Riapre giovedì 23 aprile, nel cuore di Genova, la storica pizzeria Bedin dal 1862, considerata la prima della città. Situata in Piazza Dante, uno dei luoghi simbolo della trasformazione urbana del capoluogo ligure nel secondo dopoguerra, l’insegna torna operativa dopo un intervento di ristrutturazione durato due anni.
Il progetto segna il ritorno di una realtà storica della ristorazione genovese, affidata oggi alla guida del pizzaiolo e chef Andrea Serra, che ha costruito un percorso professionale tra Italia e Spagna, con una particolare specializzazione nel mondo dei lievitati.
«Genova nel tempo è rimasta profondamente se stessa, custode del suo centro storico e, allo stesso tempo, aperta a una modernità mai del tutto addomesticata – afferma Andrea Serra –. Piazza Dante resta così il simbolo di quel coraggio: il luogo in cui la città osò, il luogo in cui oggi riapre le sue porte Bedin».
Un progetto tra memoria e contemporaneità
La riapertura si inserisce in un percorso che punta a valorizzare la tradizione gastronomica ligure attraverso una visione contemporanea della ristorazione. Il progetto si fonda su tre elementi principali: qualità delle materie prime, legame con il territorio e ricerca costante.
Il percorso di Andrea Serra, maturato anche in Sardegna e sviluppato negli ultimi anni con un approfondimento tecnico sui lievitati, trova nella nuova gestione di Bedin una sintesi tra esperienza e innovazione.
Spazi rinnovati e nuova esperienza di accoglienza
Il locale è stato completamente rinnovato con l’obiettivo di offrire un ambiente accogliente e informale, in cui il tempo del pasto torna a essere centrale. L’organizzazione del servizio privilegia la convivialità, evitando turnazioni serrate e favorendo un’esperienza più distesa.
«L’obiettivo è creare un’esperienza che resti nella memoria – sottolinea Andrea Serra – capace di riportare alle emozioni semplici, come una chiacchiera tra amici o il gesto della scarpetta, sostenuta però da una qualità rigorosa e da una ricerca continua».
Cucina ligure e valorizzazione del territorio
La proposta gastronomica si radica nella tradizione ligure, con particolare attenzione alla filiera corta e ai prodotti locali. Tra le materie prime utilizzate spiccano ingredienti provenienti da piccoli produttori, spesso a “centimetro zero”, e la carne di cabannina, razza autoctona della Liguria.
Accanto ai grandi classici come pesto e salsa di noci, trovano spazio piatti della tradizione regionale, tra cui coniglio, trippa, baccalà e stoccafisso, proposti in chiave contemporanea ma nel rispetto delle ricette originarie.
La pizza contemporanea al centro dell’offerta
Elemento centrale del progetto è la pizza contemporanea, frutto di un lavoro tecnico approfondito sull’impasto. «L’impasto rappresenta l’80% del risultato finale», spiega Serra, evidenziando l’importanza di processi come l’alta idratazione, tra l’80 e il 90%, e le lunghe maturazioni fino a 48 ore.
La proposta comprende diverse tipologie di pizza, dalla classica tonda con cornicione pronunciato alla pala romana, fino al padellino e a percorsi degustazione pensati per raccontare l’intera filosofia del locale.
Anche la proposta dolciaria segue la stessa linea identitaria, con lievitati creativi e reinterpretazioni di dessert tradizionali, affiancati da una selezione di vini e birre artigianali.
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