Torna al centro del confronto politico in Lombardia il tema del patrocinio istituzionale al Pride. A sollevare la questione è la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Paola Pizzighini, intervenuta dopo la decisione dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale di non concedere il patrocinio al Pride 2026.
Secondo Pizzighini, la scelta «non sorprende» e si inserisce in una linea politica già emersa nel corso della legislatura regionale. La consigliera pentastellata richiama in particolare il dibattito sulle carriere Alias, definendo «maldestro» il tentativo iniziale della maggioranza di intervenire sul tema.
«La decisione maturata all’interno dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, di negare ancora una volta il patrocinio al “Pride” purtroppo non sorprende» dichiara Pizzighini. «Del resto, la legislatura si era aperta con il maldestro tentativo, bocciato, di cancellare le carriere Alias».
Le critiche alla maggioranza regionale
Nel suo intervento, la consigliera del Movimento 5 Stelle critica più in generale l’operato della maggioranza di centrodestra in Regione Lombardia, accusandola di avere assunto posizioni rigide nei confronti di diverse forme di protesta e mobilitazione sociale.
«Questa destra sarà ricordata per non aver fatto nulla, se non prendersela a turno con i lavoratori in sciopero, i cortei degli studenti, chi manifesta in difesa dell’ambiente e i rave party» afferma la consigliera regionale.
Pizzighini sottolinea inoltre come, a suo giudizio, il Pride rappresenti un momento pubblico di partecipazione e rivendicazione civile che dovrebbe essere sostenuto anche dalle istituzioni regionali. «I Pride rappresentano un momento di partecipazione collettiva, volto a promuovere uguaglianza, inclusione e contrasto a ogni forma di discriminazione basata su orientamento sessuale, identità di genere ed espressione di genere» aggiunge.
Il precedente del 2022 in Consiglio regionale
Nel corso della dichiarazione, l’esponente del Movimento 5 Stelle richiama anche quanto avvenuto nel 2022, quando il Consiglio regionale lombardo aveva riconosciuto la manifestazione consentendo al consigliere Nicola Di Marco, allora rappresentato dal consigliere Violi, di partecipare al Pride con la fascia istituzionale.
Secondo Pizzighini, la mancata concessione del patrocinio rappresenta un’occasione persa da parte di Regione Lombardia per manifestare vicinanza ai temi dell’inclusione sociale e dei diritti civili.
«Regione Lombardia, invece di abbracciare tutto questo, perde ogni anno l’occasione per tendere la propria mano. Noi crediamo che compito di un buon Governo dovrebbe essere quello di promuovere rispetto e uguaglianza» conclude la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle.
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