenti differenti tra maggioranza e opposizione, ma anche punti di convergenza su temi considerati prioritari per il territorio.
Corda Molle, approvato un dispositivo unitario per la gratuità
Ampio spazio è stato dedicato al raccordo autostradale Ospitaletto-Montichiari, noto come “Corda Molle”, infrastruttura viaria strategica per la provincia di Brescia e per il collegamento tra l’A4 e il sistema produttivo dell’area orientale lombarda.
Il dibattito è nato dall’ipotesi di introduzione di un pedaggio su un’arteria finora percorsa gratuitamente. In Aula sono state presentate tre mozioni abbinate, sottoscritte da rappresentanti del Gruppo Misto, di Alleanza Verdi e Sinistra e Partito Democratico, e della Lega. Al termine della discussione, anche a seguito dell’intervento dell’assessore regionale alle Infrastrutture e Opere pubbliche Claudia Terzi, il Consiglio ha approvato un dispositivo unificato.
La mozione impegna la Giunta a sollecitare il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti affinché il concessionario Autovia Padana S.p.A. avvii una sperimentazione per estendere la gratuità o specifiche agevolazioni ai Comuni del bacino interessato, sulla base di criteri oggettivi legati all’impatto territoriale, sociale ed economico dell’infrastruttura e senza oneri per il bilancio regionale. L’atto prevede inoltre che Regione Lombardia, pur non avendo competenze dirette in materia concessoria e tariffaria, si faccia parte attiva, in raccordo con la Provincia di Brescia, i Comuni e le associazioni di categoria, nella definizione e revisione della convenzione in corso di formalizzazione.
È previsto infine un aggiornamento periodico alla Commissione consiliare competente sugli sviluppi della vicenda e sulle interlocuzioni con il Governo, con l’obiettivo di garantire un’analisi completa dei flussi di traffico, basata anche sui dati antecedenti il primo marzo 2026.
RSA, parziale via libera alla riforma del sistema lombardo
Altro tema centrale è stato quello delle Residenze sanitarie assistenziali, presidio fondamentale del welfare lombardo in un contesto segnato dall’invecchiamento della popolazione e dall’aumento della complessità assistenziale.
In Lombardia operano circa 700 RSA, il 75 per cento delle quali gestite da enti non profit, con un totale di 165 mila posti letto e un tasso di saturazione superiore al 95 per cento. Nei prossimi cinque anni è previsto il pensionamento del 10 per cento degli operatori sociosanitari e ausiliari e del 4 per cento degli infermieri, mentre le rette a carico delle famiglie hanno registrato un incremento medio del 16 per cento.
Il Consiglio ha approvato due punti della mozione presentata dal consigliere Davide Casati, relativi all’evoluzione del modello verso RSA multiservizi integrate con l’assistenza domiciliare e le cure intermedie e alla sperimentazione di Centri di Valutazione e Prenotazione. Respinti invece gli altri punti, che proponevano interventi più ampi su standard gestionali, equilibrio tra componente sanitaria e sociale, adeguamento dei posti letto convenzionati e ripristino del Fondo Ricostituzione Infrastrutture Sociali Lombardia.
Nel corso del dibattito, Casati ha dichiarato: «Lo scenario che abbiamo di fronte è preoccupante: va affrontato in modo coraggioso perché il sistema rischia di non reggere in futuro. Con questa mozione abbiamo proposto una visione di medio e lungo termine per invertire la rotta e cambiare prospettiva». Dalla maggioranza è stata ribadita la necessità di rafforzare l’integrazione con la medicina territoriale all’interno della programmazione regionale esistente, sottolineando il ruolo delle RSA come piattaforme sociosanitarie ad alta integrazione.
Diabete e obesità, prevenzione al centro della strategia regionale
Approvata all’unanimità la mozione sulle iniziative regionali per la prevenzione e il contrasto a diabete e obesità, presentata dalla consigliera Silvia Scurati e frutto del lavoro dell’Intergruppo consiliare “Diabete, obesità e stili di vita”, attivo dal luglio 2024.
Illustrando il provvedimento, Scurati ha affermato: «Il nostro obiettivo è chiaro: intervenire prima che la malattia produca complicanze gravi e costi sanitari elevati. Per questo chiediamo di completare l’integrazione del Fascicolo Sanitario Elettronico, migliorare la qualità dei dati, valutare l’istituzione di un Registro regionale dell’obesità e rafforzare la Rete diabetologica regionale».
La mozione punta a rafforzare la prevenzione a partire dal territorio, coinvolgendo medici di medicina generale, Case di Comunità, specialisti, farmacie e scuole, con una maggiore diffusione degli screening, programmi continuativi di educazione alimentare e promozione dell’attività fisica. I dati regionali evidenziano la portata del fenomeno: oltre 700 mila cittadini con diabete di tipo due, circa il 30 per cento della popolazione adulta in sovrappeso e quasi il 10 per cento obesa, con tassi in crescita tra i più giovani. L’impatto economico stimato per il servizio sanitario lombardo è di circa 800 milioni di euro annui tra costi diretti e indiretti.
Allevamenti senza gabbie, la maggioranza respinge la mozione
Non ha invece ottenuto il via libera dell’Aula la mozione presentata dal Movimento 5 Stelle per promuovere la transizione degli allevamenti intensivi verso sistemi senza gabbie, anche attraverso un intervento presso il Governo e in sede di Conferenza Stato-Regioni.
Nel motivare il voto contrario della maggioranza, il consigliere Claudio Mangiarotti ha dichiarato: «Regione Lombardia ha già avviato un percorso concreto per sostenere il miglioramento del benessere animale, accompagnando le aziende con strumenti, risorse e confronto costante con le filiere. La transizione è un processo serio che richiede gradualità, equilibrio e soluzioni tecniche adeguate». La maggioranza ha sottolineato la necessità di distinguere tra diverse tipologie di allevamento e di salvaguardare un comparto ritenuto strategico per l’economia lombarda.
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