In risposta all’aumento delle temperature estive e alla crescente incidenza delle ondate di caldo, Regione Lombardia ha approvato una nuova ordinanza per la tutela della salute dei lavoratori esposti al sole. Il provvedimento, firmato dal presidente Attilio Fontana, introduce limitazioni temporali alle attività lavorative nei giorni in cui il rischio da stress termico risulta particolarmente elevato.
La misura si inserisce in un quadro di prevenzione condiviso con sindacati, associazioni datoriali e aziende sanitarie territoriali, con l’obiettivo di ridurre i casi di colpi di calore e conseguenze sanitarie legate all’esposizione prolungata a temperature elevate.
Ordinanza regionale e obiettivi di prevenzione
L’ordinanza nasce nell’ambito delle politiche regionali di prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro e prevede un rafforzamento delle misure già adottate negli anni precedenti. Secondo quanto riferito da Palazzo Lombardia, il provvedimento intende intervenire in modo diretto sui fattori di rischio legati al cambiamento climatico, che sta rendendo sempre più frequenti condizioni di stress termico durante i mesi estivi.
Il presidente Attilio Fontana ha sottolineato la finalità della misura affermando: «L’obiettivo di questa ordinanza è molto chiaro: proteggere la salute delle persone che lavorano all’aperto e che, nelle giornate più critiche, sono esposte a rischi elevati per effetto delle temperature estreme».
Ha inoltre aggiunto: «La sicurezza sul lavoro rappresenta una priorità assoluta e richiede interventi concreti, basati sulle evidenze scientifiche e sulla collaborazione tra istituzioni, imprese e organizzazioni sindacali».
Settori coinvolti e condizioni di applicazione
Il provvedimento riguarda in modo specifico i comparti dell’agricoltura, del florovivaismo, dei cantieri edili all’aperto e delle cave. In questi ambiti viene introdotto il divieto di svolgere attività lavorative in condizioni di esposizione prolungata al sole nella fascia oraria compresa tra le 12.30 e le 16.00.
Il divieto non si applica in maniera automatica, ma entra in vigore esclusivamente nei giorni in cui il sistema di monitoraggio climatico Worklimate segnala un livello di rischio “alto” per i lavoratori esposti al sole impegnati in attività fisica intensa. Il riferimento operativo è la rilevazione delle condizioni effettuata nelle ore centrali della giornata.
Il sistema Worklimate, sviluppato nell’ambito della collaborazione tra INAIL e CNR, viene utilizzato come strumento scientifico per la valutazione del rischio da stress termico nei contesti lavorativi.
Eccezioni operative e sicurezza nei servizi essenziali
L’ordinanza prevede alcune deroghe per garantire la continuità dei servizi essenziali e delle attività di pubblica utilità. Restano infatti consentiti gli interventi di protezione civile, le attività necessarie alla salvaguardia della pubblica incolumità e gli interventi delle pubbliche amministrazioni e dei concessionari di servizi pubblici.
In questi casi, pur in presenza di condizioni climatiche critiche, i datori di lavoro sono comunque tenuti ad adottare misure organizzative e operative adeguate a ridurre l’esposizione al rischio, in conformità con la normativa vigente in materia di sicurezza sul lavoro.
Raccomandazioni e ruolo degli enti locali
Il provvedimento regionale non si limita agli ambiti direttamente soggetti al divieto, ma estende una serie di raccomandazioni anche ad altri settori produttivi e lavorativi. L’attenzione è rivolta in particolare alle attività svolte all’aperto o in ambienti chiusi non climatizzati, dove le condizioni microclimatiche possono risultare influenzate dall’esterno.
Viene inoltre suggerito l’utilizzo di strumenti tecnologici per il monitoraggio del rischio climatico, come dispositivi per la misurazione dell’umidità e della temperatura percepita, utili a definire l’indice di stress termico nei luoghi di lavoro.
Un ulteriore elemento del provvedimento riguarda il ruolo dei Comuni, invitati a valutare eventuali deroghe temporanee ai regolamenti sul contenimento delle emissioni acustiche, al fine di consentire lo svolgimento delle attività nelle ore più fresche della giornata.
Sanzioni e durata del provvedimento
L’ordinanza resterà in vigore dal 10 giugno al 23 settembre 2026 su tutto il territorio regionale. La violazione delle disposizioni comporta l’applicazione delle sanzioni previste dall’articolo 650 del Codice penale, salvo che il fatto non costituisca un reato più grave.
La Regione ha infine richiamato la possibilità per gli enti locali di adottare provvedimenti più restrittivi rispetto a quelli regionali, qualora le condizioni climatiche o le esigenze territoriali lo rendano necessario, confermando la natura dinamica e preventiva dell’intervento normativo.
Condividi:
- Condividi su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp
- Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
- Condividi su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra) LinkedIn
- Condividi su Telegram (Si apre in una nuova finestra) Telegram
- Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
- Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa
- Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail
Scopri di più da Gazzetta della Lombardia
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.












