Si è conclusa a Milano la terza edizione di “Costruiamo il Futuro”, l’appuntamento dedicato all’evoluzione del settore delle costruzioni che ha riunito imprese, progettisti, istituzioni e rappresentanti dell’industria per discutere delle principali trasformazioni del comparto.
L’iniziativa, organizzata dalle aziende Harpaceas e Tecnostrutture, si è svolta nella sala congressi di Assolombarda ed è stata moderata dal giornalista Gianluca Semprini. La mattinata di lavori ha rappresentato un momento di confronto multidisciplinare sulle sfide che attendono il settore nei prossimi anni, con particolare attenzione alla trasformazione dei processi produttivi, alla sostenibilità e ai nuovi modelli di collaborazione tra gli attori della filiera.
Nuovi modelli per affrontare la complessità del settore
Nel corso dell’evento è stata richiamata anche la recente nascita dell’associazione INCO, dedicata alla filiera delle costruzioni industrializzate, segnale di un comparto sempre più orientato verso processi strutturati e integrati.
Gli interventi dei relatori hanno evidenziato come il settore stia progressivamente evolvendo verso modelli organizzativi più collaborativi e sostenibili. Tra i temi centrali del dibattito è emersa la necessità di affrontare la crescente complessità del ciclo edilizio attraverso un approccio che integri competenze diverse e favorisca una maggiore responsabilità condivisa lungo tutte le fasi del progetto.
Secondo quanto emerso dal confronto, una gestione più strutturata dei processi e delle informazioni può contribuire a rendere più prevedibili le decisioni, migliorando la qualità dei progetti e l’efficienza delle opere realizzate.
Collaborazione, sicurezza e qualità degli spazi urbani
Ampio spazio è stato dedicato anche alle nuove modalità di collaborazione contrattuale, al tema della sicurezza nei cantieri e alla qualità degli spazi urbani. Nel corso delle tavole rotonde si è discusso inoltre del crescente utilizzo di materiali naturali e dello sviluppo dell’architettura off-site, ovvero la realizzazione di elementi edilizi in stabilimento prima della loro installazione in cantiere.
Le testimonianze presentate hanno evidenziato i vantaggi di una maggiore standardizzazione dei processi e di un controllo più accurato delle fasi di progettazione e costruzione. In questo contesto è stata sottolineata l’importanza di rafforzare il dialogo tra i diversi soggetti coinvolti nella filiera, dalle imprese ai progettisti, fino alle committenze pubbliche e private.
Innovazione e sostenibilità al centro della trasformazione
L’evento ha offerto ai partecipanti un contesto di confronto aperto e qualificato per osservare le dinamiche evolutive del comparto da diverse prospettive. L’obiettivo dell’iniziativa è stato quello di favorire l’incontro tra competenze differenti e stimolare la collaborazione tra le realtà impegnate nei processi di innovazione, digitalizzazione e industrializzazione delle costruzioni.
L’edizione 2026 di “Costruiamo il Futuro” ha così ribadito la centralità di un approccio basato su qualità, responsabilità e integrazione tra tecnologie e organizzazione dei processi. Una direzione che, secondo i promotori dell’evento, rappresenta una condizione essenziale per rispondere in modo efficace alle esigenze delle comunità e del mercato e per accompagnare l’evoluzione del settore delle costruzioni nei prossimi anni.
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