È la startup comasca Involve Space ad aggiudicarsi il Premio Cambiamenti 2026, il contest nazionale promosso da CNA con la partecipazione di Unioncamere e dedicato alle imprese emergenti più innovative d’Italia. La realtà lombarda è stata selezionata tra oltre mille startup provenienti da tutto il Paese, conquistando la giuria di esperti per l’originalità e il potenziale della propria proposta tecnologica.
La premiazione si è svolta alla presenza del presidente nazionale CNA Dario Costantini, del segretario generale Otello Gregorini e del presidente della giuria, a conferma della rilevanza dell’iniziativa nel panorama imprenditoriale italiano.
Tecnologia aerospaziale e sostenibilità al centro del progetto
Con sede a Como, Involve Space sviluppa piattaforme stratosferiche riutilizzabili a basso impatto ambientale, destinate all’osservazione della Terra, ai test tecnologici e alla ricerca scientifica. Le soluzioni proposte operano come pseudo-satelliti ad alta quota, integrando sostenibilità, raccolta di dati in tempo reale e innovazione aerospaziale.
Il progetto si inserisce in un contesto di crescente attenzione verso tecnologie avanzate e sostenibili, confermando il ruolo della Lombardia come territorio dinamico e capace di attrarre e sviluppare competenze ad alto valore aggiunto.
Il commento di CNA Lombardia
Soddisfazione è stata espressa da Giovanni Bozzini, presidente di CNA Lombardia, che ha sottolineato il valore della vittoria per il territorio: «Siamo orgogliosi della vittoria di una start up lombarda, in particolare comasca, al nostro grande contest nazionale. Insieme alla vincitrice dell’edizione lombarda di Cambiamenti, l’impresa milanese GenoGra, questa realtà testimonia che la voglia di innovazione sui nostri territori vince nonostante le gravi incertezze del momento. Questi giovani hanno una grande voglia di futuro e sono la nostra speranza».
Le altre realtà premiate e il valore del contest
A completare il podio dell’edizione 2026 sono Kymia Srl, con sede a Catania, e Pestop Srl, con sede a Genova. La prima si distingue per la trasformazione di scarti agricoli, in particolare il mallo del pistacchio di Bronte, in ingredienti bioattivi destinati ai settori cosmetico, nutraceutico e alimentare. La seconda ha sviluppato una tecnologia automatizzata per la produzione di pesto tradizionale, capace di replicare processi artigianali attraverso un macchinario innovativo brevettato.
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