La Commissione Sanità del Consiglio regionale della Lombardia ha approvato a maggioranza il progetto di legge al Parlamento intitolato “Disposizioni in materia di attività libero-professionale delle professioni sanitarie”, un provvedimento che punta a rendere strutturale la possibilità per il personale sanitario di esercitare attività libero-professionale al di fuori dell’orario di lavoro.
Il documento, presieduto da Patrizia Baffi, propone il superamento del vincolo di esclusività che oggi limita l’attività professionale di infermieri, ostetriche, tecnici sanitari e professionisti della riabilitazione dipendenti del Servizio sanitario nazionale.
L’obiettivo: valorizzare le professioni sanitarie
La proposta nasce in un contesto caratterizzato dalla carenza di personale sanitario e dalla crescente difficoltà nel rendere attrattive molte professioni del settore. Tra le criticità evidenziate figurano retribuzioni considerate spesso insufficienti, limitate opportunità di crescita professionale e una valorizzazione non sempre adeguata delle competenze maturate dagli operatori.
Secondo l’impostazione del progetto di legge, il vincolo di esclusività non risponderebbe più alle esigenze di un sistema sanitario chiamato a rafforzare l’integrazione tra ospedale e territorio e a garantire una maggiore continuità assistenziale ai cittadini.
Il testo si compone di tre articoli e punta ad aprire un confronto a livello nazionale per una revisione normativa che possa avere effetti sull’intero Servizio sanitario nazionale.
Monti: risposta concreta ai professionisti sanitari
«Questo provvedimento risponde all’evoluzione del sistema sociosanitario, colmando un gap normativo nazionale – ha spiegato il relatore del progetto di legge, Emanuele Monti –. Vogliamo offrire una risposta concreta a migliaia di professionisti che chiedono da anni di poter svolgere attività libero-professionale. Questo permetterebbe di valorizzare il loro lavoro, integrare redditi spesso insufficienti e garantire ai pazienti una maggiore continuità assistenziale anche dopo le dimissioni».
Monti ha inoltre sottolineato che l’obiettivo dell’iniziativa è quello di avviare un percorso parlamentare finalizzato a una soluzione stabile che rafforzi il Servizio sanitario nazionale, valorizzi le competenze professionali e migliori l’accesso alle cure.
Baffi: più autonomia e continuità delle cure
Anche la presidente della Commissione Sanità, Patrizia Baffi, ha evidenziato la portata del provvedimento, collegandolo alla necessità di adeguare il sistema sanitario ai nuovi bisogni della popolazione.
«Questa proposta nasce da un principio semplice: valorizzare tutte le professioni sanitarie e adeguare il Servizio sanitario nazionale ai bisogni reali delle persone. Superare in modo strutturale il vincolo di esclusività significa riconoscere autonomia e dignità professionale a migliaia di operatori, migliorare la continuità delle cure tra ospedale e territorio, contribuire alla riduzione delle liste d’attesa e rendere più attrattivo il lavoro nel sistema pubblico».
Il percorso verso il Parlamento
Con l’approvazione in Commissione, il progetto di legge proseguirà il proprio iter istituzionale per essere trasmesso al Parlamento. La proposta della Lombardia punta così ad aprire un dibattito nazionale su una possibile riforma delle regole che disciplinano l’attività professionale del personale sanitario, con l’obiettivo di rispondere alle esigenze organizzative del sistema e alle richieste di una categoria sempre più centrale nell’assistenza ai cittadini.
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