La Lombardia ha realizzato oltre 112.000 opere attraverso le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e del Piano nazionale per gli investimenti complementari, per un valore complessivo di 23 miliardi di euro. È quanto emerso durante l’evento “L’Italia del Pnrr. Creare il modello, fare sistema, orientare il futuro. Una sfida che si racconta”, ospitato al Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano e promosso dal ministro per gli Affari Europei, il Pnrr e le Politiche di coesione Tommaso Foti insieme alla Commissione europea, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.
A tracciare il quadro dell’attuazione lombarda del Pnrr è stato il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, che ha evidenziato come gli interventi abbiano rispettato nella maggior parte dei casi i cronoprogrammi previsti. Fontana ha inoltre ricordato che gli interventi di cui Regione Lombardia è soggetto attuatore sono 2.796, con risorse mobilitate pari a oltre 3,7 miliardi di euro.
Il ruolo del Pnrr per la Lombardia
Nel corso del suo intervento, il presidente Fontana ha sottolineato il valore strategico del Piano non solo sotto il profilo economico, ma anche dal punto di vista amministrativo e organizzativo. «Il Pnrr è stato certamente una straordinaria opportunità di investimento ma ha rappresentato anche un nuovo metodo di lavoro nel rapporto tra Stato centrale, Regioni ed enti territoriali, nonostante lo scarso coinvolgimento iniziale delle Regioni», ha dichiarato.
Il governatore lombardo ha inoltre ringraziato il ministro Foti per l’apprezzamento espresso nei confronti della Lombardia, indicata come esempio di utilizzo virtuoso delle risorse europee e nazionali.
Investimenti e continuità delle politiche
Secondo Fontana, gli interventi finanziati attraverso il Pnrr hanno contribuito a sostenere la competitività del sistema lombardo in una fase caratterizzata da profonde trasformazioni tecnologiche, demografiche e produttive. «Sono interventi che hanno contribuito a mantenere competitivo il nostro sistema in una fase in cui le trasformazioni tecnologiche, demografiche e produttive richiedono una capacità di adattamento sempre più rapida», ha affermato il presidente.
Il governatore ha poi richiamato l’attenzione sulla necessità di assicurare continuità alle misure introdotte. «Non possiamo limitarci a considerarli come misure straordinarie legate alla durata del piano: occorre interrogarsi su come garantire continuità a ciò che ha funzionato, evitando che l’esaurimento delle risorse del Pnrr determini un arretramento delle politiche per il lavoro, la formazione e l’inclusione», ha aggiunto.
Tra i temi evidenziati anche quello della digitalizzazione della pubblica amministrazione e del Fascicolo Sanitario Elettronico, strumenti considerati centrali per semplificare il rapporto tra cittadini, imprese e sistema pubblico.
Il confronto istituzionale a Milano
L’iniziativa ospitata a Milano ha visto la partecipazione di numerosi rappresentanti istituzionali del Governo. Alla prima delle due giornate di lavori hanno preso parte anche i ministri Anna Maria Bernini, Giuseppe Valditara, Francesco Lollobrigida e Gilberto Pichetto Fratin. Per la Regione Lombardia era presente inoltre il sottosegretario alla Presidenza con delega a Controlli, Patrimonio e Digitalizzazione Ruggero Invernizzi.
Nel passaggio conclusivo del suo intervento, Fontana ha ribadito la centralità del ruolo delle autonomie territoriali nell’attuazione delle politiche pubbliche. «L’insegnamento che possiamo trarre dall’esperienza del Pnrr è che l’Italia funziona meglio quando valorizza le sue diversità e i suoi centri amministrativi locali, in una parola: quando non accentra», ha dichiarato. «Lo Stato non deve limitarsi a decidere dall’alto, ma costruire insieme alle Regioni e agli enti locali, che sono un perno dell’azione amministrativa nazionale».
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