A Milano gli animali domestici assumono un ruolo sempre più rilevante nella vita quotidiana. Secondo un’indagine condotta da Rover, il 96% dei cittadini considera cani e gatti membri effettivi della famiglia.
Per il 47% dei milanesi il rapporto con il proprio animale è paragonabile a quello con un figlio, mentre una quota più contenuta, pari all’11%, lo accosta a quello con un fratello. Il dato conferma una trasformazione culturale che vede il pet non più come semplice compagnia, ma come elemento centrale dell’equilibrio affettivo.
Relazioni personali e scelte di vita influenzate dai pet
La presenza di un animale domestico incide anche sulle relazioni sociali e sentimentali. L’86% degli intervistati ritiene che avere un pet faciliti la socializzazione, ma emerge anche una maggiore selettività nelle relazioni: quasi la metà del campione non è propensa a iniziare una relazione con chi non desidera animali, mentre il 20% esclude a priori un partner che non ami cani e gatti.
Parallelamente, il 64% dei cittadini dichiara di voler avere sempre un animale nel corso della propria vita, mentre il 22% ne prevede la presenza per lunghi periodi. Il legame con il pet si configura quindi come una scelta strutturale, capace di orientare abitudini e prospettive personali.
Il pet come “prova” di genitorialità
L’indagine evidenzia anche un legame tra la cura degli animali e il tema della genitorialità. Per l’11% dei milanesi, accogliere un cane o un gatto rappresenta un banco di prova prima di avere figli.
Le motivazioni alla base delle scelte risultano simili: stabilità economica, maturità emotiva e stile di vita incidono sia nella decisione di avere un figlio sia in quella di adottare un animale. In particolare, il 30% degli intervistati individua nella piena età adulta il momento ideale per accogliere un pet, mentre il 27% propende per la giovane età adulta. Per il 23%, invece, l’età anagrafica è meno rilevante rispetto alla consapevolezza dell’impegno richiesto.
Spesa e attenzione crescente al benessere animale
La cura degli animali domestici comporta un impegno economico significativo. A Milano la spesa media mensile si attesta intorno ai 161 euro per animale, a conferma di una crescente attenzione verso il benessere degli animali.
Il 65% degli intervistati ritiene che oggi si presti maggiore attenzione rispetto al passato. Le principali voci di spesa riguardano l’alimentazione, seguite da servizi come toelettatura, assicurazioni e prodotti per l’igiene e la salute.
Particolare rilievo assume il ruolo del veterinario, considerato figura di riferimento dal 66% dei cittadini. Nonostante la diffusione di strumenti digitali, il ricorso a fonti online o chatbot resta marginale, a conferma della centralità della competenza professionale nella gestione della salute animale.
Una città sempre più pet-friendly
La vita quotidiana dei milanesi si adatta sempre più alla presenza degli animali. La maggior parte dei proprietari limita il tempo in cui lascia il proprio pet da solo e tende a integrarlo nelle attività quotidiane.
Il parco resta il luogo principale di frequentazione, ma cresce anche la presenza degli animali in contesti sociali e urbani, dalle visite a casa di amici alle commissioni quotidiane, fino ai locali pet-friendly. In alcuni casi, gli animali vengono portati anche sul luogo di lavoro, seppur in percentuale ancora contenuta.
Nuove tendenze nella cura e nella relazione con i pet
Milano si conferma laboratorio di nuove tendenze anche nel settore del pet care. Sempre più proprietari adottano approcci personalizzati, come la preparazione di pasti casalinghi o la partecipazione ad attività sportive dedicate agli animali.
Emergono inoltre nuove pratiche legate al benessere psicofisico, tra cui percorsi di formazione avanzata e terapie alternative. Una quota, seppur minoritaria, si orienta anche verso servizi innovativi, segno di un’evoluzione del rapporto uomo-animale sempre più articolata.
A sintetizzare questo cambiamento è il commento di Elia Borrini: «I dati di Milano mostrano un’evoluzione profonda: il pet non è più solo un compagno ma un pilastro del nucleo familiare. Questa “genitorialità riflessa” spinge i milanesi a investire tempo e risorse per garantire ai propri animali una cura professionale e una vita sociale integrata».
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