L’ospedale Humanitas celebra i suoi 30 anni di attività con l’inaugurazione del nuovo edificio dedicato alla protonterapia e un momento istituzionale che ha visto la partecipazione del presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana.
Al centro dell’intervento del governatore, il ruolo della struttura nel sistema sanitario regionale e il modello di integrazione tra pubblico e privato.
L’inaugurazione della nuova struttura per la protonterapia
La giornata è stata occasione per presentare il nuovo edificio dell’ospedale Humanitas dedicato alla protonterapia, una tecnologia avanzata utilizzata nei trattamenti oncologici di precisione. L’iniziativa si inserisce nel percorso di ampliamento delle capacità cliniche e tecnologiche della struttura, considerata tra i principali poli sanitari privati accreditati in Italia.
Contestualmente all’inaugurazione si è svolta la conferenza stampa per i 30 anni di attività dell’ospedale, fondato nel 1996 e oggi parte di un gruppo sanitario attivo nella ricerca, nella formazione medica e nell’assistenza specialistica.
Il modello sanitario lombardo e la sinergia pubblico-privato
Nel suo intervento, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha richiamato il valore del percorso compiuto da Humanitas, sottolineandone il posizionamento nel panorama nazionale e internazionale.
«L’Humanitas, come emerge dalle classifiche che sono state recentemente pubblicate, è uno dei migliori ospedali d’Italia e uno dei primi nel mondo, grazie alla capacità di abbinare in modo efficace qualità ricerca e delle cure offerte ai pazienti, raggiungendo risultati di eccellenza», ha dichiarato Fontana.
Il governatore ha evidenziato come l’esperienza della struttura rappresenti un esempio del modello sanitario lombardo, basato sulla collaborazione tra pubblico e privato e su un approccio integrato alla cura del paziente.
Un “ecosistema della salute” tra clinica, ricerca e formazione
Nel corso dell’intervento, Fontana ha descritto l’evoluzione dell’ospedale come il passaggio da struttura ad alta specializzazione a vero e proprio ecosistema della salute.
«In questi tre decenni questo istituto ha saputo evolvere insieme ai bisogni delle persone, trasformandosi da ospedale ad alta specializzazione in un vero e proprio ecosistema della salute», ha affermato, sottolineando l’approccio globale alla presa in carico del paziente lungo tutto il percorso di cura.
Il presidente ha richiamato inoltre il ruolo di IRCCS della struttura, evidenziando il collegamento tra ricerca scientifica e applicazione clinica. All’interno di Humanitas operano medici, ricercatori e specialisti di diverse discipline, con l’obiettivo di integrare competenze e accelerare l’innovazione in ambito sanitario.
Intelligenza artificiale e medicina di precisione
Tra i temi affrontati anche il ruolo delle nuove tecnologie in medicina, con particolare riferimento all’intelligenza artificiale applicata alla ricerca e alla pratica clinica.
Fontana ha ricordato come la struttura sia tra le prime a dotarsi di un centro dedicato all’AI integrato con le attività sanitarie e scientifiche, con l’obiettivo di sviluppare modelli di medicina sempre più personalizzata e predittiva.
In questo contesto si inserisce anche il nuovo centro di protonterapia, indicato come esempio di medicina di precisione e di evoluzione tecnologica applicata alle cure oncologiche.
Formazione e futuro della professione medica
Un ulteriore elemento evidenziato riguarda il ruolo della formazione. Con Humanitas University, la formazione dei professionisti sanitari avviene nello stesso contesto in cui si svolge l’attività clinica e di ricerca.
Secondo Fontana, questo approccio consente di formare medici in grado di affrontare l’evoluzione continua della medicina e di contribuire all’innovazione del sistema sanitario.
Il presidente ha inoltre rivolto un ringraziamento al personale sanitario e tecnico della struttura, sottolineandone il contributo quotidiano allo sviluppo dell’istituto.
Le prospettive del sistema sanitario
In chiusura del suo intervento, Fontana ha richiamato la necessità di mantenere un equilibrio tra innovazione e centralità della persona.
«La sfida è continuare a innovare senza perdere ciò che rende unica questa realtà: l’attenzione alla persona, la qualità della cura, la capacità di anticipare i bisogni», ha dichiarato, indicando come obiettivo il consolidamento di standard di eccellenza anche nei prossimi anni.
L’evento ha rappresentato un momento di celebrazione ma anche di confronto sulle prospettive del sistema sanitario lombardo e sul ruolo delle strutture di eccellenza nel contesto nazionale ed europeo.
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