La Lombardia compie un nuovo passo verso la mobilità ferroviaria a emissioni ridotte con il completamento degli impianti di produzione e distribuzione dell’idrogeno di Iseo ed Edolo, realizzati da Ferrovienord nell’ambito del progetto H2iseO. Le due infrastrutture rappresentano un tassello fondamentale per l’avvio della prima sperimentazione italiana dei treni alimentati a idrogeno su una linea ferroviaria regionale e per la realizzazione della prima Hydrogen Valley del Paese lungo la tratta Brescia-Iseo-Edolo.
L’iniziativa punta a trasformare la Valcamonica in un polo dedicato alla produzione e all’utilizzo dell’idrogeno per il trasporto pubblico locale, con l’obiettivo di favorire la decarbonizzazione della mobilità ferroviaria senza ricorrere all’elettrificazione dell’intera linea.
Terzi: oltre 400 milioni di euro investiti sulla Brescia-Iseo-Edolo
L’assessore regionale alle Infrastrutture e Opere pubbliche, Claudia Maria Terzi, ha evidenziato il valore strategico del progetto per il territorio lombardo e per l’intero sistema ferroviario nazionale.
«Per Regione Lombardia il progetto H2iseO rappresenta un significativo modello di innovazione e sostenibilità. Si tratta della prima sperimentazione in Italia dell’utilizzo dei treni a idrogeno su una linea ferroviaria, ma il valore dell’iniziativa va oltre la semplice sostituzione del materiale rotabile: H2iseO introduce infatti un nuovo paradigma di mobilità, in grado di coniugare tutela ambientale, sviluppo tecnologico e valorizzazione economica dei territori», ha dichiarato Terzi.
L’assessore ha inoltre sottolineato come il progetto preveda la creazione di una vera filiera dell’idrogeno in Valcamonica, attraverso infrastrutture dedicate alla produzione, allo stoccaggio e alla distribuzione del combustibile, con ricadute anche sul tessuto economico locale.
Terzi ha ricordato inoltre che Regione Lombardia ha destinato negli ultimi anni circa 400 milioni di euro alla linea Brescia-Iseo-Edolo, finanziando non solo il progetto H2iseO, ma anche il rinnovo dell’armamento ferroviario, l’adeguamento dei sistemi di segnalamento, il rifacimento della trazione elettrica e gli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico.
Lucente: l’idrogeno offre una risposta innovativa per il trasporto ferroviario
Anche l’assessore regionale ai Trasporti e Mobilità sostenibile, Franco Lucente, ha espresso soddisfazione per il completamento delle opere nei tempi previsti.
«Il completamento degli impianti di Iseo ed Edolo nel rispetto del cronoprogramma testimonia la solidità del lavoro svolto in questi anni da tutti i soggetti coinvolti. H2iseO rappresenta concretamente la visione di Regione Lombardia sulla neutralità tecnologica: non esiste una soluzione unica per la mobilità sostenibile, ma un insieme di tecnologie da sviluppare e valorizzare in base alle caratteristiche dei territori e delle infrastrutture. L’idrogeno è una di queste e, lungo la linea Brescia-Iseo-Edolo, dimostra di poter offrire una risposta innovativa ed efficiente per il trasporto ferroviario», ha affermato Lucente.
L’assessore ha evidenziato come il progetto rappresenti un esempio concreto dell’approccio regionale alla transizione ecologica, basato sull’integrazione di diverse tecnologie in funzione delle caratteristiche delle singole infrastrutture.
Verso l’entrata in servizio dei treni a idrogeno
La messa in esercizio degli impianti è prevista all’inizio del 2027, una volta completati i collaudi e i test dinamici dei nuovi convogli. Un passaggio importante è già stato raggiunto con il rilascio, lo scorso 19 giugno, dell’Autorizzazione di messa in servizio da parte di Ansfisa, l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali.
L’autorizzazione consentirà l’avvio delle prove di accettazione presso il sito di Rovato e lungo la linea ferroviaria gestita da Ferrovienord. Seguirà un ulteriore ciclo di corse sperimentali, durante il quale saranno simulate differenti condizioni di esercizio per verificare il comportamento dei treni prima dell’avvio del servizio commerciale.
Le caratteristiche degli impianti di Iseo ed Edolo
L’impianto di Iseo è stato realizzato nelle immediate vicinanze del deposito Trenord e produrrà idrogeno a partire dal biometano, recuperando l’anidride carbonica generata durante il processo produttivo. La struttura dispone di una capacità nominale di 1.150 chilogrammi di idrogeno al giorno, pari a circa 420 tonnellate all’anno, e può immagazzinare fino a 1.450 chilogrammi di combustibile. Il rifornimento dei convogli sarà effettuato attraverso due erogatori in grado di alimentare contemporaneamente due treni su binari differenti.
L’impianto di Edolo sorgerà invece su un’area in concessione a Ferrovienord e su spazi industriali in dismissione. La produzione dell’idrogeno avverrà mediante elettrolisi alimentata da energia proveniente da fonti rinnovabili. L’impianto avrà una capacità produttiva di 1.644 chilogrammi al giorno, equivalenti a circa 600 tonnellate annue, con una capacità di stoccaggio complessiva di 2.489 chilogrammi. Anche in questo caso il rifornimento sarà garantito da due erogatori progettati secondo le più recenti normative in materia di sicurezza.
H2iseO, il progetto che punta a decarbonizzare la linea Brescia-Iseo-Edolo
Il progetto H2iseO nasce con l’obiettivo di realizzare in Valcamonica la prima Hydrogen Valley italiana applicata al trasporto ferroviario, favorendo la nascita di una filiera industriale dedicata all’idrogeno.
Il piano prevede la sostituzione dell’intera flotta diesel della linea Brescia-Iseo-Edolo con 14 nuovi treni alimentati a idrogeno. Oltre agli impianti di produzione di Iseo, Edolo e Brescia, saranno realizzati quattro punti di rifornimento a Rovato, Iseo, Edolo e Brescia, insieme al nuovo deposito e centro di manutenzione di Rovato e agli interventi di adeguamento delle infrastrutture ferroviarie.
L’obiettivo finale è rendere il trasporto pubblico locale sempre più sostenibile, riducendo le emissioni e limitando gli interventi infrastrutturali invasivi che sarebbero necessari per l’elettrificazione completa della linea, valorizzando al tempo stesso il territorio della Valcamonica e il sistema ferroviario lombardo.
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