L’Europa continua a investire nella ricerca condotta al San Raffaele. Lo European Research Council ha assegnato due nuovi finanziamenti nell’ambito del programma Proof of Concept (PoC) ai progetti guidati da Alessandra Boletta e Matteo Iannacone, confermando il ruolo dell’istituto milanese tra i principali centri di ricerca biomedica a livello europeo.
Con questi ulteriori riconoscimenti salgono a 39 gli ERC Grant ottenuti complessivamente dai ricercatori dell’IRCCS Ospedale San Raffaele e dell’Università Vita-Salute San Raffaele dalla nascita del Consiglio europeo della ricerca.
I nuovi finanziamenti e il programma europeo
Il programma ERC Proof of Concept è finalizzato a sostenere la fase di sviluppo e validazione delle idee scientifiche già finanziate attraverso precedenti grant, con l’obiettivo di favorire il passaggio dalla ricerca di base all’applicazione clinica e industriale.
Nel primo round del bando 2026, lo European Research Council ha selezionato 182 progetti su 554 candidature, per un finanziamento complessivo pari a 27,3 milioni di euro. Il 37% dei progetti selezionati riguarda le Life Sciences. L’Italia ha ottenuto 18 finanziamenti PoC, tra cui quelli assegnati ai due ricercatori del San Raffaele.
Il progetto “QrCiliopathies” e la ricerca sulle malattie renali
Il primo progetto finanziato, denominato “Targeting Glutamine (Q) Metabolism in the Renal Ciliopathies” (QrCiliopathies), è guidato da Alessandra Boletta, responsabile della Cystic Kidney Disorders Unit dell’IRCCS Ospedale San Raffaele.
La ricerca si concentra sulla malattia renale policistica, una patologia ereditaria che rappresenta una delle principali cause di insufficienza renale. La malattia è caratterizzata dalla formazione progressiva di cisti nei reni, che ne compromettono la funzionalità.
Gli studi del gruppo hanno individuato un ruolo delle ciglia primarie nel controllo del metabolismo cellulare e hanno identificato l’enzima asparagina sintetasi come possibile bersaglio terapeutico. Il nuovo progetto, sviluppato in collaborazione con il Centre for Drug Design and Discovery dell’Università di Leuven, punta a sviluppare nuove molecole in grado di agire su questo meccanismo metabolico.
«Questo progetto rappresenta un passaggio importante ed emozionante per me», ha dichiarato Alessandra Boletta, sottolineando come il finanziamento segni un’evoluzione dalla ricerca di base verso possibili applicazioni cliniche. «Se l’ERC Advanced Grant aveva già portato un importante riconoscimento internazionale, questo progetto ci spinge verso la cura», ha affermato.
Il progetto “LiveRNA” e le immunoterapie per il tumore al fegato
Il secondo finanziamento riguarda il progetto “Liver mRNA-based immunotherapies” (LiveRNA), coordinato da Matteo Iannacone, professore di Patologia generale all’Università Vita-Salute San Raffaele e direttore dell’Istituto di Immunologia e Malattie Infettive dell’IRCCS Ospedale San Raffaele.
Il progetto mira allo sviluppo di immunoterapie basate su mRNA per il trattamento del tumore al fegato, con l’obiettivo di ripristinare la capacità del sistema immunitario di riconoscere e combattere le cellule tumorali.
La ricerca si basa su oltre quindici anni di studi sull’immunità epatica e sulle modalità con cui il fegato può influenzare la risposta immunitaria. L’approccio combina strategie complementari per riattivare sia l’immunità innata sia quella adattativa, con l’obiettivo di rendere più efficaci le terapie contro forme tumorali oggi difficilmente trattabili.
Il ruolo dei finanziamenti europei nella ricerca di lungo periodo
Il percorso scientifico del professor Iannacone è stato sostenuto nel tempo da diversi strumenti di finanziamento europeo, tra cui uno Starting Grant, un Consolidator Grant, un Advanced Grant e più Proof of Concept. Un sostegno continuativo che ha accompagnato l’evoluzione delle ricerche dalla fase di studio di base fino alle applicazioni terapeutiche.
«Ricevere questo ERC Proof of Concept Grant è particolarmente significativo perché rappresenta l’ultimo passo di un percorso scientifico iniziato nel 2011», ha spiegato Iannacone, evidenziando il ruolo della ricerca di base nella costruzione di nuove strategie terapeutiche.
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