Sono in miglioramento i cinque ragazzi rimasti feriti nell’incendio avvenuto a Crans-Montana. A fare il punto è l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso, intervenuto a margine di un evento all’Ospedale Niguarda.
«In questo momento i ragazzi ricoverati sono cinque, di cui quattro al Centro grandi ustionati e uno non lontano dal Niguarda dove sta facendo riabilitazione respiratoria», ha spiegato. «Sono tutti in fase di miglioramento e siamo soddisfatti del lavoro svolto dai medici e dal personale sanitario».
Due dei pazienti resteranno ricoverati ancora per diversi mesi, mentre altri potrebbero rientrare a casa già all’inizio di maggio, pur dovendo proseguire un percorso riabilitativo.
Il supporto alle famiglie
L’assessore ha sottolineato il contatto costante con le famiglie coinvolte, comprese quelle dei ragazzi deceduti. «Siamo in contatto con tutti i genitori, che sono sempre stati molto presenti e vicini ai loro figli durante il percorso di cura», ha aggiunto.
Il monitoraggio prosegue anche per i giovani già rientrati a casa, impegnati in attività di recupero che, ha osservato Bertolaso, possono risultare complesse quanto il periodo di degenza ospedaliera.
Le spese sanitarie e gli indennizzi
Sulle spese sostenute per le cure nelle strutture svizzere, Bertolaso ha chiarito che non ci saranno oneri a carico delle famiglie. «È chiaro che non esiste che nessuno debba sborsare un solo euro per quello che è successo», ha dichiarato, spiegando che eventuali richieste economiche sarebbero legate a procedure amministrative interne agli ospedali.
Parallelamente è in corso il lavoro per definire i criteri di indennizzo. L’assessore ha ricordato di essere stato indicato dai genitori come rappresentante nella fondazione incaricata di seguire questo percorso.
Le prossime tappe
Il confronto tra le parti proseguirà nelle prossime settimane con nuovi incontri già programmati, tra cui una riunione a maggio e un appuntamento a Ginevra a metà giugno.
L’obiettivo è stabilire modalità condivise per il sostegno economico alle famiglie, con particolare attenzione a quelle che hanno subito le conseguenze più gravi dell’incidente.
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