Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha presentato oggi in Consiglio regionale a Palazzo Pirelli un primo bilancio delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, sottolineando il ruolo centrale della Lombardia nell’organizzazione e nel successo dei Giochi.
Fontana ha aperto il suo intervento con un pensiero al contesto internazionale: «Abbiamo vissuto tre settimane in cui i valori olimpici di amicizia hanno riempito le giornate e le aspirazioni. Ci auguriamo che si trovino soluzioni diplomatiche alle crisi in atto e che siano riconosciuti i diritti individuali e sociali di libertà». Ha anche annunciato l’attivazione degli uffici regionali per supportare i cittadini bloccati all’estero a causa della chiusura degli spazi aerei mediorientali.
Un’edizione storica dei Giochi Invernali
Il 22 febbraio, con la cerimonia di chiusura all’Arena di Verona, si è conclusa un’edizione che Fontana ha definito «storica» per la Lombardia e l’Italia, grazie a record sportivi, successo organizzativo e orgoglio nazionale. Ora l’attenzione è sulle Paralimpiadi invernali, considerate ancora più rilevanti.
Il presidente ha ringraziato la macchina organizzativa, i volontari, i cittadini e la Giunta regionale per l’impegno dimostrato: «Il cuore pulsante di questi Giochi è stata la Lombardia, che ha fornito garanzie economiche per circa 300 milioni di euro, un fatto senza precedenti nella storia olimpica».
Olimpiadi diffuse e investimenti sul territorio
Per la prima volta, le Olimpiadi sono state diffuse, con Milano e i territori montani collegati in un sistema interconnesso. La Lombardia ha ospitato 7 delle 13 sedi di gara e 8 delle 16 discipline olimpiche. L’investimento totale ha raggiunto 5,5 miliardi di euro, di cui 418 milioni stanziati da Regione Lombardia, comprendendo infrastrutture sportive, ferroviarie e viarie.
Fontana ha sottolineato la sostenibilità finanziaria: «Secondo Standard & Poor’s, l’impianto dei Giochi è pienamente sostenibile per i conti pubblici, pari allo 0,3% del PIL italiano 2025».
Numeri e risultati
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1.655 atleti hanno gareggiato in Lombardia
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441 medaglie assegnate in 64 eventi, con il 40% conquistate da lombardi
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1,3 milioni di biglietti venduti (88% della disponibilità)
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63% degli spettatori proveniva dall’estero
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Oltre 130.000 candidature per 18.000 posti da volontario
La mobilità ha funzionato con 1,3 milioni di viaggiatori in più sulle linee ferroviarie e oltre 17.000 ore di presidi per sicurezza e assistenza. Le strutture sanitarie hanno operato all’interno del Servizio Sanitario Regionale, lasciando un’eredità permanente in termini di tecnologie e procedure.
Legacy materiale e immateriale
Il Villaggio Olimpico diventerà uno studentato da 1.700 posti letto. Le infrastrutture ferroviarie e viarie resteranno al servizio dei cittadini, le arene ospiteranno eventi sportivi e culturali, e Milano avrà una casa del ghiaccio per giovani e famiglie. L’impatto economico stimato comprende 5,3 miliardi di ricavi, 600 milioni di gettito fiscale aggiuntivo e un aumento del PIL lombardo fino a +1,7%.
Fontana ha inoltre ricordato l’eredità immateriale: promozione della pratica sportiva, formazione legata a turismo, sport e sicurezza, e norme per cantieri più sicuri.
Un modello che funziona
Il presidente ha evidenziato la capacità della Lombardia di superare scetticismi e difficoltà, dimostrando efficienza e coesione tra istituzioni, imprese, università, volontari e cittadini. «Abbiamo organizzato queste Olimpiadi anche quando non tutto il Paese ci sosteneva. È stata una scommessa vinta».
Fontana ha concluso guardando al futuro: «Milano è la porta dell’Italia sul mondo, ma la sua forza nasce dall’energia di tutta la Lombardia. Siamo pronti per nuove sfide, anche per le Olimpiadi estive del 2040».
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